Poeti dialettali di tutta Italia a Terrasini


È iniziato giovedì 10 maggio e si è concluso ieri, domenica 13, il Congresso Nazionale dei Poeti dialettali che hanno scelto Terrasini come sede di un evento di rilevanza nazionale. Di particolare interesse la relazione del Prof. Emerito Giovanni Ruffino, Direttore del Centro Studi Filologici e lingustici Siciliani. Il Comune ha patrocinato l’iniziativa.

gonfalone poetiGli incontri si sono svolti a Città del Mare (venerdì 11 e sabato 12) per concludersi ieri, domenica 13, nella Sala convegni del Museo d’Aumale dove si è fra l’altro svolto un recital di poesie dialettali delle diverse regioni d’Italia.

Non potevano ovviamente mancare in questa cornice i saluti dei rappresentanti dell’Amministrazione locale, Sindaco e Assessore alla Cultura. Inoltre l’ampio intervento del Presidente dell’Associazione culturale “Così, per … passione!” Dott. Ino Cardinale cooridnatore dell’evento. Infine particolarmente interessante la relazione del Prof. Emerito Giovanni Ruffino, Direttore del Centro Studi filologici e linguistici siciliani.


Riportiamo qui di seguito alcuni passaggi della presentazione del Dott. Ino Cardinale.

Questo edificio architettonico ottocentesco che ci accoglie si affaccia su un mare di una bellezza che incanta, sa ispirare e far pensare. Immaginiamo ciascuno di voi davanti e quel sole che scende nel mare, a quelle coste variamente colorate che lo incorniciano, a quel cerchio di luna che lo illumina nella notte…
Non è casuale che una delle cosiddette “quattro coroncine”, con Carlo Porta, Carlo Goldoni, Giuseppe Gioachino Belli, cioè Giovanni Meli […] amava un luogo distante quasi cento metri da qui.
Un edificio, con una storia antica da raccontarci: […] ed acquistato poi dal duca d’Aumale, figlio di Luigi Filippo, re di Francia e di Maria Amelia di Borbone, col fine di sistemarvi i magazzini per la conservazione del vino che il Duca produceva nella sua fattoria dello Zucco, poco distante da Terrasini.

Un edificio con il considerevole contenuto del museo, costituito da tre splendide collezioni: Etnoantropologica – Naturalistica – Archeologica.
Edificio, con la sua storia, bellezze naturalistiche e ricchezze museali si aprono, in maniera evocativa e potente, al mondo dei poeti, di tutti voi, …dalla porta grande: possono essere l’incipit di quel fenomeno mistico ed artistico che si chiama “Ispirazione”. La poesia, come è a voi noto (dal greco poiesis, con il significato di “creazione”) è quell’accostamento di parole, di frasi dette in versi, di metafore (“tutti i dialetti sono metafore e le metafore sono già poesia” amava dire lo scrittore inglese Gilbert Chesterton)… che ha in sé e riesce a trasmettere pathos, stati d’animo, concetti, significati…
Tutto questo nella vostra mente, nel vostro cuore, può diventare un (absit inuira verbis!)… manifesto di poetica.

Chissà che non ce lo possiate “raccontare”, permettendoci  una “vista altra” che ci consenta di porre attenzione a quello di cui non ci eravamo mai accorti prima.  Chissà che non ce lo possa “raccontare” ciascuno di voi – anche da lontano, dalla regione, dal  luogo, dove vive ed opera –, nel (col) proprio dialetto, che – ancorché elemento identificatore del nostro essere in uno spazio geografico e nell’ambito di una comunità d’Italia, e delle rispettive identità culturali – non appartiene solo alla regione da cui provenite e rappresentate, ma a tutti noi.
I vostri racconti, le vostre poesie, rappresentano solo la stazione di partenza; quella di arrivo dipende da noi che leggiamo.

E allora – richiamando quanto detto nel corso di una intervista dal prof. Giovanni Ruffno […]: “Non possiamo dire che la lingua siciliana […] ha radici diverse rispetto alla lingua italiana… Il siciliano odierno presenta diversi strati linguistici: quello latino originario, quello greco-bizantino, quello arabo, quello normanno e quello di matrice spagnola….” – mi piace ricordare una delle non poche voci usate da lui come esempio dell’influsso spagnolo sul dialetto siciliano: ‘nzirtari, “indovinare” o anche “colpire nel segno”.
E sì, ha ’nzirtatu, ha indovinato, ha colpito nel segno: – l’A.N.PO.S.DI. – l’Associazione Nazionale Poeti e scrittori dialettali con il suo Presidente Mimmo Staltari e il delegato per la Regione Sicilia, Salvatore Di Marco […], scegliendo Terrasini come sede del 123° Convegno nazionale di Primavera […]: il sindaco, Giosuè Maniaci, e la Civica Amministrazione qui rappresentata da lui stesso e dall’assessore Maria Grazia Bommarito, che, mostrando particolare sensibilità, hanno collaborato all’organizzazione e alla ospitalità per questo evento unico nel suo genere; Valeria Patrizia Li Vigni, Direttore del Polo Museale Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Palazzo Belmonte Riso – Palermo – e di questo Museo regionale di storia naturale, mostra permanente del carretto siciliano, Palazzo d’Aumale-Terrasini che sta accogliendo l’ultima sessione di questo vostro Convegno di Primavera comprendente un recital di poeti – tra cui, gli indigeni Giacomo Greco e Francesco Ferrante –  e poesie nei vari dialetti d’Italia.
E sto ’nzirtannu io (credo!), aggiungendo la voce augurale e gioiosa della associazione culturale “Così, per… passione!” che rappresento, coinvolta dalla Civica Amministrazione per collaborare nell’attuazione di questo importante evento: buon lavoro ed evviva il dialetto che non può e non deve morire, che è “patrimonio dell’umanità” e che tale dovrebbe essere dichiarato!
Finché ci saranno poeti decisi a conservarlo e a salvarlo come voi, con le vostre liriche, le vostre raccolte antologiche, potremo stare tranquilli, fiduciosi per il futuro del dialetto, per la difesa delle nostre identità, il domani culturale delle nostre realtà e comunità.


poeti a palazzo d'aumale

Durante il Convegno di ieri a Palazzo d’Aumale

la vignetta


 

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