I PADRONI DELLA PIAZZA


Mentre nella 2ª Commissione è in atto uno scontro senza precedenti sul futuro assetto della Piazza principale del paese, un esercente si convince di esserne uno dei padroni, offrendoci lo spunto per andare oltre il caso specifico. In uno scambio di commenti con una collega di Castellammare comparso su Facebook, le sue esternazioni rappresentano probabilmente la punta estrema di una logica aberrante, ma anche la tangibile dimostrazione di una involuzione culturale in atto da alcuni anni, che ruota intorno ai “luoghi” delle nostre tradizioni culturali e religiose. È così che, senza che ce ne accorgessimo, la nostra Piazza Duomo s’è trasformata in una sorta di discoteca all’aperto ai piedi del sagrato della chiesa.

Piazza Duomo

L’immagine risale al 2016, una settimana dopo le elezioni comunali.

Infine vi proponiamo integralmente il lungo documento del “Comitato Centro Storico” di Terrasini, che mette a fuoco in modo puntuale le criticità della Piazza alla luce delle normative vigenti e che suona aspra critica alla Amministrazione.


Scrive l’esercente della Piazza in un lungo sproloquio contro (si cita testualmente) la «folle iniziativa da parte dell’amministrazione che obbliga lo sgombero dello spazio esterno delle nostre attività (…) per i seguenti giorni, mercoledì 28 causa VIA CRUCIS, venerdì 30 causa PROCESSIONE, sabato 31 causa SFILATA GRUPPI FOLKLORISTICI E DIMOSTRAZIONE ORNAMENTO ALBERO DEGLI SCHIETTI (Na grandissima minkiata) Domenica causa ALZATA DELL’ALBERO E SPETTACOLO DI CABARET (di basso profilo)»

Così prosegue testualmente l’esercente: «Ora piacerebbe chiedere al nostro caro amico sindaco visto che ha parlare è una persona che da 26 ANNI si dedica ad accogliere e servire con costanza e dedizione gli ospiti che arrivano nel nostro bel paese e lo farà per i prossimi 25 ANNI mentre lei è soltanto di passaggio nel suo ruolo istituzionale, cosa deve fare un imprenditore per avere un minimo di considerazione e di rispetto da parte delle istituzioni.».

Interviene un’amica esercente di Castelammare: «Vieni a Castellammare, qui ci permettono di fare impresa, anzi ti faccio una proposta apriamoci un wine bar di livello insieme!!!!!».

LUI risponde: «Ciao cara (…) io ti ringrazio per la tua proposta, sarebbe una collaborazione perfetta la nostra viste le qualità della tua cucina. Ma io qua sono a casa mia e non permetto a nessuna figura istituzionale più o meno importante a condizionare il mio sacro lavoro».



Ma come si permette questo sadico bullo di un sindaco di attentare alla inamovibilità delle baracche? Monta e smonta … ma che gli passa per la testa?!

Questo nostrano Kimbo rampante (con tutto il rispetto per il buon caffè) impressiona per il tono tracotante con cui si rivolge al Primo Cittadino di Terrasini che, piaccia o non piaccia, è sempre il sindaco di una città, cioè il Rappresentante in loco dello Stato repubblicano.
Evidentemente sa di poterselo permettere fino al punto di farsene un baffo di Processioni, Vie Crucis e Alberi degli Schietti. Eventi, questi, della tradizione religiosa e della cultura popolare equiparati dal Kimbo a un cornetto alla crema.

Sa di poterselo permettere perché – non diciamo nulla di nuovo – all’interno del Palazzo vi sono, probabilmente, alcuni terminali che “garantiscono” il perpetuarsi dello sconcio. Gli stessi (non tutti per fortuna) che, sugli scranni consiliari su cui il popolo li ha seduti, son pronti a fare gli interessi della corporazione.

