LA TERRASINI CHE (non) VOGLIO

 


Non ce ne vogliano i bravi e impegnati aderenti al Gruppo “Giovani per Terrasini” (coordinato da Arianna Fiorenza) se prendiamo a prestito (parodiandolo) il tema del loro Concorso fotografico “La Terrasini che vorrei” per titolare questo articolo. Uno spunto Politico per introdurre la riflessione di Antonio Palazzolo fondatore del Meetup “Terrasini in Movimento 2030”. Palazzolo, senza volerlo, ripropone indirettamente l’eterno dualismo tra i positivi del “bicchiere mezzo pieno” e i negativi del “bicchiere mezzo vuoto”. L’obiettivo Politico più che apprezzabile (positivo) del Gruppo “Giovani per Terrasini” è sicuramente quello di aggregare e, in particolare, di stimolare, attraverso la fotografia, la valorizzazione del territorio in cui viviamo. Bene, proposito più che produttivo sia dal punto di vista economico che culturale. Ma c’è anche chi  – come nel caso di Palazzolo –, per formazione o indole, esamina e fissa la realtà, muovendo dal negativo, da un diverso angolo di visuale. Chi “fotografa” bene e meglio? Noi crediamo che non esista un solo e unico (grand)angolo di visuale per indicare quel che va o non va, ciò che va cambiato o mantenuto. Per cui tutti coloro che sinceramente amano il nostro paese farebbero bene a trovare un punto di equilibrio poichè il bene di Terrasini dipende sia dai bicchieri mezzi vuoti che mezzi pieni. (Giuru) 

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(foto di Giacomo Viviano)


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di
Antonio Palazzolo


Questa è la fase storica del Noi Vs Loro. “Noi” persone normali, magari nati borghesi e ora indefinibili, in ogni caso senza futuro, e “loro” il Sistema che tenta di rigenerare se stesso pur di mantenere i privilegi del passato.

Anche se sono passati anni da quando il Movimento 5 stelle è entrato nelle dinamiche politiche, non è ancora cambiato niente, siamo ancora ai tempi di Monti e Fornero. Si sono soltanto susseguiti governi fotocopia e nell’ultimo periodo tendenti al bischero.

Nazionale o locale è la stessa cosa. “Altri” decidono da anni (e continuano a farlo), rappresentando interessi non ben decifrabili, sicuramente non a vantaggio della Comunità.

Tanto per fare un esempio, con tutte le licenze in deroga al piano regolatore (scaduto da oltre un decennio!) si sarebbe dovuto far cassa (anche con le licenze dei bar), magari potenziare la manutenzione del paese o migliorare l’arredo urbano … Invece il nulla. Dobbiamo sempre ringraziare e sottolineare l’azione ENCOMIABILE, ma comunque estemporanea, di concittadini che donano tempo e liquidità per migliorare un singolo luogo.

Prima della pulizia-2Altro sarebbe vedere strisce pedonali, cestini, stop, semafori, indicazioni stradali periferiche; magari anche telecamere, filodiffusori, rilevatori acustici e chissà che altro …

Tutto è cambiato in amministrazione, eppure nulla è cambiato guardando gli atti del Comune.

La costante sono gli Uffici, i dirigenti che ci dirigono verso il baratro. Il TRASH ha ingurgitato il nostro paese. Terrasini sta mutando velocemente e il loro modello è lo ZEN di Palermo, quando tutti noi credevamo potessimo ambire a concorrere con San Vito …

E dunque, dove per trent’anni abbiamo tutti aspettato un sottopasso alle spalle delle scuole medie, stanno facendo un mega centro commerciale che darà la mazzata finale ai minimarket locali, tutti!

Dove avevamo una bellissima entrata alberata in via Partinico adesso c’è un altro centro commerciale con prossima stazione di servizio, magari H24 con bar (per l’ultimo cicchetto prima di rientrare a casa direzione Partinico, dopo una notte “da sballo” tra i suq del centro); dove si dovrebbe puntare decisamente all’agro-turismo, come in Contrada Paterna, scelgono di piazzare un centro di compostaggio e stoccaggio rifiuti che presenta tutte le caratteristiche di pericolosità per far allarmare tutti quelli che di rifiuti ne sanno!

COPERTINA PULIZIA

Torre Alba (potrebbe essere un centro culturale d’eccellenza)

Potrei continuare, ma sarei ridondante. Piuttosto vi chiedo di guardarvi intorno e se la Terrasini che vedete non è quella dei vostri ricordi, né dei vostri sogni, tornate ad incazzarvi!

Parlatene apertamente: forse sollevare lo sdegno nell’opinione pubblica è l’unica arma rimasta al buon senso.


 

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