I Racconti Di Felix Bruckner e La Baia Di San Cataldo. “L’EREMITA”

 


Scrive Bruckner: «Tutto nasce da una sentita partecipazione, utilizzando il mezzo della scrittura. Per far pensare, ricordando sempre, che non c’è futuro se si disconosce il proprio passato». La pubblicazione dei racconti sta suscitando notevole interesse. Con “L’eremita” di oggi siamo al quarto racconto. I due precedenti Il tenente”,Fatima” e “Dopoguerra“. Mancano altri due racconti e il ciclo di Bruckner si concluderà con la cronaca di un fatto realmente accaduto a San Cataldo alla fine degli anni Quarante del Secolo scorso.

san cataldo

macchina scrivere testoL’Autore ha scelto di non presentarsi col suo vero nome.
Felix Bruckner non da oggi è innamorato della Baia Di San Cataldo e, giusto in coincidenza con la rinata attenzione per quel sito di insolita bellezza, ci ha inviato alcuni dei suoi brevissimi racconti, veri affrechi incastonati fra storia, fantasia e realtà ispirati a quella baia ricca di storia materiale e umana. E così, convinti di far cosa gradita alle nostre lettrici e ai nostri lettori, pubblicheremo uno a settimana i sei racconti da noi prescelti.


L’EREMITA

Oggi. Un anno era passato dall’ultimo sguardo furtivo, veloce e silenzioso come l’apparire di un barbagianni. Oggi l’avrebbe sicuramente rivista ed il solo pensiero innescava esplosioni interne che apparivano man mano incontrollabili. Da tempo era entrato in un limbo interrogante. Aveva guardato dentro di sé rivelandosi un profondo cambiamento. Stava perdendo la fede. Stava, piano piano, scivolando su un altro piano attentivo e dedittivo. Non riusciva più a riconoscersi nel suo saio di frate di terzordine che aveva fatto voto di obbedienza, castità, preghiera, modigeratezza.

Ad innescare il tutto era bastato uno sguardo di femmina. Linorio aveva già compiuto 50 anni, tutti dedicati all’eremitaggio in luoghi isolati, immersi nelle bellezze del creato. L’eremo di San Cataldo era stato l’ultimo in ordine di tempo. Aveva fatto richiesta presso il Cardinale Francesco Brunaccini       primate della diocesi di Monreale su sollecitazione del principe di Patti, Vernagallo che aveva lamentato, presso il suddetto cardinale, la mancanza di un custode per la Chiesetta intitolata a San Cataldo, costruita in epoca normanna in una contrada che era baciata da Dio per le bellezze e per le varie attività che ivi allocavano.

A241-Pinelli-Eremita-924x658Una volta all’anno nell’Eremo si svolgeva la benedizione degli animali, precisamente il giorno dell’Assunta, e moltissima gente dei paesi viciniori portava doni e i propri animali per la benedizione. Nel contempo ne approfittava per vivere una giornata all’aria aperta in un posto meraviglioso. Un clima di festa aleggiava e fu proprio in quell’occasione che Agata Palmeri, vedova Salsedo, posò lo sguardo negli occhi di Linorio. Fu un attimo. La scintilla si accese, chissà per quali insondabili alchimie, e dentro Linorio iniziò un precipitoso e incontrollabile cambiamento.

Ormai erano settimane che non riusciva a mettere a quiete i propri pensieri e i propri sogni. Capiva che doveva andare a Monreale a parlare con un confessore benedettino, ma abbisognava del permesso dell’arciprete Ciravolo di Carini, suo diretto superiore. Non era cosa almeno per oggi. Troppi impegni, troppo importante il momento, troppi occhi devoti. Aveva ormai solo un prioritario pensiero; rivedere lo sguardo di quella donna che le aveva parlato dritto al cuore.

Già dai sentieri scendevano le mandrie e le greggi con suoni festosi e nuvole di polvere. I suoi occhi scrutavano. Era ormai entrato in un’altro universo.

Felix Bruckner


 

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