DEPURATORE: DECISIVO PASSO AVANTI


Si consolida la prospettiva consortile Terrasini-Cinisi con impianto a Carini. Alla luce degli ultimi sviluppi istituzionali facciamo il punto con l’Ing. Carlo Bommarito, componente delle Associazioni di Terrasini e Cinisi che, soprattutto in questi ultimi anni, si sono impegnate a sostegno dell’ipotesi consortile. A chiusura la scheda che evidenzia i vantaggi della soluzione proposta.

studio fattibilità

 


di Carlo Bommarito


 

La soluzione dell’utilizzo dell’impianto di Carini per trattare i reflui di Cinisi e Terrasini diventa sempre più vicina dopo la riunione del 29 scorso presso il Dipartimento Regionale Rifiuti e Acque a Palermo  dove  il commissario per l’Emergenza reflui ha presentato lo studio di fattibilità per il trattamento dei liquami di dei due centri limitrofi.

Finalmente il Commissario, cui sono stati conferiti ampi poteri decisionali ed il mandato di realizzare gli interventi nel minore tempo possibile appare convinto a perseguire questo progetto che supera la logica dei confini  territoriali ed il concetto di  territorio comunale, privilegiando l’interesse di ambito cioè di una comunità più ampia in cui si decide in base a criteri di efficienza, economicità e benefici allargati e collegati.

Le associazioni ambientaliste in questi anni si sono impegnate per contribuire a risolvere l’emergenza degli inquinamenti dei reflui civili di  Terrasini, ma anche di Cinisi,  perché,  oltre agli aspetti ambientali, è chiaro a tutti che lo sviluppo economico dei nostri paesi rivieraschi è legato al turismo ed alla fruizione del mare in tutti i suoi risvolti compreso la pesca, che deve rinnovarsi in  modo sostenibile.

Queste associazioni  non si sono mai fermate di fronte ai veti, le  contraddizioni, le inerzie della politica di questa Sicilia a partire dal governo regionale; hanno alzato lo sguardo al di là degli ambiti locali e, lavorando sul territorio, hanno intuito e suggerito una soluzione che ora appare la più razionale.

L’impianto di trattamento dei reflui di Carini costruito da circa 10 anni e progettato per circa 100.000 AE (abitanti equivalenti) è stato fino ad ora sottoutilizzato mediamente per non più di 60.000 AE; la proposta di convogliare le acque reflue di Terrasini e Cinisi (compreso l’aeroporto) per un totale di circa 25.000 AE consente di migliorare la funzionalità dell’impianto che in questo modo lavora alla capacità per cui è stato progettato, riduce i costi  di esercizio e manutenzione per tutta la comunità allargata ed i costi di investimento, che erano necessari per la realizzazione degli impianti di Cinisi e Terrasini, vengono utilizzati per dotare di impianti fognari zone vastissime del territorio che attualmente ne sono sprovvisti.

Gli aspetti positivi di questa soluzione  (che riportiamo in allegato), così come descritti nello studio di fattibilità del Commissario, vanno ancora evidenziati; le associazioni auspicano che non ci siano ulteriori indugi da parte degli amministratori locali affinché questo obiettivo generale di rendere i nostri mari più puliti ed il nostro futuro sostenibile venga raggiunto al più presto.

Depuratore Mortara

Ecco una scheda che evidenzia i principali vantaggi della soluzione proposta.

Essa comporta indubbi vantaggi ambientali, economici e gestionali. In particolare possono essere fatte le seguenti considerazioni:

