CONSILIUM INTERRUPTUS


La Seduta del Consiglio comunale è stata interrotta dalla musica assordante proveniente dall’esterno. E a nulla è valsa la chiusura delle imposte dell’Aula per attutire le emissioni sonore provenienti da un vicino bar. Alla fine la Presidente Dr.ssa Virginia Ferrigno, si è vista costretta a interrompere e rimandare la seduta stessa a data da destinare.

balloSiamo veramente impazziti se in una pubblica piazza del centro storico si concede (pare settimanalmente) – a prescindere dal coincidente consiglio comunale – il permesso di dar vita a simili sconci che attentano alla salute di chi vi abita e al scrosanto diritto di riposare, di vedere la Tv e parlare in santa pace.

E così accade anche che una pubblica adunanza della massima Istituzione locale (dello Stato) viene interrotta e rimandata a data da destinare perchè un privato ha deciso di fare in Piazza Falcone e Borsellino il karaoke su gentile concessione del sindaco. Chissà cosa ne pensa il neo ministro degli Interni. Sappiamo cosa ne pensano o non pensano i componenti di quella istituzione umiliata che ieri sera, intrappolati e accaldati nell’Aula destinata alle decisioni per la collettività, tentavano di sopravvivere senza che nessuno prendesse l’iniziativa di chiedere gentilmente, genuflessi e cappello in mano, di abbasare leggermente il volume di quel tanto da consentire che quattro minchioni eletti dal popolo proseguissero nel loro impegno istituzionale. Ma nessuno come detto – men che meno il Primo Cittadino – ha avuto l’ardire di prendere l’iniziativa (ecco, il “guscio vuoto”!).
E noi sappiamo perchè nessuno (tranne una) ha reagito: reagire coralmente avrebbe significato dare indirettamente ragione e soddifazione a quanti – sempre più numerosi – vorrebbero fuggire e mai più tornare a Terrasini.

Scrive una consigliera questa mattina su Facebook: «Un consiglio comunale al limite del surreale. Tra le varie interrogazioni presentate e la lettura delle relative risposte, la Presidente ha dovuto sospendere la seduta in quanto non si riusciva a sentire quello che si diceva a due-tre metri di distanza a causa della musica a forte volume proveniente da fuori. Abbiamo dovuto chiudere tutte e tre le imposte dei balconi, ma il risultato non è cambiato. Il sindaco, nonostante i solleciti (NdR: della scrivente) non è intervenuto in alcun modo».

In questo breve ma significativo testo vi è almeno una sottolineature da fare. Riguarda il “surreale”.
Non è vero, non siamo «al limite del surreale», ma profondamente immersi nel reale, mortificante per quanto si voglia, ma reale; sarebbe stato surreale se – incredibilmente – l’episodio increscioso si fosse verificato ai tempi della Dc e del PCI … e magari ci mettiamo pure il MSI. Ma in quel caso – ammesso che si fosse verificato – sarebbe bastato lo sguardo del sindaco (anche del più molle dei sindaci) rivolto al comandante dei VV.UU. per far cessare immediatamente lo sconcio. Anzi, non sarebbe stato neanche necessario lo sguardo del sindaco: lo stesso Comandante del tempo sarebbe sceso da basso come un fulmine e, nel giro di un secondo, tutto sarebbe tornato nella norma.

Ma quelli erano altri tempi, mentre oggi Il guscio si conferma vuoto!


 

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