TERRASINI-CINISI. MENTRE A CINISI RIBOLLE L’ABUSIVISMO ASSESSORIALE, A TERRASINI SALTA IL CCR

 


CHIUSE LE URNE SI TORNA AI PROBLEMI

Chiusa la competizione elettorale, che a Terrasini ha visto protagonisti il Primo cittadino e una esponente della opposizione, si torna alle questioni che urgono. A Terrasini sono diversi i problemi aperti cui si dovrà rimetter mano così come pure a Cinisi dove però, da alcuni giorni, occupa il centro della scena il problema spinosissimo degli abusi edilizi riguardanti un assessore in carica e il responsabile dell’Ufficio tecnico. Toccherà principalmente al sindaco Palazzolo disinnescare l’ordigno mentre il Presidente Giuseppe Manzella convoca con urgenza il Consiglio e perviene in redazione un Comunicato Stampa del Movimento civico “la RiGenerazione”. A Terrasini, invece, salta il Centro Comunale di Raccolta, la qualcosa non è di poco conto anche sotto l’aspetto simbolico se si considera che l’area destinata era stata assegnata dal Prefetto al Comune in quanto bene confiscato alla mafia.

terrasini cinisi

I Palazzi municipali di Terrasini e Cinisi

A Cinisi la spinosissima vicenda delle due Ordinanze di demolizione delle costruzioni abusive di un assessore in carica e della consorte del responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune rischiano di traformarsi in un vero e proprio terremoto politico. Un terremoto, però, fino a questo momento senza seri danni apparenti, rimasto confinato fra le pagine dei giornali, non essendosi fino a questo momento accesa la ben che minima reazione da parte delle componenti politiche presenti in Consiglio e fuori.

È stato il nosro giornale a scriverne per primo giovedì 2 nov. con un servizio di redazione cautamente intitolato ABUSIVISMO CINISI. DUE MISTERIOSE ORDINANZE DI DEMOLIZIONE. COINVOLTE FIGURE ISTITUZIONALI?” , che probabilmente ha avuto l’effetto di far emergere una vicenda che altrimenti sarebbe passata sotto silenzio. Infatti domenica 5 il quotidiano “la Repubblica” dà la notizia con nuovi particolari (l’indagine parte da una segnalazione anonima alla Procura di Palermo). Ma già il giorno dopo la pubblicazione del nostro articolo, sul sito del Comune ricompaiono le Ordinanaze di demolizione con i nomi degli interessati non più coperti. Si tratta da una parte dell’assessore al Verde Pubblico Girolamo Scrivano e dall’altra della moglie del Capo Ufficio tecnico Vincenzo Evola già dimessosi dall’incarico.

Ma non è tutto qui. L’assessore Scrivano – secondo voci più che attendibili – opporrebbe una tenace resistenza alle dimissioni in questo caso d’obbligo, richiamandosi a un caso analogo di circa un anno fa relativo a un altro assessore (attualmente in carica) che, a suo tempo, si guardò bene dal dimettersi. Questo è un altro caso che – se confermato – assumerebbe contorni politici molto gravi che, oltre al sindaco, coinvolgerebbe l’intera classe politica cinisense.

Ma in ogni caso toccherà principalmente al Primo cittadino Giangiacomo Palazzolo disinnescare  con risolutezza l’ordigno, anche se la dichiarazione rilasciata quest’oggi in un nuovo servizio pubblicato su la Repubblica (“I Veleni di Cinisi“) non lascia ben sperare quando lo stesso definisce “pagliuzze” il caso delle abitazioni abusive di amministratori e tecnici.

Intanto apprendiamo che il Presidente del Consiglio Giuseppe Manzella ha convocato con procedura d’urgenza il massimo organo da lui presieduto per lunedì 13 alle ore 21.00. Nel contempo riceviamo un COMUNICATO STAMPA del Movimento civico “la RiGenerazione” che pubblichiamo.

articolo su la repubblica

L’articolo comparso domenica 5 su “la Repubblica”


articolo 2 repubblica

Il nuovo articolo di oggi (7/11) su “la Repubblica”


Il COMUNICATO STAMPA del Movimento civico “la Ri Generazione”.

rigenerazione«Il Movimento Civico “La RI Generazione”, preso atto della recente pubblicazione sull’albo pretorio del Comune di Cinisi delle ordinanze di demolizione n. 3/2017/A e n. 4/2017/A del 31/10/2017, notizia ripresa anche dagli organi di stampa locali e nazionali (quotidiano “La Repubblica”- Palermo), riguardanti alcune cariche politiche e dipendenti comunali, in seguito ad attività di verifica e controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine e delle Polizia Municipale di Cinisi, intende esprimere la propria posizione. Apprendiamo dalla stampa della diffusione di una lettera anonima, sul cui contenuto starebbe indagando la Procura di Palermo. E’ indubbio che condanniamo questo strumento di denuncia che, in alcuni casi, è finalizzato a danneggiare la reputazione e la dignità delle persone, ma dobbiamo anche registrare, a partire dal contenuto delle recenti ordinanze di demolizione, che i fatti oggetto di denuncia sono gravi. Pertanto prendiamo assolutamente le distanze e auspichiamo che le indagini vadano avanti per fare luce sulla questione e tutelare gli interessi della collettività.
Ci auguriamo inoltre, per ragioni di opportunità politica e di rispetto verso i cittadini, che si chiariscano le posizioni dei soggetti coinvolti e si prendano opportune azioni politiche in tal senso, considerando che chi ricopre una carica pubblica deve garantire trasparenza sulla sua persona e deve essere da esempio ai cittadini, ai quali si chiede il rispetto delle leggi».