Quei terminali che, evidentemente, hanno permesso, e non da ora, lo sconcio delle baracche; gli stessi che non hanno mai alzato un dito contro i decibel sparati ad ogni ora del giorno e della notte. Ma sa anche, lo sa bene, che son pronti ad alzare la manina per votare a favore non dei 35mq di suolo pubblico per esercente, così come la Sovrintendenza prescrive (e sarebbero già troppi), ma di 55 e, perché no, anche di 60 mq.
E se la piazza non bastasse per i 13 Kimbo? Nulla di cui preoccuparsi: si abbattano i palazzi storici che fanno da cornice, tanto, il Piano Regolatore è scaduto da tempo e il nuovo è inchiavettato in qualche cassetto. E allora tutto si può!

Ma, al di là dell’ironia macabra, chiediamoci molto più semplicemente come sia possibile che, fino ad oggi, non si sia riusciti a imporre il senso della misura e il dettato della legge nonostante le proteste dei cittadini, dei movimenti, dei comitati, delle associazioni o delle direttive della sovrintendenza. E come sia possibile che ancora, in una commissione consiliare, si disquisisca sui mq da concedere oltre ogni decenza.

Cosa c’entra in tutto questo il “sacro lavoro” richiamato dall’esercente? (semmai c’entra il “sacro suolo”). Chi ha mai messo in dubbio la sacralità dell’attività umana (il lavoro onesto e rispettoso) che dà senso e dignità alla vita? Nessuno qui vuole attentare a questo diritto sacrosanto, soltanto degli scriteriati lo potrebbero. Qui semmai urge, senza tentennamenti, ristabilire con la legalità il semplice senso del bene e del bello.

Non scambiamo, dunque, fischi per fiaschi: qui si discute se sia lecito che 13 o 14 Kimbo si impadroniscano, di fatto, di un bene pubblico, trasformandolo in bivacco-discoteca all’aperto in modo permanente in barba a qualsiasi legge dello Stato.



Il documento del Portavoce del “Comitato Centro Storico” Dott. Maurizio Castellano inviato alla 2ª Commissione consiliare e messo agli atti dalla Presidente Eva Deak.

AL Presidente della II Commissione Consiliare del Comune di T errasini  e  p.c.  a tutti i componenti della II Commissione

OGGETTO: Riorganizzazione occupazione suolo pubblico Centro Storico di Terrasini.

Il sottoscritto Castellano Maurizio (…) nella qualità di rappresentante e portavoce del  Comitato Centro Storico di Terrasini, in merito ai lavori indicati in oggetto, fa presente a codesto Presidente della Commissione quanto segue.

Da quando si è insediata la nuova Amministrazione, il Comitato ha partecipato ad alcuni incontri col nuovo Sindaco Dr. Giosuè Maniaci, in cui ha avanzato richieste a nome del Comitato stesso. Richieste che non sono mai state esaudite anche se il Sindaco, in periodo di campagna elettorale, aveva pubblicamente promesso alla popolazione di Terrasini che avrebbe riportato, in particolare, la Piazza Duomo alla sua originalità perduta da quando la vecchia Amministrazione aveva concesso un’eccessiva quantità di suolo ai commercianti ristoratori. Infatti la Piazza da alcuni anni è diventata un luogo ad uso e consumo dei troppo, numerosi commercianti che la usano, di fatto, moltiplicando il numero dei loro clienti, in alcuni casi,  con  un suolo che non hanno neanche all’interno dei locali. Il Comitato aveva richiesto, in sintesi, una riorganizzazione di tutto il Centro storico riguardante i seguenti punti:
1) concessione suolo eccessivo ai commercianti che si occupano di ristorazione (bar, pub, ristoranti, pizzerie, self-service-paninerie, ecc.);
2) abbattimento dell’inquinamento acustico (anche mappatura zonale per l’acustica) sia per tutelare la Salute pubblica e la tranquillità dei cittadini, sia per evitare smottamenti alle strutture architettoniche presenti, di cui alcune ritenute nell’attuale vigente PRG di Terrasini di interesse storico ;
3) ritorno ad un decoro  perduto della Piazza Duomo, che negli ultimi anni, a causa dell’eccessiva presenza di tavolini ombrelloni, fioriere, stufe, baracconi di plastica, cucine da campo, illuminazione e altro   arredamento non compatibile sul piano del buon gusto, con una piazza siciliana, ha assunto l’aspetto di una baraccopoli. Molti concittadini auspicherebbero di tornare a vedere la propria Piazza, che è soprattutto il Sagrato della Chiesa Madre “Madonna delle Grazie”, come luogo dove poter passeggiare, prendere un gelato e  potere vivere le proprie feste religiose come un tempo o vivere originali manifestazioni senza dovere sbattere contro i propri concittadini (festa Madonna delle Grazie, raduni auto antiche, parata di carri siciliani, ecc., ecc., ). Adesso, a stento dalla Piazza riesce a passare una Processione !!!!!