  • l’intervento consente l’uso ottimale di un impianto di depurazione che, allo stato attuale, risulta solo parzialmente utilizzato e che, inoltre, apportando ridotte modifiche al ciclo depurativo, ha già la capacità di trattare la totalità dei reflui dei due Comuni, con la conseguenza che non è necessario occupare altre aree nei territori di Cinisi e Terrasini, tenuto conto che, specialmente in quest`ultimo, non ce ne sono disponibili, con adeguate caratteristiche, a meno di non ubicare l’impianto a quota molto elevata rispetto al livello del mare (> 90 m s.l.m.);
  • l’intervento consente di concentrare in un unico polo depurativo tutti i liquami costieri a nord ovest della città di Palermo, in un impianto già di dimensioni sufficienti e configurato per ridurre al mimino l’impatto ambientale, sia dal punto di vista paesaggistico (l’impianto è completamente depresso sotto la quota del circostante piano di campagna), che delle emissioni (odori, rumori e aerosol sono confinati all’interno di ambienti da cui l’aria estratta viene successivamente trattata), che dello scarico in quanto, durante la stagione irrigua, possono essere affinati, recuperati e consegnati per il riuso ad un vicino comprensorio irriguo, evitando così lo scarico del carico residuo nell’ambiente marino;
  • l’intervento consente di evitare lo scarico dei reflui dei comuni di Cinisi e Terrasini nell’area sensibile “Golfo di Castellammare”; ciò comporta la possibilità di rispettare limiti allo scarico in mare non fortemente vincolanti per i nutrienti, azoto e fosforo e, ovviamente, evitare lo sversamento del carico residuo dopo trattamento in un’area marina assai pregiata e delicata, in cui è presente anche una riserva naturale orientata (“Zingaro”);
  • l’impianto di depurazione consortile di Carini, attualmente amministrato dall’IRSAP (ex ASI) e gestito mediante periodiche gare d’appalto, si prevede che passi in gestione all’operatore al quale in futuro sarà affidata la gestione del servizio idrico da parte dell’Assemblea dell’Ambito Ottimale di Palermo, con i conseguenti benefici gestionali;
  • l’impianto consortile dispone di una linea di trattamento “industriale” non attiva che non è stata fin qui considerata; quindi, qualora fosse necessario trattare altri reflui, oltre quelli considerati, tale linea potrebbe essere attivata per incrementare la capacità depurativa dell’impianto; inoltre all’interno dell’area dell’impianto c’è la disponibilità di altre aree per eventuali ulteriori trattamenti integrativi o ampliamenti;
  • la configurazione e la tipologia dell’impianto potrebbe in futuro consentire la trasformazione la configurazione e la tipologia dell’impianto potrebbe in futuro consentire la trasformazionetecnologica dello stesso al fine di incrementarne ulteriormente la capacità depurativa (es.trasformazione in sistema IFAS o MBR);
  • l’investimento complessivo per la realizzazione dell’intervento potrebbe risultare ben più economico anche rispetto alla soluzione di realizzare un impianto consortile ottenuto ampliando ed adeguando l’esistente impianto di depurazione di Cinisi; inoltre consente il revamping dell’impianto di Carini e la sistemazione della condotta sottomarina di allontanamento, che in ogni caso rappresentano costi di investimento da affrontare in tempi brevi a carico della fiscalità generale o della tariffa del servizio idrico integrato;
  • il convogliamento dei reflui dei comuni di Cinisi e Terrasini all’impianto di Carini determina dei costi di gestione unitari molto più bassi di quelli conseguenti alla realizzazione di due impianti separati per i singoli comuni e più contenuti anche di quelli dell’ipotizzato impianto consortile Cinisi e Terrasini in contrada Molinazzo;
  • per il comune di Terrasini la realizzazione dell’intervento proposto consente di evitare la realizzazione di un impianto di depurazione localizzato in un’area posta ad una quota di circa 95 m s.l.m. e a 5,3 km dal punto di recapito attuale del sistema fognario cittadino con conseguenti vantaggi economici e gestionali. Oltre ai prospettati benefici, l’intervento proposto comporterebbe altri vantaggi per il comune in quanto verrebbe realizzata anche la vasca di compenso di Praiola, non compresa nel progetto originario;
  • per il comune di Cinisi la realizzazione dell’intervento proposto, oltre all’evidente vantaggio gestionale ed economico, consente di evitare la costruzione di un impianto di depurazione in una zona fortemente urbanizzata. L’attuale fascia di rispetto del depuratore (50 m) potrebbe rimanere tale senza determinare ulteriori gravami urbanistici sui terreni adiacenti;
  • per il comune di Carini, oltre al già citato revamping dell’impianto di depurazione e al ripristino della condotta di allontanamento dei reflui depurati, evitando cosi l’attuale scarico sottocosta, la realizzazione dell’intervento proposto consente di completare l’infrastrutturazione fognaria delle aree comunali e il convogliamento di tutti i reflui all’impianto di depurazione, salvaguardando cosi la qualità delle falde della piana di Carini, compromessa dagli attuali sistemi individuali di smaltimento dei reflui.

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