Cinisi, 07/11/2017 Movimento Civico “La RI Generazione


Per quanto riguarda Terrasini

anche qui premono i problemi non certo risolti dalla campagna elettorale. Il Sindaco Maniaci li conosce bene e sa come affrontarli con la Giunta, ma noi vogliamo qui ricordarne solo alcuni per i nostri lettori prima di soffermarci sul CCR “saltato”.

IL DEPURATORE.
Le sorti dipendono in larga misura dal Commissario nazionale Straordinario e dal nuovo governo regionale che da qui a poco si insedierà a Palazzo dei Normanni. Ma dipendono anche dalla disponibilità, dall’apertura e dall’intelligenza delle due civiche amministrazioni limitrofe a rivederne il progetto e l’ubicazione in una effettiva logica comprensoriale. Sembra sia questa l’indicazione che proviene dall’alto (Commissario nazionale) e sembra anche che su questo si sia discusso nelle trascorse settimane. Vedremo se le angustie del campanilismo anacronistico sarà una volta tanto spazzato via assieme con lo sperpero di denaro pubblico.

L’INQUINAMENTO. Sotto questa voce (oltre al depuratore) compaiono il Torrente Furi e il Nocella. Per quanto riguarda il primo, all’inizio dell’estate scorsa sono stati effettuate alcune verifiche per capire quali fossero le fonti inquinanti (liquami fognari) sfocianti al di là del molo di ponente del porto peschereccio. Dopo quelle prime verifiche, non pare risolto il problema, a meno che non vi siano altre spiegazioni convincenti che a noi sfuggono. Per il Nocella, invece, è in atto una particolare “attenzione politica” e ambientalista che però dovrebbe concretizzarsi nel tanto discusso “Protocollo d’Intesa” fra i Comuni che insistono nel sito di San Cataldo. Sappiamo, ad esempio, che la Capitaneria di Porto è presente e vigile, ma non basta. Occorre un fronte comune che faccia sentire forte l’indignazione dell’opinione pubblica tanto da essere udita fin sugli Uffici della Procura palermitana.

IL SOTTOPASSO FERROVIARIO. Si fa? non si fa? Il fianaziamento c’è e permane? il progetto è ultimato e presentato? Il Capo della Protezione civile regionale è sempre al fianco dell’Amministrazione civica? Tralasciamo altri interrogativi e anche le lusinghe dell’altro sottopasso la cui sorte dipenderebbe dai privati.
È una esigenza seria su cui non è consentito a nessuno giocarci su.

CENTRO DI STOCCAGGIO-COMPOSTAGGIO (Contrada Paterna). Si è in attesa del responso della Commissione Regionale. Sono state presentate tutte le controdeduzioni del caso e il sindaco stesso, come si ricorderà, ha depositato una dettagliata relazione contraria alla realizzazione. Vedremo cosa accadrà … ora!

IL CENTRO COMUNALE DI RACCOLTA (CCR).  Almeno per il momento, non vedrà la luce. Questo il risultato messo nero su bianco nella tabella pubblicata il 30 ottobre dal Dipartimento regionale delle Acque e dei Rifiuti, lo stesso da cui dipende la sorte del centro di stoccaggio. Il sindaco aveva preannunciato in una conferenza stampa di alcuni mesi fa l’avvio delle procedure per l’ottenimento del finanziamento e la realizzazione della struttura in un’area confiscata alla mafia e assegnata al Comune dal Prefetto di Palermo. L’attuale CCR vicino all’attuale centro (del tutto improprio e provvisorio) si trova ubicato, come è noto, lungo la Statale 113, poco dopo il Cimitero, non lontano dall’area su cui dovrebbe sorgere il nuovo. La bocciatura rappresenta un fatto molto grave non foss’altro per la destinazione del sito che era stata “motivata” all’atto dell’assegnazione al Comune da parte del Prefetto in quanto bene confiscato alla mafia. Cosa sia realmente accaduto sarà oggetto nei prossimi giorni di un nostro approfondimento poichè non può passare come un semplice incidente di percorso il duro colpo inferto alla politica di igiene ambientale avviata in questi mesi dalla Giunta. Il CCR è infatti uno “strumento” fondamentale per un primo corretto deposito dei rifiuti differenziati.

La richiesta di finanziamento era scaduta il 12 luglio di quest’anno e l’Ufficio tecnico del Comune guidato dall’Ing. Fabio Tuttolomondo aveva predisposto il progetto con la quantificazione del finanziamento richiesto secondo i calcoli effettuati (documentazione inviata ben prima della scadenza).

A fine ottobre, sempre di quest’anno, viene pubblicato il D.D.G. n.1484 del 26 ottobre 2017 di valutazione delle istanze pervenute entro il 12 luglio 2017 in cui Terrasini compare con un segno negativo.

tabella regionale

La “Tabella C” da cui si evince la bocciatura del finanziamento


 

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