TERRASINI: c’è chi preme per la Giunta. Ma il sindaco in una nota non lascia spiragli

 


La nota è stata pubblicata ieri nella pagina ufficiale Facebook del sindaco. Risponde alle forti pressioni in atto nel Consiglio comunale all’indomani di una Seduta rivelatrice (quella di giovedì 9) e, soprattutto, a una settimana del voto regionale. Incerta per quanto fosse, Giosuè Maniaci non ha più la sua maggioranza. Ne prende atto e mette subito le cose in chiaro, non lasciando spiragli  – almeno in questa fase – a possibili rimaneggiamenti di Giunta.

aula consiglio per testoGiusto tre giorni fa, venerdì 10, pubblicavamo un articolo sull’esito della tormentata Seduta del giorno precedente (QUI IL LINK per chi volesse leggerlo o rileggerlo) in cui, fra l’altro, anticipavamo quanto poi si sta rivelando veritiero. Scrivevamo infatti: «[…] La sensazione, poi, è confermata da quanto accaduto ieri in Consiglio dove Fabio Viviano ha ripetutamente votato con l’opposizione, battendo altrettanto ripetutamente la maggioranza su punti non secondari come i compensi al Collegio dei Revisori e l’affidamento del servizio riscossione tributi a “Riscossione Sicilia”». E più oltre così concludevamo: «Il prossimo 20 novembre cade un altro appuntamento, questo sì determinante: discussione e approvazione del Bilancio, lo strumento-motore di una qualsiasi amministrazione senza il quale l’Aula di Palazzo la Grua può svegliarsi vuota. Vedremo in quell’occasione se le nostre “premonizioni” sono del tutto campate in aria o solo per metà».

Oggi la nota del Sindaco suona piena conferma a quanto da noi scritto. L’Aula consiliare di Palazzo la Grua – lo ripetiamo – potrebbe svegliarsi vuota. Ch significa? Significa che, se il Consiglio non dovesse approvare il Bilancio, viene per legge commissariato, cioè sciolto per andare a nuove elezioni, mentre il Sindaco rimarrebbe in carica con un Bilancio in buona parte ingessato. Egli sta mettendo in atto una strategia non del tutto originale, contando sul fatto che, almeno in questa fase, il suo gradimento fra i cittadini è al suo massimo confermato dal recente personale successo elettorale. È un calcolo rischioso, ma lui ci tenta. L’alternativa? Aprire alle richieste dei gruppi che premono.


Ecco il testo integrale ripreso dalla Pagina ufficiale di Facebook e alcune nostre considerazioni a margine

maniaci 1«I risultati delle elezioni regionali e gli eventi maturati in consiglio comunale nell’ultima settimana impongono delle riflessioni.
Mi preme ringraziare di cuore i 2167 terrasinesi che domenica scorsa hanno riposto la loro fiducia nel nostro progetto a favore del territorio; il nostro messaggio di ridare voce e dignità al territorio è stato compreso e premiato.

Ed è stato inoltre un segnale forte di fiducia e sostegno dato dalla cittadinanza all’amministrazione. Con duemila votanti in meno rispetto alle comunali abbiamo raggiunto il 40% dei consensi; nella storia di Terrasini, nessun Sindaco che aveva partecipato a questa competizione elettorale regionale aveva raggiunto tali risultati.

Un chiaro invito ad andare avanti nell’amministrazione di questa città così come fatto in quest’anno e mezzo. Un invito che raccogliamo mettendoci al servizio dei nostri concittadini con ancora più entusiasmo e responsabilità di prima.

Sta proprio nella chiarezza di tale risultato la chiave di lettura delle fibrillazioni e delle strumentalizzazioni emerse nelle ultime sedute del consiglio comunale.

Tutte le polemiche sollevate da alcuni consiglieri comunali nell’ultima settimana sono (come loro stessi sanno benissimo) strumentali; il bilancio infatti è stato portato in aula in ritardo perché è stato necessario durante l’anno riapprovare i bilanci del 2014 e del 2015, così come richiesto dalla Corte dei Conti. Sui servizi sociali abbiamo messo in bilancio 400mila euro (altro che “zero euro”!). Sul finanziamento al CCR abbiamo già chiesto un accesso agli atti e un incontro con l’assessorato la prossima settimana.

A questi consiglieri voglio rispondere che quando un bilancio non viene approvato, quando l’affidamento del servizio di Riscossione tributi viene rinviato, non è il Sindaco a pagarne le conseguenze, ma sono TUTTI i cittadini di Terrasini a pagare il conto.

