Anche Cinisi ha i suoi rifiuti (pericolosi). E già i veleni arrivano in Consiglio

In Aula si discute l’interrogazione sull’impianto di rifiuti pericolosi che presto sorgerà. Il vice sindaco («sono miei cognati») abbandona l’aula. I consiglieri Di Maggio e Abbate: «Cittadini all’oscuro di tutto». Il sindaco: «Sconosco la vicenda. Ne ho saputo qualcosa grazie alle feste di compleanno con gli imprenditori. Interrogazione vergognosa. Siete manovrati da “Virtulicchia”, il vostro leader maximo».

INTERROGAZIONE VERA

Il testo dell’interrogazione presentata il 21 giugno 2018 dalle consigliere Di Maggio e Abbate


di Franco Cascio


 

Per farsi un’idea di quanto sia scadente il livello della politica a Cinisi bastava assistere alla seduta del consiglio comunale in cui è stata discussa l’interrogazione – presentata dai consiglieri Vera Abbate e Salvina Di Maggio – sull’impianto di messa in riserva di rifiuti pericolosi e non pericolosi (progetto presentato dalla società L.A.P. RECYCLE s.r.l. e approvato con il D.D.S.n.1781 del 07/12/2017 dal Dipartimento Regionale dell’Acqua e dei Rifiuti dell’Assessorato dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità) che sorgerà in un capannone sito nella Contrada San Giovanni, a pochi passi dal centro abitato.

aula cinisiL’intento dell’interrogazione, a detta di chi l’ha presentata, era fondamentalmente quello di affrontare pubblicamente, e in sede istituzionale, un tema di interesse generale e che riguarda il futuro di Cinisi, considerato tra l’altro che in paese nessuno sembra esserne a conoscenza. In ballo, infatti, c’è davvero molto: la salute dei cittadini in primis, ma anche lo sviluppo turistico e l’immagine stessa di Cinisi che rischia di essere etichettato come il paese dei rifiuti pericolosi: «Nel momento in cui sorgerà questo impianto, la zona (comunque sito di villeggiatura per molti cittadini di Cinisi) sarà stravolta, cambierà totalmente anche dal punto di vista della viabilità», ha detto la consigliera Vera Abbate.

Ma il primo a non saperne nulla è proprio il sindaco Giangiacomo Palazzolo: «Non mi sono mai occupato di questa vicenda», ha risposto agli increduli consiglieri comunali.

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Il sindaco di Cinisi

Già dalle prime battute appare evidente la piega che prenderà la discussione, con i consiglieri comunali Di Maggio e Abbate che non intendono proprio mandarla a dire. «Come mai questa amministrazione così trasparente, che fa video e dirette su FB, non ha informato i cittadini sulla futura presenza di un centro di rifiuti pericolosi nel loro comune?», ha opportunatamente chiesto la consigliera Di Maggio. Domanda più che legittima visto che si parla di «un impianto con una potenzialità stimata in rifiuti pericolosi (tra gli altri mercurio, clorofluorocarburi) di 60.000 tonnellate annue».

Ma il sindaco, come dicevamo, sembra cascare dalle nuvole e afferma che se sa qualcosa è solo grazie alle “feste di compleanno” a cui ha partecipato con gli imprenditori interessati. Nel corso di quelle feste, quindi, Giangiacomo Palazzolo è venuto a sapere che presto nelle strade del “suo” paese transiteranno mezzi contenenti rifiuti pericolosi: «A che punto siete con la vostra attività?», «Mah, abbiamo dei ritardi eccetera eccetera …».

aldo ruffino

Il vice sindaco Aldo Ruffino

Le scintille in aula, però, iniziano ancora prima dell’intervento del sindaco. È il vice sindaco Aldo Ruffino, infatti, a sparare contro i consiglieri che hanno presentato l’interrogazione: «Questa interrogazione nasce perché due dei tre soci interessati sono i miei cognati!». E poi, abbandonando l’aula, aggiunge: «Per una questione di correttezza (trattandosi appunto dei cognati) a questa interrogazione non mi sento onestamente di rispondere».

«Avrebbe dovuto abbandonare l’aula prima», incalza la consigliera Di Maggio. Ma, a nostro avviso, la consigliera sbaglia. Il vice sindaco invece sarebbe dovuto rimanere in aula e avrebbe dovuto fare luce sull’impianto e su ciò che comporterà per Cinisi, i suoi abitanti, il suo territorio. Chi meglio di lui, infatti, grazie alla grande esperienza maturata sul tema rifiuti, avrebbe potuto fare chiarezza? Chi meglio di lui, se si considera tra l’altro che gli stessi imprenditori interessati si cimentano per la prima volta nel settore? Un’occasione persa, forse un errore di valutazione commesso dalla consigliera.

Salvina Di Maggio

La consigliera Salvina Di Maggio

vera abbate

La consigliera Vera Abbate

Bene fa, invece, la stessa Di Maggio a ricordare che Cinisi «soffre già della presenza dell’aeroporto … le polveri sottili, i gas dei carburanti degli aerei». «Ma porta anche benefici – aggiunge la Di Maggio – visto che il bilancio comunale gode degli introiti derivanti dall’aeroporto. Anche se a fronte di questi benefici i cittadini pagano le tasse più alte di tutti, l’amministrazione riduce il rimborso per i pendolari e non crea nessuna opportunità per i giovani costretti ad andare a lavorare fuori».

A questo punto il sindaco, messo alle strette, decide di svincolarsi giocando la carta del “complotto-Virtulicchia”: «C’è questo gruppo politico del signor Di Maggio “Virtulicchia” del quale fate parte (i consiglieri che hanno presentato interrogazione, ndr)». È un fiume in piena il sindaco, che accusa le due consigliere di essere manovrate dall’esterno: «Esca e si vada a fare una consultazione con il signor Di Maggio che poco fa l’ha chiamata … andatevi a consultare di nuovo … fatevi dare le indicazioni su come comportarvi in consiglio, su cosa chiedere all’amministrazione. A voi lascio la cattiveria di avere fatto un’interrogazione vergognosa verso due persone perbene e il futuro politico con il vostro leader maximo che vi dà indicazioni».

A nulla, manco a dirlo, serviranno le precisazioni dei consiglieri comunali che proveranno a spiegare al sindaco che l’interrogazione non è rivolta gli imprenditori, ma ha l’obiettivo di discutere un tema di interesse comune, di portare al corrente la cittadinanza su una vicenda che sembra totalmente ignorata e soprattutto di conoscere la posizione dell’amministrazione. Posizione che rimarrà un mistero e l’interrogazione che sarebbe dovuta servire ad affrontare un argomento importante per l’intera comunità diventa solo il pretesto per l’ennesimo show di mala politica cui questa classe dirigente ci ha purtroppo abituati.


 

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