“Pescatori e Barche Di Sicilia”. L’atteso libro di Filippo Castro il 5 marzo a Palazzo d’Aumale


La straordinaria ricerca su tecniche, saperi marinari e pescherecci tradizionali vede finalmente la luce. Il libro del terrasinese Filippo Castro, a lungo atteso dagli ambienti scientifici e dagli appassionati, sarà ufficialmente presentato il prossimo 5 marzo alle ore 16.00 presso il Museo regionale Henri d’Aumale di Terrasini.

locandina castro 2Il volume, che consta di oltre 700 pagine, è corredato da una eccezionale raccolta (circa 400) di disegni, realizzati dallo stesso Castro, e fotografie d’epoca.

«L’amore per il modellismo  – scrive nell’introduzione l’Autore – in un primo tempo ludico, poi didattico con le sue implicazioni culturali, è nato in me grazie alla inclinazione, fin dalla più tenera età, per il disegno. Mi ingegnavo allora a rappresentare con il carbone e il gesso, sinanco sui marciapiedi del mio paese, Terrasini, il mondo circostante, compresi barche, attrezzi, pescatori. Una seconda circostanza che ha favorito questa predisposizione, è stata la vicinanza e la consuetudine con due cantieri terrasinesi per la costruzione di barche alla marina (uno alla Praiola, l’altro alla Ciucca), in cui ho lavorato come apprendista per più di due anni, prima di essere avviato agli studi artistici nell’istituto statale d’arte di Palermo (…)».

filippo castro 1

Filippo Castro

Oltre trent’anni di faticose e appassionate ricerche lungo le coste della Sicilia; grandi difficoltà da superare, lunghe attese e, finalmente, eccolo qui il risultato straordinario di un lavoro che pochissimi in Italia e forse in Europa possono vantare. Ma quando inizia veramente – chiediamo a Castro – questa passione.
«Intorno agli anni Sessanta del Secolo scorso, notando la progressiva rarefazione di una cultura millenaria quale era quella marinara, drammaticamente evidenziata dalla sistematica distruzione delle imbarcazioni tradizionali, mi chiesi, in ciò confortato da persone molto colte e lungimiranti, se non fosse giunto il momento di fare qualcosa per recuperare e tramandare almeno alcuni elementi di quella cultura»

Ruffino-Giovanni

Giovanni Ruffino

Filippo Castro oggi si sente appagato e si commuove pensando a tutti questi anni di fatica e di sacrifici, agli amici che lo hanno sostenuto e incoraggiato, alcuni dei quali purtroppo non più. Tenacia e impegno, dunque, di chi, con lui, ha voluto che il progetto arrivasse alla felice conclusione di oggi. Tra questi, sicuramente, il Prof. Giovanni Ruffino, Direttore del Centro Studi Filologici e Linguistici Siciliani, che fin dal primo momento ha voluto che l’opera fosse inserita nella prestigiosa collana dell’Atlante Linguistico della Sicilia, Sezione Linguistico-Etnografica.

«Il momento iniziale di questo lungo percorso
– chiarisce il Prof. Ruffino – si può individuare nel saggio che io stesso sollecitai a Filippo Castro nel 1995 e che fu pubblicato nel primo dei volumi dell’Atlante Linguistico siciliano col titolo “Pescatori e lessico della pesca a Terrasini”. Si trattava di un breve saggio, una trentina di pagine, che già prefigura questo grande trattato sulla pesca, sulle tecniche di pesca, sui mastri d’ascia e sulle tecniche di costruzione delle barche tradizionali».

Ci è parso di capire che questo straordinario lavoro è importante anche sotto altri aspetti.
«Certo, anche e non soltanto dal punto di vista linguistico. Peraltro questo straordinario libro, ricco di aneddoti e personaggi legati alla cultura marinara, si avvale di una ricerca iconografica monumentale, che arricchisce il testo con oltre 400 disegni etnografici».

Cosa dire in conclusione prof. Ruffino?
«Sono certo che questo importante contributo di Filippo Castro riscuoterà grandissimi consensi fra gli studiosi sia delle “cose” del mare, sia presso la comunità dei linguisti e dei dialettologi».


barche castro

Foto a sinistra: uno dei numerosi modelli fedelmente realizzati in scala da Filippo Castro. Gran parte della raffinata raccolta è custodita nel Museo Regionale di Palazzo d’Aumale. A destra: il mastro d’ascia Ciro (inteso Gino) Mortillaro al lavoro col figlio nel suo cantiere (foto archivio Castro fine anni Novanta).


 

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