RIACE-CINISI SOLIDALE: grande partecipazione all’assemblea pubblica di “Casa Memoria”. Mimmo Lucano invitato a “Radio Aut””


Come preannunciato nei giorni scorsi, lunedì 15 si è tenuta l’assembla pubblica organizzata da “Cinisi Solidale”, la sigla attorno alla quale si raccoglie la galassia territoriale di associazioni, comitati, rappresentanti istituzionali, partiti, realtà del mondo cattolico sempre più uniti in una rete di solidarietà.
L’assemblea dell’altra sera ha fissato alcuni punti organizzativi per dar vita a diverse iniziative che vengono ben evidenziate nel documento pervenuto in redazione e che pubblichiamo per esteso.


Intanto apprendiamo che l’Associazione Peppino Impastato di Cinisi insieme con altre impegnate nel sociale si dichiarano pronte a ospitare Mimmo Lucano nella casa che 40 anni fa fu la sede di Radio Aut.
Nel comunicato, di cui daremo maggiori dettagli in seguito, si legge fra l’altro: «Abbiamo disponibile a Terrasini, paese limitrofo a Cinisi, la casa che fu la sede di Radio Aut per ospitare Mimmo. Da questo luogo così importante per tutti noi, continueremo a far sentire la tua voce, la voce per chi si batte per la giustizia sociale e i diritti umani».


Allora è proprio vero che, come accade nel campo della fisica, anche nel sociale “ad ogni azione ne corrisponde un’altra pari e contraria”. Mai come in questo caso c’è da augurarsi che la risposta prevalga.

assemblea 15 ott.Il documento pubblico all’indomani dell’Assemblea del 15 ottobre 2018

Giorno 15 Ottobre a Casa Memoria Impastato a Cinisi si è tenuta un’Assemblea Pubblica Territoriale convocata da Cinisi Solidale in solidarietà con Mimmo Lucano e contro il tentativo di smantellamento del modello Riace. Presenti tante singole individualità e associazioni di Cinisi, Terrasini, Capaci, Partinico, Castellammare del Golfo, Villagrazia di Carini, Raffadali. Tante le realtà di diversa provenienza e storia che hanno trovato molti punti di convergenza: Associazione Officina Rigenerazione, Associazione LabNovecento45, Associazione Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato ONLUS, Libera-mente società cooperativa sociale, Gruppo 8 Marzo, Azione Cattolica Parrocchia Ecce Homo, Gruppo incontrarsi è cultura, Associazione culturale Peppino Impastato Onlus, Clan del Gruppo Scout Cinisi 1, Associazione Culturale Asadin, Circolo Metropolis di Castellammare del Golfo, Parrocchia di Capaci, esponenti di Partinico Solidale.

Rivendichiamo il percorso di disobbedienza civile che Mimmo Lucano ha portato avanti in questi anni, volto a creare un modello sociale ed economico che mette al centro l’essere umano ed i suoi diritti fondamentali, basato sui valori della Costituzione e sui Diritti Universali dell’uomo. Il modello Riace, oltre al sistema di accoglienza, ha riguardato la gestione delle acque, il sistema di raccolta differenziata, ed altri aspetti che hanno disturbato interessi economici e speculativi. Ad esempio la creazione di un bonus, che può essere speso solo nei negozi riacesi, ha permesso di non chiedere prestiti alle banche e quindi di non pagare interessi in attesa dell’arrivo dei finanziamenti al Comune. Un modello che si è rivelato virtuoso, dove l’integrazione di tanti immigrati ha coinvolto e beneficiato i cittadini del piccolo comune calabrese. Riace era quasi disabitata, adesso è rinata, si è ripopolata, sono nate nuove attività commerciali e botteghe di artigianato tradizionale e molti riacesi emigrati sono tornati. E’ questo modello nella sua interezza che viene messo in discussione ed è questo che rivendichiamo. Mimmo Lucano ha dato una risposta concreta di contrasto alla povertà che riguarda sia migranti che autoctoni, senza arricchirsi personalmente e dimostrando che la solidarietà può rappresentare anche una risorsa economica collettiva. Se ci sono leggi che possono rischiare di penalizzare chi si impegna per la solidarietà e la salvezza di vite umane, come la Bossi Fini o il decreto sicurezza, è necessario metterle in discussione e prendere una posizione contro queste leggi, proprio in nome dei principi costituzionali.

