I PRESEPI DI TERRASINI E CINISI MOMENTI DI SCAMBIO INTERRELIGIOSO

 


Tra Terrasini e Cinisi sono da annotare la Mostra di Presepi a Terrasini realizzata dall’Associazione “Così, per… passione!” ed il Presepe Semovente di Giacomo Randazzo a Cinisi.

mostra_presepi_9

 


EVENTI

a cura di Evelin Costa


 

La tradizione dei Presepi è antica, nasce in Italia nel Medio Evo e si tramanda fino ad oggi sia nei luoghi di culto che nelle case di tantissimi cattolici. Si mette in scena, per tutto il periodo natalizio, la nascita di Gesù, con tutti gli elementi, i personaggi e i luoghi raccontati nei Vangeli, sia quelli Canonici che quelli Apocrifi, ricreando un ambiente pastorale, umile e povero, ma ricco di simboli e suggestioni. Quella dei Presepi è una tradizione che supera il suo stesso significato religioso, si è fatto arte popolare ed è diventato quasi un rito atavico ed irrinunciabile che unisce le famiglie e le comunità.

Tra Terrasini e Cinisi sono da annotare la Mostra di Presepi a Terrasini realizzata dall’Associazione “Così, per… passione!” e il Presepe Semovente di Giacomo Randazzo a Cinisi.

A Terrasini,

dopo l’elevato numero di visitatori dello scorso anno, il luogo prescelto anche per la VI Edizione della Mostra di Presepi “INTORNO AL PRESEPE… IDEE, EMOZIONI, SENSAZIONI” nata su iniziativa dell’Associazione “Così, per… passione!”, con il Patrocinio del Comune di Terrasini, saranno i locali del civico n. 28 e del civico n. 32 di via Giuseppe Di Stefano, nel cuore del centro storico di Terrasini.

PRESEPE 4La mostra è stata inaugurata oggi mercoledì 6 dicembre alle 19.00 da Mons. Michele Pennisi, Arcivescovo di Monreale. Presenti il sindaco e i parroci locali. Nel corso dell’evento, letture natalizie da parte di alunni dell’Istituto comprensivo “Giovanni XXIII” di Terrasini.
Sarà visitabile fino a lunedì 8 gennaio 2018.

In un breve dialogo, Ino Cardinale, ideatore di questa mostra di interessante valore storico, artistico e culturale, che ormai è diventata una tradizione immancabile per Terrasini, mi racconta quanto sia importante focalizzare l’attenzione sul concetto che il Presepe, pur essendo uno dei simboli principali della religione cattolica, possa essere contemporaneamente un simbolo di unità interreligiosa da vedere in ottica inclusiva e di integrazione con altre fedi. Il Presepe può interessare ed essere apprezzato non solo da chi è spinto dalla devozione cattolica, perché la sua simbologia può offrire una visione completa e complessa dell’umanità e della spiritualità, che riguarda anche chi è di fede diversa o non è mosso da religiosità.
«Bisogna rispettare le varie culture, senza escludere chi arriva da lontano con il proprio bagaglio di esperienze, credi e religioni». Mi spiega che è importante superare le polemiche sui simboli religiosi. Si possono valorizzare i simboli della religione cattolica e contemporaneamente rispettare ed arricchirci delle simbologie altrui. È l’essenza stessa del Presepe a renderlo inclusivo, rappresenta il mondo cattolico e le sue origini, ma contemporaneamente è ambientato in una terra che non è esclusivamente cattolica, terra ancora oggi abitata da Cristiani, Ebrei e Musulmani, può rappresentare quindi l’unione delle tre religioni monoteiste. Tra i Presepi presenti all’interno della mostra ce n’è uno in cui oltre alla Chiesa Cattolica è inserita una Moschea ed una Sinagoga.

PRESEPE 3

Il Signor D’Oca, uno degli infaticabili

È questo un approccio di lettura interessante di una tradizione che ci appartiene da secoli. Può aprire riflessioni più profonde che vanno oltre la bellezza ed il valore artistico delle opere esposte.

Sono esposti più di 100 presepi di varie materie, forme e dimensioni, provenienti da tutto il mondo, appartenenti a collezionisti privati, a strutture pubbliche, oppure ‘creati’ nello stesso luogo della mostra da appassionati. Tra tutti spiccano quello realizzato (prima della tragica fine) dal Beato Padre Pino Puglisi e dai ragazzi della sua parrocchia, i presepi realizzati da alunni delle scuole locali e quelli antichi, storici, messi a disposizione dall’Arcivescovo di Monreale, dal Seminario e da parroci e parrocchie del territorio.


