CARINI, DEPURATORE: il Consiglio conferma il suo ‘no’ all’ipotesi consortile, ma …


Formalmente invitati dal Presidente del Consiglio Pietro Mannino tutti i rappresentanti istituzionali interessati, sindaci in primis, ma mancavano quelli di Cinisi e di Isola delle Femmine; presenti, invece, il sindaco e il vicesindaco di Terrasini e di Capaci e due ingegneri della equipe regionale sulla depurazione; assente – com’era prevedibile – il Prof. Rolle, commissario straordinario nazionale alla depurazione. Alcuni aspetti emersi durante il dibattito, che non vanno trascurati.

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Di spalle il sindaco di Terrasini Giosuè Maniaci (a sinistra) e di Capaci Pietro Puccio durante il Consiglio comunale di ieri sera a Carini.

Forse mai Seduta consiliare – chiusa o aperta che sia – risultò più coriacea sul fronte del “NO”. Ci riferiamo a quella dell’altro ieri sera tenutasi nel Palazzo comunale di Carini. Oggetto della discussione ancora il “depuratore consortile” che ipotizza, attraverso un progetto di fattibilità, il convogliamento dei liquami fognari di Terrasini e Cinisi (e aeroporto) nel già esistente depuratore di Carini, che sarebbe sovradimensionato rispetto alle attuali utenze. A chiederne la convocazione un drappello di consiglieri capeggiati dal grillino Ambrogio Conigliaro alfiere del NO.

In verità questa ipotesi progettuale (Carini) segue ad altre due, ciascuna delle quali rappresenterebbe, stando a quanto spiegato dai tecnici, un superiore grado evolutivo tecnico-ambientale rispetto alla precedente, reimpostata alla luce delle ulteriori conoscenze nel frattempo acquisite.

In estrema sintesi occorre ricordare (anche per abbozzare una risposta a un quesito da più parti ieri sollevato) che la prima originaria ipotesi di costruire un depuratore a Terrasini, del tutto circoscritto alla costa terrasinese, apparve come un incomprensibile spreco-doppione in un breve tratto di costa così fortemente contiguo con Cinisi (dove già esisteva un depuratore di 2° livello). Maturò così (per la verità fu ripresa) la primitiva ipotesi del depuratore consortile con Cinisi. Infatti già negli anni trascorsi, sia pure in modo informale, era stato opposto (da parte dell’allora sindaco di Cinisi quasi omonimo dell’attuale) un netto rifiuto (non sia mai che la me***da dei favaruttara finisca da noi) tanto che Terrasini si era rassegnata a ripiegare su un progetto di massima problematico (pompare i liquami da costa a monte, con vasche di raccolta e motori di sollevamento, ma con il potenziale vantaggio di potere riutilizzare i reflui trattati per uso irriguo.

carini 2E così mentre Terrasini lavora al suo progetto, c’è chi torna ad avanzare all’attuale sindaco di Cinisi (si è all’incirca all’inizio della sua elezione) l’ipotesi consortile; Gianni Palazzolo sembra disponibile all’idea, ma poco dopo cominciano i ripensamenti con tutta una serie di riserve tecniche (?!) mai evidenziate e burocratiche (finanziamenti) che non giustificavano il suo diniego.
Il Commissario straordinario Prof. Ing. Rolle, prima di decidere definitivamente (è in suo potere farlo in virtù del mandato ricevuto dal governo nazionale) tenta una composizione serena del contrasto (l’obiettivo principale è quello di bloccare la procedura di infrazione con l’EU) e, quando sembra ormai pronto a decidere (consorzio con Cinisi), in un convegno spunta l’ipotesi di Carini (a Isola delle Femmine, inizio del 2018, presenti diversi alti funzionari dell’assessorato regionale “acque”). Da qui l’approfondimento tecnico e progettuale giunto nell’attuale fase.

Ieri sera la maggior parte degli interventi  (anche da parte dello stesso sindaco Puccio di Capaci) denunciava una sorta di trama (da tutti meglio denominata “scelta politica”) ordita ai danni del territorio di Carini.
In tutta franchezza, appare eccessivo (anche se oggi va di moda vedere complotti ovunque) la teorizzazione di un simile scenario. E perchè mai e attraverso quali canali si sarebbe concretizzata tale “scelta”?

Vi sono, piuttosto, altri aspetti da non sottovalutare e che ieri sera sono pure emersi molto chiaramente negli interventi. Essi lasciano pensare a un giustificato quanto forte risentimento dei rappresentanti del più alto consesso democratico carinese.

Il primo aspetto riguarderebbe l’incauta risposta del sindaco di Cinisi (definita “cinica” da un consigliere) a chi poco tempo fa gli chiedeva come mai l’ipotesi del consorzio Cinisi-Terrasini fosse naufragata. Il sindaco Gianni Palazzolo – stando sempre alla dichiarazione del consigliere carinese – avrebbe risposto che lui si era fermamente opposto e pertanto … Come dire: “il problema ora è vostro!”.

Il secondo – sempre stando gli interventi di ieri – sarebbe che, da parte dell’Ufficio del Commissario Straordinario, non vi sia stato, fin dall’inizio, il dovuto coinvolgimento dei rappresentanti della civica amministrazione carinese. E forse anche qui la critica è in buona misura fondata.

Non c’è dubbio che, al di là di ogni altra considerazione tecnica o politica, chiunque si sarebbe chiuso a riccio dinanzi a questi fatti e ben si comprende (ma fino a un certo punto) il muro di ‘no’ eretto. Anche perchè – lo ha ben spiegato l’ingegnere nel suo intervento e lo ha ribadito con misurato garbo il sindaco di Terrasini (che ha fra l’altro sottolineato che mai consentirebbe vantaggi per il proprio paese a danno di altri) – il territorio di Carini perderebbe un’occasione unica e irripetibile e cioè veder realizzata, insieme al depuratore consortile, anche l’intera struttura fognaria di tutte quelle zone del territorio che ad oggi ne sono prive.

Si tratta, dunque, di prospettive concrete e argomenti che, alla fine, dovrebbero sovrastare ogni possibile e giustificato risentimento.


 

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