Pertanto il sottoscritto chiede a codesta Commissione Consiliare di volere rivalutare tali punti, sino ad ora disattesi, tenendo conto anche delle seguenti considerazioni:  

Parecchi  Comuni Siciliani, in conformità con quanto disposto dall’Assessorato Sicilia per il territorio e Ambiente con Decreto dell’11.09.2007,  hanno già provveduto, o stanno provvedendo, alla classificazione in zone acustiche del Territorio dei propri Comuni in base alle linee guida già stabilite dall’ARPA Sicilia. Tutto questo perché l’inquinamento acustico è altamente dannoso per l’ambiente circostante e a Terrasini si continua a  procedere, in occasione di ogni festa, concedendo continue deroghe riguardo concerti con amplificazione acustica. Tali deroghe sono assurde e inammissibili. Nonché ledono il diritto alla salute ed alla tranquillità delle persone soprattutto giovani e anziani. Crediamo che il maggior tutore della salute pubblica e responsabile, sia il Sindaco. Sappiamo tutti, ormai quanto un solo scarto in decibel può essere dannoso per l’apparato uditivo e quanto un continuo susseguirsi di serate musicali può rovinare il Sistema nervoso di bambini e Persone che, magari, sia d’inverno che d’estate, devono alzarsi al mattino ad una certa ora per andare a lavorare . Un’Amministrazione comunale che non tiene conto di queste esigenze e che non ha a cuore la salute dei propri concittadini non è degna di essere rispettata. Ci si  dovrebbe rendere conto che non è possibile continuare a procedere a tentoni. La legge c’è e bisogna rispettarla!!

Inoltre parecchi Comuni Siciliani stanno adeguando i loro Regolamenti riguardo concessioni di suolo ai servizi pubblici che si occupano di ristorazione  per  ottenere un maggior Decoro, rivalutazione e tutela del patrimonio artistico relativo ai propri Centri Storici. Anche il Sindaco di Roma ha sentito tale esigenza, per tutelare la città di Roma, invasa dai turisti e dai Servizi commerciali pubblici , ha  dato formale incarico al MIBAC di stabilire un tavolo tecnico per il decoro della città al fine di procedere all’individuazione delle aree pubbliche ove “interdire” o sottoporre a specifiche condizioni l’esercizio del commercio in questione (delibera n.96 del del 09.04.2014); alcuni esercizi commerciali presenti da tanti anni  nel centro storico, sono stati quindi spostati in altre località altrettanto dignitose della città. In seguito i proprietari dei locali commerciali hanno proposto ricorso, e l’ hanno perduto (Sentenza TAR Lazio Roma n.13654 del 02.12.2015, allegata alla presente).

È inammissibile, poi, riguardo alla concessione del suolo, che a Terrasini non si tenga assolutamente conto del fatto che, i proprietari di case e negozi non possano  essere liberi di esercitare il loro  diritto alla servitù di passaggio usufruendo non solo dei  marciapiedi, ma anche del suolo pertinente. Si pensi soltanto alla necessità di un eventuale di soccorso sanitario o alla semplice esigenza di visualità per i negozi. Oltre alla necessità che tutte le strade siano comunque accessibili ad ambulanze e Vigili del fuoco in caso di calamità (Piano di protezione civile).  Non è concesso, infatti,  chiudere con tavolini, ombrelloni o bancarelle, sia pure per tempi brevissimi, le altrui proprietà o, comunque zone di passaggio come negozi, magazzini, usci in genere, a meno che non si sia formalmente autorizzati a farlo dagli stessi proprietari. Né concedere suolo dove le strade siano strette e le ambulanze o auto dei Vigili del fuoco, eventualmente non possano passare. Per quanto riguarda il diritto di passaggio, noi crediamo che nessuno a Terrasini abbia mai autorizzato i Dirigenti che organizzano feste o concedono suoli  a chiudere anche il suolo prospiciente le loro abitazioni o i propri esercizi commerciali .

