STRAGE BORSELLINO. Dopo l’assoluzione di Scarantino riproponiamo la nostra intervista del 2014 all’avvocato Rosalba Di Gregorio

 


La Corte d’Appello di Catania, a pochi giorni dall’anniversario della strage di Via D’Amelio, ha emesso la sentenza di revisione del processo a carico degli imputati. Tutti assolti i 7 condannati all’ergastolo, Scarantino fra questi. False, dunque, le “verità” degli apparati dello Stato più o meno deviati accreditate a suo tempo. «L’avvocato del diavolo». Così un noto giornalista soprannominò anni fa Rosalba Di Gregorio, professionista seria e stimata, radicale, da sempre impegnata senza paraocchi sul fronte del Diritto, autrice del libro “Dalla parte sbagliata” scritto insieme con la giornalista palermitana Dina Lauricella. L’avvocatessa, fra l’altro, ha difeso e difende uomini del calibro di Provenzano e di altri del gotha di “Cosa nostra”. Determinante il suo contributo per l’accertamento della verità sul ruolo di  Vincenzo Scarantino nella strage.


di Giuseppe Ruffino


 

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Il 23 luglio del 2014, pochi giorni dopo il 22° anniversario della strage di Via D’Amelio, pubblicammo l’intervista video di Rosalba Di Gregorio (il servizio fu realizzato insieme con “Cinisi online”) che oggi vi riproponiamo alla luce della recente sentenza assolutoria. Facemmo precedere l’intervista da una nota di cui oggi trascriviamo alcune parti:

“Ora che sulla ricorrenza del 19 luglio i riflettori si vanno smorzando, è bene cedere il passo all’analisi dei fatti, perché di Paolo Borsellino e di tutte le stragi di mafia è giusto parlarne anche oltre le liturgie previste dal calendario. E questo libro (Castelvecchi Editore, 2014, pp.200) implacabile nell’analisi dei fatti, può aiutarci a riflettere e a meglio capire. Credevamo, infatti, di aver capito tutto o quasi, e invece la strada verso la Verità – se mai sarà raggiunta – è ancora lunga e tortuosa.

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L’avv. Rosalba Di Gregorio

“Ma alla fine, quando chiudi il libro, almeno un dato ti è rimasto in testa e cioè che, in realtà, non ci sono “parti sbagliate” e “parti giuste”, ma solo la tenace volontà di affermare il Diritto, cercando, quanto più possibile, la reale concatenazione dei fatti, ossia la “verità”. Questo libro è soprattutto una minuziosa analisi del ruolo svolto da determinati “pentiti” nelle stragi di mafia e, segnatamente, in quella di Via D’Amelio. Mette in guardia dal falso costituito a tavolino, dai falsi che, imbeccati, montano verità non vere, che “depistano”, come nel caso di Vincenzo Scarantino sull’assassinio di Paolo Borsellino e dei ragazzi della scorta.

“Tanto inverosimili sono le sue ricostruzioni da esser credute, determinando condanne di innocenti per 17 anni di galera. False verità accreditate da apparati dello Stato più o meno deviati. Su tutto l’ombra delle “torture di Stato” attuate nei bracci speciali del 41 bis di quegli anni, che costituirono, drammaticamente, efficace strumento persuasivo per imboccare, anche, verità di comodo.

“«Rosalba Di Gregorio – scrive il dott. Domenico Gozzo nella sua prefazione al libro – è una persona che ha una faccia sola. Ha sempre detto ostinatamente le stesse cose sul processo di Via D’Amelio … Non è un avvocato di mafia. È un avvocato».

“E Peter Gomez, del “Fatto Quotidiano”: «Il giornalismo d’inchiesta si nutre di dubbi e domande. Non deve avere pregiudizi […] Per questo “Dalla parte sbagliata”, il bel libro che la straordinaria reporter di “Servizio Pubblico” Dina Lauricella ha deciso di scrivere con Rosalba Di Gregorio, storico avvocato del gotha di Cosa Nostra e oggi difensore anche di Bernardo Provenzano, è un’opera importante e destinata a far discutere …». […………]

“La storia d’Italia, della Repubblica democratica nata dalla Resistenza, è lastricata di misteri. Lo sapevamo e non dovremmo stupircene oggi dinanzi agli ultimi Dalla-parte-sbagliata“depistaggi”.
[…………]

Scrisse Pier Paolo Pasolini a proposito della strage fascista di Piazza Fontana a Milano: «Io so chi è stato, ma non ho le prove …».
Anche noi sappiamo e, così come scrive Lucia Borsellino, potremo forse non vederla la Verità vera, ma ne pretendiamo la ricerca”.
[…………………]

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