A Cinisi,

sarà invece possibile visitare presso il Salone comunale in piazza V.E. Orlando, il Presepe artistico Semovente – mostra delle arti e della tradizione siciliana – realizzato da Lorenzo e Giacomo Randazzo, in collaborazione con l’associazione “Arte e Tradizione” e il Comune di Cinisi,
dall’8 dicembre 2017 al 28 gennaio 2018, tutti i giorni dalle 17:00 alle 20:00, Sabato, Domenica e festivi dalle 16:30 – 20:30.

È un Presepe delle arti, dei mestieri e della tradizione Siciliana in miniatura (in scala 1:10), ricco di particolari e personaggi semoventi meccanizzati. Si estende per oltre 60 metri quadrati.

E’ realizzato con materiali reali come tufo, pietra, ceramica, legno, ferro, stoffa. I personaggi, attraverso dei meccanismi, riproducono i movimenti tipici dei diversi mestieri che si rappresentano quali il fabbro, il falegname, il calzolaio, la ricamatrice e la filatrice, la senia e il mulino, i carretti siciliani, il ricottaio, il forno, il tornio, i muratori etc.

Gli ambienti sono ricostruiti in ogni minimo dettaglio, attraverso le finestre e le porte delle casette si intravedono piccole stanze arredate nello stile di un tempo, armadi e comò, foto antiche appese alle pareti, piccole credenze, vasetti, tende, lampadari, sedie, tazze, le caraffe, ed anche un vecchio ferro da stiro a carbone.

giacomo randazzo-fotogallery4

Giacomo Randazzo

Sono messi in scena gli usi e i costumi della tradizione siciliana, dalla vacca cinisara al carretto siciliano, dal cibo tipico con pane, fichi d’india, cannoli, ricotta e l’estratto di pomodoro, all’abbigliamento siciliano con coppole e gilè, dall’opera dei pupi alla raccolta dei limoni.

Osservando bene si possono trovare altri due presepi “nascosti”, uno minuscolo, si trova in una delle casette posto su di un mobile del soggiorno, poi ce n’è un altro che si intravede dentro la sagrestia della Chiesa.

Giacomo Randazzo artigiano, scultore e artista, ha cominciato a costruirlo nel 1986, realizzando la prima casetta. Costruisce poi il pozzo, il muretto ed altri elementi, con l’idea di riprodurre la Cinisi di un tempo. Decide quindi di riprendere il lavoro del padre Lorenzo, anche lui presepista, che sessant’anni fa, nel 1955, aveva costruito un presepe di modeste dimensioni fornito di alcuni meccanismi che creavano i movimenti. Giacomo riprende questi meccanismi e sostituisce le casette in compensato di suo padre, con delle casette in muratura costruite in scala 1:10. Nasce così quest’opera artigianale e artistica che non racconta solo il Natale, ma una civiltà contadina di un tempo. E’ un “presepe laico” il cui principale valore è quello di ricordare tramite un racconto artistico, poetico ed etnoantropologico un mondo povero e rurale che oggi non esiste più.

Il Presepe Semovente di Giacomo Randazzo, ha negli anni ricevuto numerosi premi in concorsi regionali e nazionali, per la fedeltà della riproduzione in miniatura e per le bellissime animazioni. Inoltre è stato inserito nel Registro delle eredità Immateriali (R.E.I.) istituito dalla Regione Sicilia, a salvaguardia del patrimonio culturale dell’umanità secondo le indicazioni dell’Unesco.


 

Commenta su Facebook

LEGGI ANCHE

One comment on “I PRESEPI DI TERRASINI E CINISI MOMENTI DI SCAMBIO INTERRELIGIOSO
  1. Ottimo articolo, questo di Evelin! L’ho letto e molto apprezzato. E mentre leggevo, riecheggiavano nella mia mente le parole del filosofo Massimo Cacciari (in una recente intervista). Cito alcune sue espressioni che credo facciano riflettere.
    La prima: «E poi, io che non sono credente mi interrogo: c’è un simbolo che ha dato un contributo straordinario alla nostra storia, alla nostra civiltà, alla nostra sensibilità … […] Natale non è solo dei cristiani In ballo c’è la nostra civiltà».
    La seconda: a fronte di episodi quali la scuola che abolisce il presepe nel segno del politicamente corretto; il sacerdote preso dalla paura di celebrare la messa di mezzanotte; la comunità che rinuncia ai canti tradizionali per evitare di urtare la sensibilità degli altri: «L’indifferenza avvolge cattolici e laici, non hanno presente il significato sconvolgente della festa»
    «Sono i cristiani i primi ad aver abolito il Natale. Perché non riflettono, perché non fanno memoria di questa storia così sconvolgente»…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

copertina felicia
CINISI. Felicia Bartolotta Impastato a tredici anni dalla morte

  DAL COMUNICATO STAMPA Giovedì 7 dicembre 2017, a tredici anni dalla morte di Felicia Bartolotta Impastato, Casa Memoria, il...

Chiudi