TUTTI ALLA DIGA JATO IN DIFESA DI ACQUA E AGRICOLTURA. Giovedì 15 manifestazione unitaria

 


In vista della preannunciata manifestazione indetta dal “Comitato Invaso Poma” cui hanno aderito numerose organizzazioni sindacali e di categoria degli agricoltori e non, abbiamo chiesto al partinicese Prof. Toti Costanzo – che ringraziamo-  di farci un quadro sintetico della situazione idrica degli invasi alla vigilia dell’importante appuntamento.

GIOVEDÌ 15 ALLE ORE 10.00
DIGA dello JATO

 


di Toti Costanzo

Componente del “Comitato Invaso Poma”


La costituzione fin dal mese di luglio 2017 del Comitato Invaso Poma che giovedì 15 alle ore 10  sarà all’invaso per una iniziativa pubblica, è stata la risposta organizzata (CIA e Coldiretti, CGIL,CISL, UIL, imprenditori agricoli, la Condotta Agraria, Associazioni, cittadini) alla ciclica siccità che ormai ha colpito profondamente i bisogni idrici e delle città costiere e di Palermo che vi si approvvigionano e soprattutto dell’agricoltura della Piana del partinicese.

locandina pomaIl Comitato ha ottenuto l’immediato  sostegno dei sindaci e dei Presidenti dei Consigli comunali del comprensorio. Si tratta ormai di una crisi talmente ripetitiva e profonda per cui appare necessario affrontarla con mezzi  risolutivi, definitivi ed anche alternativi.

Mezzi che devono vedere impegnati seriamente non solo l’AMAP, che le risorse dell’invaso utilizza attraverso prelievi ancor oggi privi di ogni controllo “di base”, ma l’Assessorato regionale all’Agricoltura, il Consorzio di Bonifica Palermo 2 per gli interventi di risanamento della rete di distribuzione nei  lotti che portano acqua alle campagne e che ne disperde almeno il 50%;  infine i sindaci dei Comuni della nostra Piana. Per tale ragione il “Comitato Invaso Poma” (che ha una sua organizzazione interna avendo anche nominato suo Portavoce l’imprenditore agricolo, Antonio Lo Baido) reputa non più rinviabile la costituzione di  “un tavolo tecnico permanente ” con la presenza dei soggetti citati e per rispondere alle immediate necessità. Ma più specificatamente per la costruzione nel tempo di una “politica delle risorse” (il Comitato intende strutturarsi per rispondere a tale necessità) così come era  stato per alcuni decenni, prima che una irresponsabile e sconsiderata decisione della Regione siciliana, nel 2006, decidesse di far morire la più significativa ed unica in tutto il Sud organizzazione di gestione democratica delle acque come fu dagli anni ’70 del Secolo scorso la “Cooperativa consorzio irriguo Jato” nata dalla volontà del Centro studi di  Danilo Dolci, delle organizzazioni sindacali e di categoria e soprattutto dei coltivatori.

diga jato

Il famoso ponticello sulla Diga dello Jato

Ma oggi la siccità pone altri problemi e reclama altre soluzioni. Per tali ragioni il Comitato ritiene urgente che gli  impianti per il recupero delle acque reflue per l’agricoltura già costruiti fin dagli anni 80 (come quello di Partinico in contrada Ingastone oggi da recuperare; e quello della fine degli Anni ’90 di Borgetto già definito e pronto per la sua utilizzazione), diventino lo strumento necessario per irrigare almeno 5000 ettari e cioè i terreni ricadenti nel 1° e nel 2° lotto “a caduta”.

Si calcola che almeno 10 milioni di metri cubi di acqua che provengono dai depuratori di Borgetto e Partinico finiscono ogni anno inutilmente a mare. Uno spreco che ormai non trova più alcuna giustificazione. Si tratta, dunque, di ottenere dalla Regione siciliana o da altri soggetti nazionali ed europei, le risorse per definire i progetti già iniziati come ad esempio la sistemazione del 1° lotto di irrigazione a caduta che confina con Borgetto e Partinico.

È del tutto evidente che il Comitato non consentirà all’AMAP di continuare con l’utilizzo dei  prelievi dissennati non solo perché si ha l’obbligo di  salvaguardare la stessa sicurezza  dell’invaso, ma perché lì si é consolidata, ormai da tempo, un’Oasi orientata regionale che rappresenta il filo di collegamento per un turismo di qualità con la città Jatina (uno dei siti archeologici più interessanti della nostra Sicilia Occidentale) e perché, come è sempre stato nel passato, la nostra agricoltura anche quest’anno non può certamente morire.


 

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