Inoltre, queste polemiche nascondono alla cittadinanza la vera natura, il vero obiettivo dei risentimenti nei confronti del Sindaco, ovvero il “valzer delle poltrone”. Purtroppo negli anni passati siamo stati abituati a continui avvicendamenti di assessori, cambi di giunta ogni 6 mesi, frutto della necessità da parte dei Sindaci passati di accontentare a tutti i costi i consiglieri pur di mantenere una maggioranza.

Ecco, questi ragionamenti non fanno parte del mio modo di intendere la politica! Il sottoscritto non intende cedere ai ricatti di singoli consiglieri o di gruppi di consiglieri che giocano ad “alzare il tiro” nella speranza di un incarico!

Io ho profondo rispetto nei confronti del consiglio comunale, un organo che è di fondamentale importanza nella vita della città e che non può impoverirsi e trasformarsi in un’arena di scontro per semplici personalismi e meri fini politici!

Rivolgo ancora una volta l’appello fatto durante il primo consiglio comunale a tutti i consiglieri responsabili e di buona volontà, che hanno interesse a suggerire idee e proporre soluzioni ai problemi del paese. A questi consiglieri saranno sempre aperte le porte (come già successo in passato) ed essi troveranno nel Sindaco e nell’amministrazione disponibilità e supporto.

I cittadini di Terrasini possono stare tranquilli che il fine della mia attività amministrativa è il bene comune e che questo continuerà ad essere perseguito con ogni mezzo insieme agli assessori che finora hanno svolto un ottimo lavoro, ai consiglieri responsabili che lavorano per il paese, e soprattutto insieme a tutti i cittadini che non ne possono più di beghe politiche e che tutti i giorni mi incoraggiano a tirare dritto ed andare avanti!».


A MARGINE ALCUNE NOSTRE CONSIDERAZIONI


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Il consigliere Fabio Viviano

Che la candidatura di Giosuè Maniaci avrebbe avuto conseguenze negli equilibri interni al governo locale e, più in generale, nel panorama politico terrasinese era prevedibile già prima dell’esito del voto regionale. Qualunque risultato avesse ottenuto il Primo cittadino (eletto, non eletto, alto o basso consenso) era più che prevedibile che la corsa verso Palazzo dei Normanni avrebbe avuto ricadute non positive su Palazzo la Grua.

Ma facciamo un passo indietro, al momento, cioè, in cui Maniaci decide di sciogliere la riserva e accettare di intraprendere l’avventura elettorale. Che subito si presenta piena di insidie, a cominciare – senza trascurare il ruolo del sindaco di Palermo – dalla mancata accettazione della lista a Messina e a Siracusa. Le possibilità che la lista “Arcipelago” possa raggiungere il quorum necessario per ottenere seggi all’Ars sono dunque quasi nulle. E non bisognava essere esperti politologi o addetti ai lavori per capirlo.

A quel punto voci davano addirittura imminente un possibile ritiro della candidatura di Giosuè Maniaci utile solo per confermargli (misurare) il suo personale gradimento popolare che più di un anno prima lo aveva eletto sindaco.

Il gioco valeva la candela?  Era davvero necessario candidarsi se si pensa, tra l’altro, che l’indice di gradimento nei suoi confronti era già complessivamente positivo per il lavoro finora svolto? Evidentemente ci saranno state motivazioni politiche e personali che a noi sfuggono e nelle quali preferiamo non addentrarci. Forse la più semplice è che Maniaci, una volta preso l’impegno (prima che si sapesse del prevedibile flop) ha preferito correttamente mantenerlo fino in fondo.

Ma, direbbero i latini, cui prodest? A chi giova? Quale necessità aveva di misurare il battito cardiaco dell’elettorato terrasinese, sottovalutando il fatto che nel contesto locale sono presenti altre forze politiche, con il loro peso, con i loro rappresentanti istituzionali?

Allo stato attuale, infatti, numeri alla mano, questi gruppi rappresentano la maggioranza a lui non favorevole in Consiglio, e il fatto che abbiano lanciato durante la Seduta di giovedì 9 scorso il primo vero concreto segnale (rimaneggiare la Giunta), non è affatto casuale, specie nell’ottica dell’arrivo fra gli scranni, lunedì 20, del più importante strumento amministrativo: il Bilancio comunale. (La Redazione)


 

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