PIAZZA DUOMO: «Degrado voluto, programmato, attuato». Riflessioni del Prof. Giovanni Ruffino in una nota al giornale

 


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L’OPINIONE

IL PROF. GIOVANNI RUFFINO – DIRETTORE DEL “CENTRO STUDI LINGUISTICI SICILIANI” e COMPONENTE DELL’ACCADEMIA DELLA CRUSCA – DOPO IL NOSTRO RECENTE ARTICOLO INTERVIENE CON LE SUE PERSONALI CONSIDERAZIONI SUL PERMANENTE STATO DELLA PIAZZA DUOMO.


NOTA DELLA REDAZIONE  In questi giorni sui vari social impazza il tiro al polipo, il grosso mollusco che sormonta l’albero di Natale ispirato al mare, eretto – come da tradizione – nella Piazza principale del paese. Ma pochi, pochissimi, a parte la nostra testata che vi insiste da gran tempo e qualche altra rara eccezione, hanno mai sollevato seriamente il problema dello stato della Piazza nel suo attuale assetto. L’albero  – gradevole o meno che sia – alla fine, al più fra un paio di settimane, andrà via, ma le capanne incellofanate, installate permanentemente e abusivamente da almeno due anni, quanto tempo ancora dovranno offendere la nostra vista? Oggi perviene la nota del Professor Giovanni Ruffino che, certamente non ultimo fra i Terrasinesi, tiene a ricordarcelo.


Piazza Duomo

Un’immagine insolita di oltre un anno e mezzo fa, subito dopo l’elezione dell’attuale Sindaco, quando a molti parve che si potesse tornare a un più civile assetto.

 


di Giovanni Ruffino


 

 

È davvero difficile comprendere come possa perdurare lo scempio della nostra PIAZZA.
Qualche sconsiderato forse dirà che questa ennesima protesta altro non è che il solito borbottio del bempensante o, ancor peggio, dell’esteta rintriciullito. Ma non è così.

So bene che sul nostro paese  – così come sull’intera regione e oltre – incombono problemi gravi e irrisolti, che non voglio qui enumerare. Ciò non vuol dire, però, che il degrado – voluto, programmato, arrogantemente attuato – in cui versa la nostra bella PIAZZA, debba essere tollerato se non ignorato.

Riflettiamoci un momento.
Prima riflessione: premesso che l’assetto urbanistico del paese esige la più attenta vigilanza (e non sempre è stato così: oggi, ieri e l’altro ieri), la PIAZZA non può essere considerata alla stregua di una qualsiasi viuzza.

Seconda riflessione: il degradante imbruttimento di questo luogo centrale, è stato progressivamente attuato invocando ragioni economiche.

Terza riflessione: questo sconcio è stato possibile per l’assenza di ogni efficace controllo. Esiste dunque un problema politico.

Quarta riflessione: la PIAZZA è il luogo nel quale converge l’ampio nostro spazio comunitario, dalla collina alla marina. Si tratta, dunque, del luogo dove si è sedimentata la memoria comunitaria: gli incontri, le vicende politiche, i riti, le feste. Esiste dunque un problema culturale.

Quinta riflessione: la PIAZZA è bella, quanto meno lo è stata sino a poco tempo fa. Esiste dunque un problema estetico.

Ebbene, subordinare la prassi della sana politica, così come le ragioni estetiche e quelle culturali, che sono ragioni universali, ai presunti vantaggi economici di pochi (anzi di pochissimi) è francamente inaccettabile.

Si provveda subito a eliminare questo scempio.

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2 comments on “PIAZZA DUOMO: «Degrado voluto, programmato, attuato». Riflessioni del Prof. Giovanni Ruffino in una nota al giornale
  1. Io la vorrei di nuovo APERTA!!Almeno durante la settimana!!Va bene la Domenica o i Festivi..ma non ha senso tenerla perennemente chiusa.Era meglio prima quando la Piazza era tutti i giorni un punto di incontro e i negozi penso ne stanno risentendo molto..anzi moltissimo.

  2. BRAVISSIMO GIOVANNI… IO NON POTEVO DIRE DI MEGLIO… TERRASINI MERITA SINDACI COME TE… MA PURTROPPO NON SARà COSI… COMPLIMENTI ANCORA

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