DEPURATORE, l’ATI SI DEFILA. I due paesi in alto mare (inquinato) e la parola torna al Commissario


L’assemblea degli ottantadue sindaci dell’Area Metropolitana di Palermo, che costituisce l’Ambito Territoriale Idrico (ATI) presieduto dal sindaco Leoluca Orlando, non se l’è sentita l’altro ieri di esprimere un parere sul quesito formalmente posto dal Commissario Straordinario Unico ing. Rolle. Non se l’è sentita per il semplice fatto che – stando a quel che è emerso – non sarebbe compito suo entrare nel merito della scelta. E rimanda al mittente, cioè al Commissario straordinario, il compito di decidere.

atiOra la questione – a parere di molti – potrebbe semplificarsi e, pertanto, ci sia allora consentito di porre in rilievo alcuni passaggi.

I due Comuni confinanti di Terrasini e Cinisi sono da tempo sottoposti a “infrazione comunitaria” per la mancata realizzazione dei depuratori in quanto inquinano con i loro reflui l’area sensibile del Golfo di Castellammare.

Terrasini ne è sprovvisto; Cinisi, invece è dotato di un impianto di secondo livello assolutamente inadeguato.

Il Commissario straordinario, nominato dal Governo nazionale un paio d’anni fa, ha il mandato di contrastare  la situazione di emergenza che ha determinato le procedure d’infrazione per le quali stiamo già pagando multe salate; a questo scopo gli sono stati conferiti ampi poteri decisionali ed il mandato di realizzare gli interventi nel minore tempo possibile.

Dunque si supera la logica dei confini territoriali ed il concetto di  territorio comunale, di cui un sindaco presume di potere disporre come vuole, svanisce e prevale un interesse di ambito cioè di una comunità più ampia in cui si decide in base a criteri di efficienza, economicità e benefici allargati e collegati.

progetto depuratore 2L’ipotesi concreta dell’ubicazione dell’impianto consortile di Cinisi e Terrasini rientra in questa precisa logica perché il Commissario, avuto a suo tempo l’input iniziale dei due sindaci, ha esaminato la situazione dei due Comuni adiacenti con centri abitati contigui e con ampi tratti di rete fognaria comune; ha rilevato un impianto esistente (quello di Cinisi), che necessita di importanti adeguamenti, ed ha progettato la soluzione più semplice, economica, meno invasiva la cui attuazione porta altri vantaggi quali la dotazione di una rete fognaria in una vasta zona del territorio di Cinisi, che attualmente ne è priva.

Il Sindaco di Cinisi ha assunto in seguito una posizione contraria a questo progetto senza tuttavia, fino alla data odierna, esibire le motivazioni tecnico-documentali che la giustifichino;  inoltre, dinanzi a ripetute richieste e inviti a un confronto pubblico, ha opposto un secco no sostenuto dalla sua maggioranza consiliare, spingendosi a rifiutare (mai accaduto nella prassi istituzionale) la richiesta di una Seduta consiliare congiunta tra i due Comuni per un sano e trasparente confronto.

I ‘NO‘ – fino a prova contraria – vanno sempre motivati con argomenti convincenti e non lo sono certamente quelli usati ad esempio dal sindaco di Cinisi quando afferma che “la spiaggia Magaggiari verrebbe sventrata da questo progetto” o, ancora, che “con questa soluzione prospettata i tempi si allungano”…  Inoltre – sempre per smentire con documenti alla mano il sindaco cinisense –  non è assolutamente vero che è prevista una vasca di raccolta di reflui sulla spiaggia Magaggiari e, quindi, nessuno sventramento. Inoltre va ribadito che sarà collocato un collettore nel sottosuolo della strada esistente che collega i due Comuni con zero impatto su spiaggia e dintorni. Infine, i tempi si allugherebbero? Da quale dato tecnico documentale trae questa previsione? Mistero.

Invece sono altri i fatti che contano visti alla luce della storia dei fatti. Infatti è bene ricordare che ben 12 anni fa il precedente sindaco di Cinisi, di fronte all’allora Commissario Crosta, sostenne che «la merda di Terrasini non doveva arrivare a Cinisi».  Da quella data ebbe a disposizione 8 anni di tempo, fino al maggio 2014, per fare il ‘suo’ depuratore. E allora ci si chiede: cosa ha impedito di adeguare l’impianto fino ad ora?

Non è una catastrofe, dunque, se i liquami di Terrasini verranno purificati a Cinisi, così come fino ad oggi non è stata una catastrofe per i liquami di una consistente parte di Cinisi sversati da decenni a Terrasini.


 

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