IL SINDACO ANNUNCIA: «PRESTO IL SOTTOPASSO FERROVIARIO, UN EVENTO STORICO PER TERRASINI» (video)

 


Nella tarda mattinata di oggi si è svolta la conferenza stampa del sindaco Giosuè Maniaci con al fianco il responsabile regionale della Protezione civile. L’annuncio è di quelli forti: prossima la realizzazione del tanto agognato sottopasso che, metaforicamente, rimetterebbe in contatto il paese col resto del mondo. I soldi ci sono, la determinazione pure. Ma nel corso della conferenza stampa si apprende anche che i sottopassi sarebbero anche due.

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A volerci riflettere questo sottopasso di imminente realizzazione annunciato in pompa magna dal sindaco e dal responsabile regionale della Protezione civile, potrebbe – usiamo il condizionale – rasentare la banalità.

Infatti la realizzazione di un misero sottopasso ferroviario, che consentirebbe a 12 mila anime di rimettersi direttamente in contatto col resto del mondo, è quanto di più ovvio possa esserci. Ma l’ovvietà, che si accompagna alla banalità, è spesso relativa al contesto dei luoghi e della microstoria in cui essa prende forma per cui ciò che in un luogo qualsiasi d’Italia può apparire un’opera scontata, qui, fra noi, finisce con l’assumere grandiosità pubblica quando si osserva che ci son voluti oltre 60 anni perché questo annuncio si concretizzasse.

E ce voluto un sindaco, che avrà mille difetti e limiti, che avrà commesso errori e, in certi casi, qualche forzatura, ma di cui non si può dire che non lavora mettendoci tutta l’anima senza troppi fronzoli, puntando al concreto. Questo è o dovrebbe essere il pane quotidiano degli amministratori, ma da noi, qui, in questa terra di lassismo e menefreghismo, questo sottopasso che vedrà presto la luce finisce con l’assumere la potata di un traguardo storico.

Commentava l’altro giorno un cittadino: «Se Giosuè risolve veramente questo problema resterà sindaco per altri 15 anni».

È probabile, ma noi chiediamo di più a Giosuè Maniaci. Chiediamo il “recupero” del nuovo Piano Regolatore giacente ancora nel chiuso di un ufficio per responsabilità di chi in questi lunghi anni ha amministrato (consigli e giunte); chiediamo il depuratore, la cui realizzazione in parte dipende da noi; chiediamo che si inizino a riempire e a rimboschire gradualmente le cave che deturpano e mettono a rischio la zona collinare (non esiste soltanto il mare); chiediamo la sistemazione degli accessi al mare e il nuovo centro di raccolta comunale dei rifiuti (CCR).

Ecco, su questo, come su altro ancora, anche se riuscisse il Primo cittadino a portarne a soluzione meno della metà, troverà il necessario e sicuro sostegno dei cittadini onesti, di quelli, cioè, che non gli chiederanno mai nulla per se stessi, ma per tutti. E potrebbe anche restarci a vita.

LE FASI PRINCIPALI DELLA CONFERENZA STAMPA

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