Toti Costanzo: «Il Nocella non inquina né ha mai inquinato il mare di S. Cataldo»


penna-e-calamaioAll’indomani del grande successo della manifestazione per salvare la Baia di San Cataldo, il “giovane-vecchio” militante della Sinistra storica partinicese ribadisce, in una lettera rivolta al nostro giornale, l’esatta origine dell’inquinamento. Una lettera che offre spunti di riflessione e in cui fra l’altro scrive: «Ad inquinare la baia è il nostro Torrente Puddastri e Partinico ne è la sola responsabile». Precisazione più che corretta, così come più volte non abbiamo mancato di scrivere nei nostri servizi. Le proposte dal Consorzio fra i comuni limitrofi (esiste da tempo una bozza di protocollo) all’ipotesi di un depuratore di cui si parlò in un tempo non lontano. 

baia

 


di Toti Costanzo  


 

Approfitto del sempre ospitale  “Terrasini Oggi” per ribadire il mio modesto punto di vista perché la baia di S. Cataldo possa venire restituita alla sua dignità di bene comune di immenso valore ambientale e naturalistico.

Ritorno, dunque, su mie precedenti proposte (mi scuso ma insisto, anche se inascoltato).

 LA PRIMA: la costruzione di uno strumento giuridico quale un consorzio tra comuni ed Associazioni, compresa la Parrocchia proprietaria della chiesetta e di parte dell’area antistante (filo di collegamento oggi tra le due comunità di Terrasini e Trappeto più direttamente interessate sul piano territoriale) con lo scopo di vigilare, proporre, programmare, progettare, valorizzare, tutelare tutte le risorse del mare e del fiume compresi gli immobili ivi esistenti (ex proprietà Amoroso, una buona parte espropriati e che vanno in malora).

nocella 2Ovvio restituire rifunzionalità attiva alla vecchia Trazzera regia, già fatta sistemare insieme ai resti dell’ex chiesetta dall’ex sindaco Carmelo Carrara. Io continuo a frequentare quel mare che in estate, seppur in presenza di un visibilissimo divieto di balneazione, è frequentato e vissuto in maniera inverosimile. Sarebbe delittuoso continuare a mantenerlo in quella condizione. Per includere Partinico in questo eventuale Consorzio aspetterei il risultato della prossima competizione elettorale con la auspicabile nascita di un “governo di civiltà” perché quella città è la sola responsabile dell’inquinamento della baia attraverso gli sversamenti smodati e distruttivi dei circa 4 km del Puddastri.  Una parola chiara e definitiva: il fiume Nocella che scende da Montelepre e Giardinello non inquina, né ha mai inquinato quell’area. Ad inquinare soltanto il Puddastri.

LA SECONDA: insisto. Nessun controllo, ammesso che questo possa effettuarsi quotidianamente, è nella condizione di impedire che una continua valanga di acqua inquinata dal Puddastri si riversi nel mare.

Illudersi significa perpetuare fino all’infinito una situazione assolutamente incontrollabile che umilia ed amareggia quanti quella baia abbiamo da sempre nel cuore. L’unico strumento che può porre fine a questo scempio è un impianto di depurazione a monte della SS.113.

A gennaio del 2017 nel Comune di Filottrano (12 mila abitanti) nelle Marche è stato inaugurato un impianto del costo di 5 milioni di euro e che presenta precise caratteristiche:  necessita di un quinto dello spazio che occuperebbe un impianto tradizionale e che contestualmente depura le acque pronte per un uso agricolo.

Quelle del Nocella, che sono pulite, possono riversarsi nel mare di S. Cataldo senza alcuna conseguenza per la fauna e per la flora.

PER ULTIMO: Sostengo anch’io e per quel che questo possa contare, che i due Comuni Terrasini e Cinisi, debbano trovare l’accordo per un comune depuratore. Ma se fossi amministratore di Terrasini (12.414 mila abitanti),  nel caso del fallimento di tale soluzione, prenderei in seria considerazione, e subito, la proposta del 2007 della III Commissione Consiliare di Terrasini presieduta, all’epoca, dal consigliere Norino Ventimiglia che ipotizzò un depuratore proprio a S. Cataldo per depurare tutti i reflui che partono dal Comune, attraversano la costa passando per Città del mare. Politica fantasiosa?
Ma una volta un vecchio slogan della mia sinistra non parlava di” fantasia al potere?”.


Tutto qui, nella sua linearità, la lettera di Toti Costanzo che sempre volentieri ospitiamo e ospiteremo nel nostro giornale con i suoi contributi di idee e di proposte. Vogliamo solo aggiungere, per concludere, che le proposte di Costanzo, a nostro avviso, meritano un approfondimento e, pertanto, sarebbe auspicabile si aprisse un confronto su quanto da lui sostenuto. (La Redazione)


 

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