Terrasini. ATTI INTIMIDATORI CONTRO ANGELO CENSOPLANO


Prima l’auto, una vecchia Panda, segnata con vernice rossa; poi, appena una settimana fa, la scomparsa della grossa catena che chiude il cancello del suo podere in zona Milioti. Intanto i carabinieri sono stati informati.

censoplano foto“Intimidatori” … Come definire altrimenti gli atti non certo amichevoli rivolti, nell’arco di un paio di mesi, ad Angelo Censoplano, personaggio molto noto in paese?

Intorno alla fine di ottobre dello scorso anno (dunque, non più tardi di un paio di mesi fa) trova la fiancata dell’auto segnata (come si può vedere nella foto) da vernice  rossa. «Lì per lì non detti alcun peso alla cosa  — ci spiega il dott. Censoplano —, pensai a una ragazzata, come tante se ne sentono in paese, e non ne parlai neanche in famiglia. Portai l’auto dal carrozziere, e tutto finì lì».
E poi?
«Poi, una settimana fa, accade quest’altro episodio: la grossa catena che blocca il cancello in una mia proprietà, un limoneto in Contrada Milioti (NdR: di fronte a Città del Mare) viene spezzata e fatta sparire insieme col robusto catenaccio. Quando lunedì mattina dell’altra settimana arrivo in campagna mi si presenta una scena contraddittoria: il cancello accostato, ma senza catena e non noto impronte di scarpe sul terreno oltre lo stesso cancello; infine non manca nulla, a parte catena e catenaccio … »
Dunque solo un atto dimostrativo … un segnale …
«Immagino che sia così … E dunque collego immediatamente il precedente dell’auto alla catena. Potrebbe non significare nulla … Posso solo azzardare ipotesi che tengo per me».

censo 1

Angelo Censoplano

Da condividere, ovviamente, l’estrema cautela, ma quelli sono segnali che, in ogni caso, vanno interpretati e soppesati. Angelo Censoplano non è certo il tipo che se ne è stato a riposo, soprattutto in questi ultimi anni o mesi, a cacciar le mosche sull’uscio di casa.

Non è “uno” qualsiasi tant’è che, dall’alto dei suoi 87 anni, molto ben portati, ne ha viste e vissute di cotte e di crude.

In gioventù, ad esempio, ha fatto parte dell’Arma, in Sardegna, nel contrasto al banditismo (anni Cinquanta), incappando anche in qualche scontro a fuoco; in tarda età ha conseguito un paio di lauree, una in in economia e commercio e l’altra in scienze politiche (anche noi, oltre alle reti nazionali, ce ne siamo occupati con un servizio nel 2015: ecco il link) e, nel bel mezzo, ci ha pure messo l’attività politico-amministrativa negli anni Novanta allorquando fu l’unico, sotto l’incalzare del tintinnio delle manette di “Tangentopoli”, a non volersi dimettere dal Consiglio comunale né con le buone, né con le cattive. «Io non ho nulla da temere» andava ripetendo a fronte alta.

Da non dimenticare, infine, il fiorente negozio di elettrodomestici in attività fino a pochi anni fa, fin quando ha potuto resistere alla grande concorrenza dei grossi centri commerciali. Soprattutto negli ultimi anni, invece, oltre alla proprietà di Milioti si è dedicato con passione e amore alla cura dell’altra proprietà, l’azienda agricola di Contrada Paterna-Zucco.

Insomma, una personalità poliedrica, difficile da intimidire ma, nel contempo, amabile e dotato di grande autoironia. Per questo, per sdrammatizzare un po’, gli chiediamo: Chi mai potrebbe avercela con Angelo Censoplano? Tutt’al più qualcuno a cui, nel passato, ha venduto un asciugacapelli difettoso!
Incontenibile la sua inconfondibile risata … Ma poi d’improvviso si fa serio. «Magari fosse questo, qui c’è dell’altro. Non mi preoccupo, ma c’è dell’altro. Solo ipotesi … nessuna certezza, almeno fino ad ora».


 

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