COMPITI A CASA: «Babbo Natale aiutami tu …!»

 


Si avvicinano a grandi passi le vacanze natalizie e già ansia, tormento e supplizio premono equamente distribuiti fra docenti, alunni e … genitori! L’ANSIA, in primis, colpisce i docenti poichè sono convinti (tranne rare eccezioni) che più se ne assegnano più si è insegnanti “bravi”, dimenticando che è la qualità che fa la differenza; il TORMENTO, invece, attanaglia gli alunni di ogni età ed etnia, soprattutto delle elementari e medie; il SUPPLIZIO, infine, si abbatte inesorabile e puntuale sui genitori che, curvi sui libri, soffrono in silenzio, schiacciati tra figli e insegnanti.
Le opinioni di Gianfranco Zavalloni e Maurizio Parodi riprese dal nostro giornale, entrambi dirigenti scolastici del Centro-Nord, vengono incontro ai molti interrogativi che ormai serpeggiano da Nord a Sud. Anche a Terrasini e Cinisi, per quanto ci riguarda e se non si fosse capito!

padre e figlia compiti

 


di Giuseppe Ruffino


 

Le lamentele ci sono, e sono generalizzate. I genitori manifestano la loro sofferenza – se così si può dire – più con mugugni ovattati che con rabbia stile Facebook (chissà poi perchè). Ma non arrivano (almeno dalle nosrte parti) laddove dovrebbero arrivare.

Non sappiamo nei Paesi anglosassoni o fra i cugini francesi come vanno le cose, ma in Italia è certo che non da ora  – forse per un residuale lascito della scuola gentiliana – è invalsa la convinzione che un bravo insegnante è colui che assegna montagne di compiti per le vacanze natalizie, pasquali, estive. E giù esercizi, elaborati, interi capitoli di storia, geografia e scienze, problemi, operazioni e domande di ogni genere, questionari a risposta multipla … Tutto da iniettare come vaccini contro la vacanza (beninteso degli alunni).

«Un inutile lavoro da soldato» scriveva il grande pedagogista francese Celestin Freinet nel suo celebre “I detti di Matteo(Ed. La Nuova Italia, Firenze). Con tutto il rispetto per i soldati (pacifisti) aveva ragione. Ma non era e non è il solo a pensarla così.

Un dirigente scolastico del Centro-Nord, ad esempio, il Prof. Gianfranco Zavalloni, purtroppo scomparso alcuni anni fa emanò, in prossimità delle vacanze pasquali, la seguente circolare probabilmente letta con sgomento dai “suoi” insegnanti. Eccola:

Che vacanze sono se abbiamo un sacco di compiti da fare?”. Una domanda più che legittima che spesso mi rivolgono i ragazzi. Mi capita spesso di andare nelle classi della primaria o della secondaria di I grado e di conversare con loro. Uno dei temi che più volte mi viene proposto è quello dei compiti a casa, e in particolare dei “compiti delle vacanze”. È una questione che contribuisce a far “vivere male” ai ragazzi il rapporto con gli insegnanti e la scuola in generale. Così alcuni anni fa ho scritto la seguente circolare rivolta ai docenti del mio istituto.

Oggetto: Vacanze di Pasqua

Molto spesso ci capita di paragonare il lavoro di noi adulti allo studio dei ragazzi. È la maniera che solitamente usiamo per chiedere loro un impegno costante e ripetuto. Ora il lavoro, soprattutto là dove è vissuto come un dovere e meno come un piacere, viene reso più attraente se è alternato a momenti di riposo e di tempo libero. Andiamo al dunque. Credo che sarei un dirigente scolastico odiato dai docenti se, pur sapendo che la normativa lo consente, chiedessi a Voi d’impegnare le giornate di vacanze natalizie e pasquali per incontri, commissioni, programmazioni, recuperi ecc… Credo pertanto che tale “diritto al riposo” sia legittimo anche per gli studenti… vista l’equivalenza lavoro (adulti) = studio (bambini). Pertanto è fatto divieto (è un imperativo esortativo) a tutti gli insegnanti di consegnare compiti da portare al rientro dalle vacanze o comunque nei giorni o settimana successiva. Si ricomincerà, cioè a dare di nuovo compiti il giorno in cui si rientrerà dalle vacanze di Pasqua. Se qualche insegnante intende dare compito (o li ha già dati) è pregato di contattarmi quanto prima. Ci sono, infatti, alcuni lavori che possiamo fare benissimo insieme nel periodo delle vacanze pasquali. Mi sembra di essere stato chiaro. Colgo l’occasione per inviarVi un libretto che ho realizzato in questi mesi … dove troverete motivazioni chiare a questa mia lettera.

Cordialmente il Vostro Preside


compiti-scuola-620x350«Il risultato immediato di quella circolare – prosegue il dirigente –  fu una richiesta, firmata da diversi insegnanti, di convocare, in seduta straordinaria, il Collegio Docenti, per discutere l’argomento. Dopo ampia discussione sui pro e sui contro all’opportunità di somministrare compiti per le vacanze di Pasqua, chiuse la discussione un bravo insegnante (allora supplente, ma oggi di ruolo) che affermò: “Io quando arrivo al periodo delle vacanze sento il bisogno di staccare un po’ la spina, sento il bisogno di un buon riposo mentale. Se quest’esigenza la sento io che sono il professore, credo che tanto più la sentano i miei studenti. Ben venga anche per loro, un sano riposo mentale: quindi niente compiti! “.
Una soluzione più che saggia!»


Il Prof. Maurizio Parodi (Parma)

Il Prof. Maurizio Parodi

E Maurizio Parodi ecco cosa scrive in un recente articolo pubblicato su “Oggi Scuola”(link)

Per chi volesse ulteriormente documentarsi sulla posizione del Prof. Parodi, basterà che scriva sul motore di ricerca “MAURIZIO PARODI COMPITI A CASA”.

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Lettera pubblicata sul blog del Prof. Parodi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

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