A Vittorio Emanuele III è ancora incredibilmente intitolato il corso principale di Terrasini


L’intitolazione – sono in molti a pensarlo – andrebbe rivista, richiamando la più infamante pagina della storia nazionale.

corso vittorio emanuele

Un tratto del Corso Vittorio Emanuele III

È la via principale del nostro paese, quella un tempo conosciuta come “Strata Cursa” (sono ancora in molti a chiamarla così) in quanto vi si svolgevano le corse dei cavalli per la festa in onore di Maria SS. Delle Grazie.

Si potrebbe obiettare: ma come, con tutti i problemi che premono, dal depuratore alle tende della piazza; dal Piano regolatore all’atteso utilizzo pubblico dei beni confiscati alla mafia; dal sottopasso ferroviario al centro di stoccaggio di Paterna, passando per il CCR ancora nel regno dei sogni … Dunque, con tutto questo, giusto di un re morto e sepolto dovremmo occuparci?

Dipende dal punto di vista con cui si guardano uomini e fatti, ma anche questo, sia pure di natura diverso, resta pur sempre un problema fra gli altri. Fosse stato un altro re, magari Vittorio Emanuele II o Umberto I, nessuno ci avrebbe fatto caso, ma Vittorio Emanuele III è troppo soprattutto oggi, che ricorre la morte di Sandro Pertini avvenuta esattamente il 24 febbraio del 1990.

Forse lo si sarebbe dovuto porre all’attenzione qualche anno fa, ma – come si suol dire – meglio tardi che mai ricordare che il nome di quel re è strettamente connesso alla controfirma delle leggi razziali nazi-fasciste del 1938.

Non si sa con esattezza in occasione di quale delle diverse visite del Savoia in Sicilia gli sia stata intitolata (1936? ‘41? ‘43?) ma sicuramente sarebbe impensabile che ciò sia accaduto dopo la fine del secondo conflitto mondiale.

mussolini hitler e il re

Mussolini, Hitler e Vittorio Eman. III

E le “leggi razziali” del ’38 – chiediamoci – non ci riportano forse all’odierno dilagante clima politico-cultutale costellato di svastiche e minacce negli androni di case di genitori bianchi con figli neri? o alle razzistiche aggressioni contro “stranieri”? ai “porti chiusi”? alla difesa dei “sacri confini” contro l’invasione? o a qualche maestro elementare imbottito d’odio razziale?
Ecco, l’insieme di questi ed altri innumerevoli inquietanti episodi hanno fatto oggi maturare la proposta di chiedere la cancellazione dell’intitolazione a un personaggio che non brillò certamente per apertura culturale, né per umanesimo. Ci sarebbero, allora, in alternativa molti nomi di Siciliani (e non solo) sicuramente più degni e illustri
.

Ma vediamo molto brevemente chi era Vittorio Emanuele III di Savoia, figlio di Umberto I e di Margherita di Savoia. Regnò dal 1900 fino alla sua abdicazione il 9 maggio 1946 quando gli succedette il figlio Umberto II. Poco dopo (giugno 1946) il Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica sancì la fine della monarchia.
messaggi don orione rastrellamenti di ebrei a roma nel 43

1943, rastrellamenti di Ebrei a Roma (Foto messaggi Don Orione)

Di certo Vittorio Emanuele III non fece nulla per fermarne lo slittamento progressivo verso la dittatura, nemmeno durante la crisi provocata nel 1924 dal delitto Matteotti, che per qualche mese indebolì seriamente Mussolini. Accettò e controfirmò, così, tutte le scelte del regime littorio, anche le più sciagurate, prima fra tutte le leggi razziali.
Inoltre – in seguito all’andamento della guerra – si è molto discusso sulla mancata difesa di Roma e sulla sua fuga a Pescara, poi a Brindisi, per non cadere nelle grinfie del Terzo Reich. Che si sottraesse alla cattura in quanto rappresentante della continuità dello Stato, era abbastanza logico. Ma l’abbandono dell’esercito e dell’apparato statale allo sbando, senza direttive, getta sulle vicende dell’8 settembre 1943 e sulla dinastia un’ombra incancellabile.

Ma a riscattare in gran parte l’onore dell’Italia, vi fu quella gran moltiudine di ufficiali e sott’ufficiali dell’Esercito regio che si immolarono a Cefalonia e, in generale, nella Resistenza armata contro il nazifascismo di cui parlano indelebili pagine di storia.


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