IL M5S RIMETTE AL CENTRO DEL CONFRONTO POLITICO-AMBIENTALE IL DEPURATORE CONSORTILE


È nota la posizione critica di questo giornale nei confronti della politica nazionale del Partito dei 5stelle. Ma quando – come in questo caso – le iniziative, le idee e i propositi coincidono col giusto e col sensato, nulla può trattenerci dall’esprimere il nostro consenso poiché, dinanzi ad obiettivi onesti e chiari, passano in second’ordine le appartenenze. Detto ciò non ci si può esimere dal riflettere sul ruolo svolto da alcune componenti politiche ed associazioni culturali di fatto assenti in questa vicenda.

depuratore 3 Dopo il prolungato incomprensibile silenzio, che lo aveva sostanzialmente visto ai margini della disputa intorno a questo benedetto depuratore, il Partito dei 5Stelle finalmente irrompe sul palcoscenico del confronto politico-amministrativo locale (che poi tanto locale non è). E così, ai contatti intercorsi nelle passate settimane fra il neo eletto Sen. Franco Mollame e i sindaci delle due cittadine limitrofe, seguirà il prossimo 16 giugno un’assemblea per informare i cittadini sulla bontà del depuratore consortile. In pratica quello che altri avrebbero conseguenzialmente dovuto fare al termine del percorso di sensibilizzazione. E così, come qualche volta accade, c’è chi inizia e chi conclude.

Ma ecco il Comunicato integrale diffuso dai Meetup di Cinisi, Terrasini e Partinico: «Premesso che il mare è di tutti, è necessario sottolineare come punto di partenza la mancanza di adeguati strumenti per depurare le acque reflue sia di Cinisi che di Terrasini (ove ampie zone di Cinisi scaricano già adesso a Terrasini). Sia il comune di Cinisi, quanto il comune di Terrasini (oltre a Trappeto, Balestrate, Partinico e Castellammare del Golfo, solo per citarne alcuni), sono sottoposti ad infrazione alle norme dettate dalla Comunità Europea, la quale ha imposto all’Italia delle sanzioni, in casi di Depurazione Inadeguata e/o non a norma, delle acque reflue. (segue in basso) ⇓

5s2«E così, ci ritroviamo a pagare milioni di euro (di soldi nostri!) a causa della mancanza di decisioni Politiche Locali atte a debellare tale infrazione, inspiegabilmente dato il contesto in cui la stessa Comunità Europea è pronta ad erogare idonei contributi economici da utilizzare proprio per l’adeguamento a tali trattamenti delle acque reflue per entrambi i comuni.

Il Meetup “Cinisi a 5 Stelle”, in collaborazione con il “Meetup Terrasini” e il Meetup “MoVimento 5 Stelle Partinico”, organizza un INCONTRO/DIBATTITO con lo scopo di evidenziare vantaggi e eventuali criticità di un Depuratore Comunale consortile Cinisi/Terrasini.
Tanti sono i lati positivi, tocca ai cittadini farsi una chiara idea sulle proposte avanzate e sulle soluzioni prospettate. Passaggio successivo sarà riportare quanto le comunità esprimeranno al Commissario Straordinario per le Emergenze Idriche e di Depurazione Acque Reflue d’Italia, Professor Rolle».


Be’, insomma … non male, anzi bene se non fosse per alcune considerazioni di ordine generale cui non ci si può sottrarre, a costo di apparire i primi della classe. Riguardano il ruolo e la funzione politica non giocati fino in fondo (rimasti a mezz’aria) in questa rilevante circostanza dai Circoli locali del PD di Terrasini e Cinisi e dai loro gruppi consiliari. Non consideriamo (ma non giustifichiamo) le liste civiche, non avendo credibili referenti politici nazionali o regionali. A questi si aggiunga, su altri versanti, “Casa Memoria” (per la rilevanza nazionale ormai assunta) e Legambiente.

I gruppi consiliari, espressione diretta di un partito di peso nazionale come il Pd (fino a tre mesi fa al governo), alla fine del mese di febbraio (ben prima delle elezioni del 5 marzo) erano stati coinvolti dalle Associazioni civiche di Terrasini in una sorta di coordinamento organizzativo volto alla creazione di un più ampio movimento di opinione pubblica favorevole all’ipotesi consortile. Oltre ad essi anche diverse individualità del M5S e alcune entità dell’associazionismo culturale cinisense.
Fra le possibili iniziative in cantiere, anche quella di promuovere un’assemblea cittadina unitaria, quella che, appunto, preannuncia e promuove oggi il M5S. E dire che i piddini (vice sindaco di Terrasini in testa) avrebbero avuto – solo volendo – la possibilità di far “calare”, non diciamo il ministro all’ambiente in persona, ma almeno qualche sottosegretario. E invece inerzia totale, che equivale a estraneamento dal tessuto sociale in cui questo partito da anni vive nel nostro territorio. Solo balbettii, cautele, contorsioni verbali, e firme a un documento unitario tirate con la tenaglia, come se bastassero queste per mettersi la coscienza politica a posto.
Dunque, anch’essi ostaggi della logica del campanilismo elettorale-sindacale (un argomento spinoso, che, probabilmente, farebbe perdere voti alle prossime elezioni). Si spiegano così le “emorragie” nazionali se si moltiplicano per mille certi comportamenti rinunciatari.

E inoltre c’è “Casa Memoria”, per la quale nutriamo il dovuto rispetto. Ma questo non può impedirci di dire come anch’essa, invitata dai gruppi civici a prendere posizione su un fatto di civiltà ambientale, sia rimasta dolorosamente etranea e silente.

Infine Legambiente, la potente organizzazione ambientalista che ogni anno, con “Goletta Verde“, ci dà lezioni e punteggi sulle acque incontaminate. Anche qui nessuna sorpresa: è rimasta sorda alle richieste di soccorso in mare. Il direttore Regionale Gianfranco Zanna, ripetutamente informato e invitato a prendere contezza della situazione, se ne è lavato bellamente le mani. 

Questo il penoso stato generale della situazione … del disimpegno dilagante a tutti i livelli. Qui è tutto da ricostruire!

Intanto, nell’attesa di quanto i Grillini sapranno unitariamente fare SABATO 16 GIUGNO, tutto questo allegro cicaleggio già fin d’ora lo paghiamo a caro prezzo non soltanto economicamente ma, soprattutto, moralmente e culturalmente.

A tal proposito è di alcuni giorni fa la seguente notizia: «La Corte di Giustizia ha condannato l’Italia a pagare una somma forfettaria di 25 milioni di euro nonché una penalità di oltre 30 milioni di euro per ciascun semestre di ritardo, per aver tardato ad attuare il diritto dell’Unione in materia di raccolta e trattamento delle acque reflue urbane», scrive in una nota la responsabile nazionale dei Verdi per il Mezzogiorno Claudia Mannino, che spiega: «La cosa drammatica è che tra i Comuni sanzionati, più di 50 sono siciliani. (….) Ma non staremo con le mani in mano  – conclude Mannino –  abbiamo deciso di presentare, insieme ai Radicali Italiani, un esposto-denuncia alla Corte dei Conti affinché gli amministratori responsabili di questo danno erariale possano rispondere di persona». 


 

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