“LE PAROLE DEL TEMPO PERDUTO” di Roberto Sottile, sarà presentato a Cinisi nella nuova Biblioteca comunale

 


Il nuovo lavoro di ricerca del linguista Roberto Sottile* ha come protagoniste le parole siciliane di una volta, quelle che affiorano dai ricordi, dalla memoria dell’infanzia e degli affetti. Una sorta di lessico familiare del siciliano.

copertina 2Dunque, ci siamo: si moltiplicano in un continuum fra terra e mare le iniziative culturali delle due Cittadine cugine, CINISI da una parte con “Altre Sicilie. Tra terra e libri” e TERRASINI dall’altra con “Un mare di Libri” alla sua seconda edizione. Entrambe – come gli stessi titoli indicano – mettono al centro interessanti rassegne dell’editoria siciliana. Sono iniziative, queste, salutate da più parti con grande favore e speranza, quale segno di un mutamento già in atto nelle nostre Comunità. È anche questa, così come altre iniziative estive, la strada da percorrere. (La Redazione)


BIBLIOTECA CINISI

La nuova sede della Biblioteca in Corso Umberto Primo

MARTEDÌ 11 LUGLIO ALLE ORE 21.00
nella terrazza della nuova Sede della Biblioteca comunale 

navarrapresentazione della coinvolgente ricerca linguistica che si inserisce nella iniziativa Altre Sicilie. Tra terra e libri, rassegna d’estate organizzata da Navarra Editore insieme con Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato e la collaborazione della Biblioteca comunale “F. Paolo Abbate”.

 

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Roberto Sottile

«Le parole del tempo perduto – si legge in una recensione –  sono quelle che oggi si sentono sempre meno, che le generazioni di quarantenni e di cinquantenni hanno avuto l’occasione di conoscere attraverso i più anziani. Sono parole solo siciliane o solo meridionali, in grado di raccontare la specificità della millenaria storia culturale della più grande isola del Mediterraneo. Di esse in questo libro si racconta la storia e se ne parla giocando e ironizzando con i significati e con i modi di dire nei quali vivono, così come sono documentati nel “Vocabolario Siciliano di Piccitto-Tropea-Trovato”. Se ne riporta l’etimo sulla base delle proposte di Alberto Varvaro, uno dei più grandi linguisti del Novecento; se ne citano, a campione, gli esempi rinvenibili nelle opere degli autori siciliani: Camilleri, Sciascia, Consolo, e ancora Grasso, Agnello Hornby, Alajmo e altri. Essendo le parole del ricordo, dell’infanzia e degli affetti, affiorano casualmente, per libere associazioni, e non potevano dunque essere presentate in un asciutto ordine alfabetico; si troveranno piuttosto in coppia, una per pagina e, se lette in orizzontale, sarà sempre possibile trovare tra loro una qualche affinità. Al lettore il compito di scoprirla o di crearne di nuove, per dare anche in questo modo una nuova ‘accianza’ di sopravvivenza alle parole dialettali».


«Un viaggio attraverso lo spazio linguistico e culturale del dialetto siciliano capace di raccontare le specificità della millenaria civiltà della più grande isola del Mediterraneo».

Gli altri appuntamenti previsti: MARTEDÌ 18 luglio con “Operazione Lure” di Salvatore Parlagreco; DOMENICA 23 luglio  con “Oltre i Cento Passi” di Giovanni Impastato e MARTEDÌ 8 agosto con “Portella della Ginestra” di Mario Calivà.

locandina


* Roberto Sottile insegna Linguistica italiana nel Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Palermo. Fa parte del Comitato Scientifico dell’Atlante Linguistico della Sicilia (ALS). Si è occupato di lessicografia geo-etnodialettale (Lessico della cultura dialettale delle Madonie. 1. L’alimentazione, 2. Voci di saggio, Palermo 2010-2011) e del rapporto tra dialetto e mondo giovanile (Il dialetto nella canzone italiana degli ultimi venti anni, Roma 2013). Con Giovanni Ruffino ha pubblicato “Parole migranti tra Oriente e Occidente” (Palermo 2015), una raccolta di voci dialettali di origine araba che attraverso la Sicilia si sono diffuse in Europa e nel bacino del Mediterraneo.


 

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