AUGURI! Grazie, ricambio con affetto a te e famiglia!

 


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Giovanni Leone dissacra la estenuante pratica dell’invio/ricezione di messaggini di auguri stereotipati. Nel contempo ci fa riflettere e sorridere. È vero, siamo assediati in questi giorni, soprattutto in queste ultime ore. Anche questo, senza accorgercene, ci spinge alla disumanizzazione. Lui definisce questa pratica “scunnissioni”. Come dargli torto?!

 

 

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L’OPINIONE

di Giovanni Leone


 

Ma quando avete mandato gli auguri a qualcuno, vi siete chiesti il motivo della vostra azione?
Vi siete chiesti cosa il destinatario volesse realmente augurato, cosa gli servisse oppure cosa gli necessitasse per sentirsi veramente bene?
Dietro ogni copia/incolla dei vostri messaggi, avete avuto la minima sensibiltà di stare al posto di chi ti ascoltava o leggeva?
Oppure, poniamo la cosa al contrario, come ti sei sentito quando ti sei sorbito l’estenuante “a te e famiglia “?
Credo che una sola parola racchiuda il vostro “sentimento”, sia in fase ricettiva che in fase attuativa.
Indifferenza.
 
Non credete che questo termine sia il più appropriato per i vostri auguri?
Il fatto che li avete mandati in “modalità seriale” già è una prova tangibile di quello che ho appena detto. 

Un’alta prova che avete mandato gli auguri con totale indifferenza è che, voi (parte attiva del messaggio) spesso non avete la piu pallida idea di “cosa” ha di bisogno l’altra parte (parte passiva), ed essa, cadendo nel tranello, ti ha risposto con la stessa indifferenza, e la cosa più “malata” è che nessuno dei due abbia riflettuto su cotanta crudeltà. 

Una terza prova è che non avete pensato il peso che poteva avere il vostro messaggino sulla testa di chi lo riceveva.
Ve lo dico io ( se mi permettete), il peso è pari a  ZERO e lo zero mi sa di indifferenza.
 
Dunque, come si direbbe in fase requisitoria, tre indizi costituiscono una prova.
Ma questo non è un processo e di fatto non occorrono prove, soprattutto perchè tutto ciò che è stato detto, padossalmente, gia lo sapevamo.
Sì, in qualche angolo dei nostri miseri cervelli sapevamo che i nostri auguri regnavano nell’oblio dell’indifferenza ma nonostante ciò l’abbiamo fatto in fase passiva o attiva ma siamo caduti nel tranello.
 
Dunque il capo d’accusa non è più l’indifferenza, ma la “scunnisioni”.
Questo termine non trova etimologia né sinonimi e non risiede negli angoli delle nostre menti, bensì essa pervade tutta interamente la calotta cranica dando linfa a questi fenomeni .
 
Ma qui non siamo in un processo, e se non servono prove e indizi, non credo servano capi d’accusa soprattutto perchè la “scunnissioni ” non è imputabile in quanto essa è congenita nell’essere umano, ma trova la sua massima espressione in fase attiva  in un messaggio di ” Buon Natale” (quando fosse solo questo) e in fase passiva ” a te e famiglia “.
 

(Detto ciò non posso che augurarvi  “UN FELICE NATALE A TUTTI VOI E ALLE VOSTRE FAMIGLIE”).


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