Si invita, poi, codesta Commissione a tenere conto, come è di fondamentale importanza ai fini di tali concessioni, che la Regione Sicilia ha stabilito le “linee guida per i requisiti minimi dei pubblici esercizi: ristoranti-trattorie-self service-paninerie-pubs-pizzerie ed attività similari” (Circolare n.907 del 07.01.1997). Tali requisiti Igienico-Sanitari sono indispensabili e debbono essere posseduti da tutti coloro che  esercitano la ristorazione. Anche se le recenti normative non precludono a nessuno cittadino il diritto di aprire un locale e di iniziare subito la propria attività, tuttavia, i Comuni devono controllare che la documentazione presentata dai Commercianti sia completa anche riguardo alla certificazione dell’ASP, soprattutto dove la stessa nel dare il  suo N.O. autorizzativo  precisa il numero di posti clienti all’interno all’esterno dei locali in questione. Tali  requisiti, sono imprescindibili per aprire un locale di ristorazione. E nella suddetta circolare sono stabiliti anche altri requisiti. Un esempio: ogni cucina deve essere, minimo, di  mq 16. Tali mq, in base alla normativa vigente, devono essere aumentati, sempre con approvazione dell’ASP, in percentuale al numero di clienti previsti o aumentati nel corso dell’esercizio dell’attività. Un altro requisito è che le cucine si trovino vicinissime ai clienti. I cibi, per motivi igienico-sanitari non possono “viaggiare”. E, anche su questo punto, non si capisce come mai il nostro Comune ha concesso  suolo a ristoratori che hanno  locali e cucine su un altro piano rispetto al suolo delle strade e piazze. Altro esempio: nessun cibo può essere tenuto all’aperto senza copertura o cucinato all’aperto (ovviamente non si parla dei piccoli commercianti da strada, quali panellari, ecc.). Evidentemente qualcosa non va a Terrasini  e forse bisognerebbe  chiedersi perché (!!!!!!!).

Ecco quindi, suesposte soltanto alcune tra le tante motivazioni che dovrebbero indurre codesta Commissione e l’Amministrazione tutta a riflettere e considerare che, per legge, non è possibile, concedere tanto suolo agli esercenti ristoratori come si è fatto per parecchio tempo a Terrasini.

Basta leggere l’ordinanza n. 130 del 2017 da noi del Comitato centro Storico contestata, o l’ultima in occasione della recente Pasqua, per rendersi conto con quanta superficialità, incoerenza e incompetenza ancora si organizzano le manifestazioni a Terrasini. Inoltre, proprio nella ordinanza sindacale n.130/2017, il Sindaco  non ha tenuto  conto che l’estate terrasinese  non può che cominciare dopo la chiusura delle Scuole e finire prima dell’apertura delle Scuole. E questo costituisce sicuramente una motivazione prioritaria rispetto alle esigenze commerciali !!!!   

Pertanto, alla luce di quanto suesposto il sottoscritto chiede a Codesta Commissione, a nome del Comitato centro Storico, che venga  immediatamente rispettata la nota Assessoriale della Soprintendenza Beni Culturali, in quanto si avvicina il periodo estivo, e venga verbalizzata la richiesta della Commissione sulla necessità che il Comune  proceda immediatamente a redigere la  mappa zonale per l’acustica di Terrasini.  Ovviamente questo Comitato chiede che venga rispettato, per tutto l’anno 2018, il diritto al riposo ed alla propria salute di tutti i concittadini evitando qualsiasi tipo di suono all’interno del Centro Storico di Terrasini e che, per le manifestazioni sonore venga scelto un posto all’aperto, lontano dal centro urbano e da strutture architettoniche di particolare pregio.  

Il Comitato Centro Storico, si riserva, qualora non vengano rispettate le sue giuste richieste, di adire alle vie legali.  

Terrasini, 13.04.2018
Dr. Maurizio Castellano


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Le ultime direttive della Sovrintendenza regionale risalenti all’estate del 2016 (sindaco Massimo Cucinella)


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