Il governo attuale sta portando avanti provvedimenti di natura razzista e sta diffondendo un clima di odio in tutto il Paese, quello che sta avvenendo a Riace rientra in questo clima. Proprio su Riace si sta giocando uno scontro di ideali e valori molto forte che è solo la punta di un iceberg di un processo di trasformazione della realtà in senso razzista ed autoritario. Ne è esempio la circolare emessa il 9 ottobre dal dipartimento delle libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno, in cui si delibera il trasferimento dei richiedenti protezione internazionale di Riace verso altre strutture entro 60 giorni e la restituzione di tutti i soldi destinati a Riace. I fondi destinati a Riace, erano stati già sospesi mesi fa, mettendo in forti difficoltà il Comune, molte persone, lavoratori, commercianti e professionisti che hanno già svolto il loro lavoro non sono ancora stati retribuiti. Il Viminale ha poi precisato che “non ci sarà alcun trasferimento obbligatorio: i migranti si muoveranno solo su base volontaria”, rimane il fatto che se si applicheranno le deliberazioni della circolare, il modello Riace, che a livello mondiale è stato considerato un esempio di accoglienza e modello alternativo virtuoso, rischia di essere smantellato. La disposizione del ministero dell’Interno riguarda quei migranti già inseriti nel sistema della seconda accoglienza, gli SPRAR, quei centri dove si favorisce la reale integrazione dei migranti, finanziati dal Ministero dell’Interno e amministrati dai Comuni e da altri enti locali che, con la collaborazione del terzo settore, provvede all’accoglienza e alla tutela dei richiedenti asilo e dei soggetti che usufruiscono di altre forme di protezione umanitaria al fine di agevolare il loro inserimento socioeconomico.
C’è il rischio che con lo smantellamento del modello Riace, a catena venga messo in discussione l’intero modello di accoglienza degli SPRAR e soprattutto il nascente modello degli “SPRAR diffusi”.

Il governo sta cavalcando gli effetti della crisi economica, fornendo ai tanti che vivono una difficoltà sociale, economica ed esistenziale un capro espiatorio, che guarda caso, sono i più poveri tra i poveri: gli immigrati. Cosa pericolosa e già vista nella storia. Una deriva che va fermata con un’azione di resistenza culturale, politica e sociale, con un’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, con iniziative di inclusione che riguardino tutte le fasce deboli della società senza distinzioni etniche.

L’assemblea ha deciso di impegnarsi a sostenere Riace, il suo modello e Mimmo Lucano. Faremo partire un Corteo da Cinisi, simbolicamente da Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato. Creeremo Rete con una serie di iniziative (feste interculturali, incontri, interventi nelle scuole, proiezioni, testimonianze, presentazioni di libri, iniziative artistiche etc) diffuse nel territorio sotto uno stesso slogan e logo #iostoconriace, raccogliendo fondi per Riace e facendo conoscere la verità su questa esperienza, perché il modello Riace continui ad esistere e si diffonda. Per dare un sostegno economico ci impegneremo anche nelle adozioni a distanza di bambini delle famiglie riacesi. Chiederemo ai Sindaci dei vari comuni gesti simbolici e concreti: fare un gemellaggio con Riace e adottarne il modello.
Questa è un’occasione affinchè, contro il progetto di questo governo e più in generale alla ventata razzista e reazionaria che si sta diffondendo in tutta Europa, si sviluppi e concretizzi un’alternativa basata sulla solidarietà e la centralità dell’essere umano.

 

 

 

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