Pescatori Da Terrasini A Gloucester: Ce Ne Parla l’Antropologo Franco La Cecla (video)

 


“IN ALTRO MARE”, questo il titolo del bel documentario realizzato nel 2009 dall’antropologo e documentarista palermitano (terrasinese d’adozione), Franco La Cecla. Nel 2010 trionfò nella 7ª Edizione del più blasonato tra i festival cinemtaografici statunitensi dedicati al mare, l'”OCEAN FILM FESTIVAL” di San Francisco.

In+altro+mare+3 - Copia

San Pietro a Gloucester. L'”antinna a mmari” con i pescatori terrasinesi

 

Abbiamo incontrato l’antropologo di fama internazionale Franco La Cecla, terrasinese d’adozione (per molti anni ha vissuto a Terrasini con la famiglia d’origine proprio nel Belvedere che sovrasta la Ciucca). Con lui, pochi giorni fa, abbiamo tentato di cogliere l’origine del suo documentario, In altro mare“, che ha al centro il vissuto quotidiano dei pescatori di Terrasini che, emigrati da tempo negli Stati Uniti, hanno esportato nella linda e rilucente baia di Gloucester le antiche tecniche e tradizioni della pesca siciliana. I riti, le feste, la dura vita di questi pescatori che, pur confortati dalle più moderne tecnologie, non hanno voluto rinunciare alle antichissime tradizioni della loro terra.

la cecla 2

In primo piano l’antropologo Franco La Cecla

Gloucester è un’isola collegata con un ponte alla terraferma, non lontana dalla mitica Nantucket di Moby Dick. Vi vivono oltre ventimila terrasinesi che hanno mantenuto dialetto, usi, feste.

Il lungometraggio mostra scorci ed episodi della vita lavorativa e festiva degli emigrati siciliani nella cittadina di mare statunitense. Si tratta di uomini emigrati sì da Terrasini, ma anche da Porticello e altri borghi marinari della Sicilia verso la costa americana, dall’Italia all’America, dal Mediterraneo all’Atlantico, alla ricerca di migliori condizioni lavorative e di vita. Il rito isolano si mantiene in vita anche nel Nuovo Mondo perché al di là dei rischi del mestiere, il bisogno di coesione sociale in terra e acque straniere hanno spinto i primi immigrati siciliani e i loro discendenti ad invocare a gran voce la protezione dei loro Santi e a rafforzare le proprie tradizioni festive e religiose.

«Il mio film ha stupito perché racconta un mondo che conoscono pochi – dice la Cecla – fatto di gente che vive ancora a cavallo tra due mondi e due ere».

Ma per quanto storiografico, La Cecla nel suo documentario tocca anche temi attuali, brucianti. Primo fra tutti la lotta tra le comunità costiere e le fattorie del mare, cioè tra l’industria multinazionale della pesca e la pesca tradizionale.

«Oggi – osserva La Cecla, evidenziando la disparità di forze – stanno prevalendo le “fattorie del mare” che in barba alle leggi sulla conservazione pescano con reti a strascico in cui potrebbero entrare sette Statue della Libertà. Eppure i pescatori non si danno per vinti, piuttosto  che tornarsene a Terrasini, come a volte accade e come le grandi multinazionali vorrebbero, si ostinano a restare e a dare battaglia».

L’INTERVISTA

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