VIOLENZA NEL CENTRO STORICO: IN TRE INSEGUONO UNA RAGAZZA. SALVATA A STENTO

 


UN POMERIGGIO DI ORDINARIA VIOLENZA DI FINE ESTATE. NON VOGLIAMO ENFATIZZARE L’ACCADUTO, MA SE NON SI CORRE AI RIPARI SONO EPISODI DESTINATI A MOLTIPLICARSI. LO RIPETONO DA TEMPO I COMITATI CITTADINI E QUALCHE CONSIGLIERE. CRESCE IL MALESSERE NELLA CITTADINANZA. E LA PROSSIMA ESTATE COSA CI RISERVERÀ? UNA PROPOSTA DEL NOSTRO GIORNALE.

Dopo la maxi rissa sul Lungomare di alcune settimane fa, dobbiamo purtroppo registrare un ennesimo episodio verificatosi questa volta in pieno centro storico. È accaduto nel tardo pomeriggio di venerdì 1 settembre. Tre giovinastri – forse “strafatti” – inseguono una ragazza per malmenarla. Perchè – direte – ne parliamo solo oggi a distanza di più di una settimana? Seguiteci e capirete il motivo.

via dell'arcoL’inseguimento da brivido inizia nella parte bassa di Via Dell’Arco e si conclude nella Piazzetta Titì Consiglio dove vi sono alcuni pub. Le sequenze della scena – riferite da alcuni testimoni attendibili – sembrano uscite da un film di Quentin Tarantino.

Sono le ore 19 di venerdi 1 settembre allorchè si odono delle urla provenienti dal fondo della caratteristica viuzza che finisce direttamente nella piazzetta. Cosa mai sarà accaduto questa volta? È in atto l’inseguimento di una ragazza che invoca aiuto: “M’ammazzano!”. A stento riesce a rifugiarsi in un pub della Piazzetta Consiglio. Lì viene quasi acciuffata dai tre energumeni, ma l’intervento degli esercenti del pub calmano in qualche modo i tre. La ragazza a quel punto esce, l’inseguimento riprende e questa volta trova rifugio in un altro pub a qualche decina di metri dal primo. Lì, però, i tre forsennati incontrano la ferma e dura reazione dei gestori (persone ben piantate) che li riducono piuttosto maluccio. Arrivano carabinieri, polizia e due guardie giurate e la calma ritorna dopo un paio d’ore.

Questi i fatti essenziali, ma i particolari descritti dai testimoni – che volutamente tralasciamo – danno i brividi. Che fine abbiano poi fatto gli aggressori e la ragazza non sappiamo, ma qui importa realtivamente saperlo poiché gli scarni elementi che vi abbiamo fornito (senza il morto per fortuna, ma fino a quando?) non vogliono esaltare la cronaca, ma indurre tutti alla più doverosa e civile riflessione sulla deriva imboccata da alcuni anni a questa parte da questo benedetto paese. Che meriterebbe ben altro!

In questa riflessione è a nostro avviso centrale il seguente interrogativo: CHE VOGLIAMO FARNE DI QUESTA TERRASINI? Lo ripetiamo da gran tempo; lo ripetono e lo denunziano a gran voce le associazioni, i comitati cittadini e uno sparutissimo drappello di consiglieri comunali. Qualcosa, è vero, si è mosso, ma troppo poco a fronte delle profonde ferite e storture che rischiano di cronicizzarsi a cominciare dall’assetto di Piazza Duomo dove ritornano imperterrite le orride tende plastificate. Ma dove sono finite – ci si chiede da più parti – le precise direttive dettate dalla Sovrintendenza regionale? (Ma questo è, in apparenza, un altro discorso).

piazza titì consiglioRitorniamo all’Ordine Pubblico. L’interrogativo sul “che fare” trasformiamolo, allora, in un promemoria da girare ai singoli componenti dell’Amministrazione comunale (Giunta e Consiglio insieme), senza distinzione fra “maggioranza” e “minoranza”, poichè non sarà consentito più a nessuno di sfuggire alle proprie responsabilità. Hanno chiesto i voti casa per casa? sono stati eletti dal così detto “popolo sovrano”? ora svolgano il loro compito istituzionale nel miglior modo e senza eccezioni. A nessuno, uomo o donna, giovane o vecchio, sarà consentito di girarsi dall’altra parte. Calibrare, dunque, la “strategia dell’attenzione” perchè anche e soprattutto su questo terreno – se non lo si è ancora compreso – si gioca il futuro di Terrasini.

Il nostro giornale non vuole essere una voce nel deserto; vuole muovere l’acqua cheta, che sembra star bene ad alcuni, ma non a molti. Lancia allora una proposta che si inscrive nell’ambito e nello spirito della così detta “Cittadinanza Attiva”, che non può limitarsi (lodevolmente) a spazzare qualche cunetta, a ripulire qualche spiaggia o a segnalare su Facebook la lampadina spenta sulla pubblica via.

La nostra proposta consiste nel dar vita a una sorta di COMMISSIONE CONSULTIVA COMUNALE MISTA (rappresentanti del Consiglio comunale, di comitati cittadini, di associazioni, di parrocchie, di associazioni culturali e sportive) col compito specifico di:
-analizzare la situazione generale
dello stato del paese anche sotto il profilo dell’ordine pubblico;
-vagliare più attentamente l’assetto organizzativo-strutturale di intrattenimento non soltanto
di Piazza Duomo e del centro storico anche alla luce delle direttive della Sovrintendenza fino ad ora – come detto – totalmente disattese;
-trasmettere al Sindaco,
alla Giunta e al Consiglio, nel volgere di un breve lasso di tempo, un pacchetto di proposte alternativo all’attuale stato di cose (localizzazione spettacoli, orari, applicazione delle Ordinanaze del sindaco, consumo alcolici ed emissioni sonore, attivazione di un adeguato controllo del territorio da parte delle Forze dell’ordine e, in primis, della Polizia Urbana, che si dice essere sotto organico e quindi sottotono, ove però il “sotto organico” non può divenire un alibi).

Sappiamo che non se ne farà nulla poichè, come dicevano i latini, “aqua cheta non movere”, che equivale a dire che le cose – almeno qui da noi – così come stanno restano e vanno. Ma poichè a noi piace rompere le scatole, la muoviamo quest’acqua per evitare che marcisca.


 

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