Biblioteca comunale, oggi la nomina del nuovo Consiglio dopo le roventi polemiche degli anni scorsi

 


Si rinnova il Consiglio della Biblioteca comunale e del Comitato di Vigilanza dell’Archivio Storico. A formalizzare le nomine il Sindaco Giosuè Maniaci oggi pomeriggio in una Conferenza Stampa alle ore 17,00 nell’Aula Consiliare. Da indiscrezioni si fanno i nomi di Antonio Catalfio (Biblioteca) e della Dott.sa Antonella Consiglio (Archivio Storico). In coincidenza con l’evento riproponiamo un servizio (2ª parte) di Antonio Catalfio pubblicato sul nostro giornale nell’ottobre del 2014 durante le roventi polemiche che avevano visto il degrado dell’importante istituzione culturale stravolta nel suo assetto organizzativo e funzionale.

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BIBLIOTECA

 

La Biblioteca Comunale, la Sua Storia, le Attività e la Rinascita a Palazzo Cataldi, il Presente e il Futuro

di Antonio Catalfio (ottobre 2014 –parte 2ª, fine-)

 

Claudio Catalfio fu Presidente della Biblioteca dalla sua fondazione nel 1972 fino al 1992, e in quel ventennio la massima Istituzione culturale della cittadina del Golfo si impose come primario strumento per l’autoformazione del cittadino.

Il patrimonio librario si accresceva sempre più, l’emeroteca, la sala dove vengono conservati quotidiani e riviste, con la raccolta del Giornale di Sicilia, interrotta colpevolmente dopo quasi quarant’anni, consentiva la lettura a chi non poteva permettersi l’acquisto di un quotidiano, la discoteca, che possiede una bellissima collezione di dischi in vinile di jazz.

Negli anni novanta venne istituita la sezione ragazzi che rimane fondamentale per la crescita culturale dei fruitori più giovani, che da piccoli imparano a respirare la cultura frequentando giornalmente la biblioteca per studi e ricerche. La donazione dell’on. Agostino Di Stefano, già deputato nazionale del Movimento Sociale Italiano, di una importantissima collezione originale degli anni del fascismo, consentì l’istituzione di una Sezione specializzata, mentre il Direttore Cascio istituì anche la Sezione sul Mare.

Numerosi gli incontri, le presentazioni di libri, le mostre, il premio Biblioteca Comunale al miglior componimento su Terrasini degli studenti della scuola media. La mostra di Arte Sacra, curata da Adriano Catalfio, negli anni ottanta, che svelò un patrimonio artistico sconosciuto a molti. Furono presidenti della Biblioteca anche il dott. Giacomo Consiglio, Sindaco di Terrasini negli anni sessanta e, dopo la scomparsa di Catalfio, Agostino Cardinale, anch’esso sindaco nel 1990, persona di cultura e instancabile organizzatore di manifestazioni culturali.

Claudio Catalfio

Claudio Catalfio nel 1972 durante la celebrazione di un matrimonio civile. È l’anno della fondazione della Biblioteca. Gli sta accanto Salvatore Cascio

Ma nel 1993, avviene una disastrosa vicenda, la vecchia sede della Biblioteca subisce uno sfratto esecutivo, l’amministrazione Mele, a poco più di una settimana dal suo insediamento, si ritrova a fronteggiare, senza riuscire a evitarne la chiusura, l’atto del giudice civile, mentre i lavori della Soprintendenza a Palazzo Cataldi, lasciano sperare che la chiusura possa essere breve. Ma l’errore più grave fu di aver scelto come luogo temporaneo di deposito uno scantinato in via Ralli. Qui un allagamento (straripamento del Furi) compromise parte del patrimonio librario. Quell’Amministrazione non nominò nel quadriennio neanche il Consiglio di Biblioteca, mentre dopo il pensionamento del direttore Salvatore Cascio, che tenne la biblioteca come un luogo sacro, venne incaricata della Direzione la dottoressa Graziella Moceri.

Ogni amministrazione che si è succeduta ha mirato ad occupare parte delle stanze di Palazzo Cataldi, Manlio Mele voleva il piano superiore come sede di Rappresentanza, l’amministrazione Carrara, l’aula al piano superiore dove venne poi allocata l’Emeroteca, il sindaco Antonio Randazzo pensò addirittura di trasferire tutta la Biblioteca a Palazzo La Grua, ipotesi presto ritenuta folle e impraticabile.

Con l’elezione dell’on. Carmelo Carrara, i tempi erano maturi per la rinascita della Biblioteca nella sua sede naturale di Palazzo Cataldi. Nel 1998, chi scrive viene nominato Presidente della Biblioteca, consiglio composto dal compianto preside Attilio Alessandra, da Filippo Ventimiglia, Maria Puccia, Salvatore Viviano.

RAGAZZA E BIBLIOTECA

Dal Calendario “Terrasini, dove l’arte è bellezza” 2009, testimonial Rossana Pappalardo, Foto Marcello Puglisi (asadin)

Dover occuparsi della ricostruzione di una biblioteca appena intitolata al proprio padre è un compito affascinante, quei quattro anni furono intensissimi e meravigliosi. Appena nominato, l’amministrazione era in carica da qualche mese, entrando nella Sala lettura al piano inferiore, noto che si stavano riposizionando le scaffalature metalliche Olivetti, ormai non più consone al luogo. Il sindaco Carrara accoglie tutte le richieste e notevoli risorse economiche vengono dirottate verso la biblioteca: arredi, climatizzazione e patrimonio librario. Recandomi in diverse aziende specializzate di arredi e scaffalature lignee, scelgo l’essenza in ciliegio, e librerie che con in sommità un arco, richiamano le volte delle sale espositive, costituendo un tutto armonico, insieme alle scrivanie e alle sedie, anch’esse di legno, scegliendo una pelle verde che ben si accordasse con le lampade di lettura con plafoniera verde in stile classico.

Il Consiglio di biblioteca deliberò anche la destinazione d’uso delle sale, occupando con scaffali tutte le sale della biblioteca per scoraggiare tentativi di intromissione della politica nelle stanze di palazzo Cataldi. Il progetto degli arredi venne stilato manualmente da me e dalla direttrice Graziella Moceri, alla quale va ancor oggi il mio ringraziamento per la intelligenza con la quale mi lasciò mano libera nella progettazione, condividendo con entusiasmo quella biblioteca che sarebbe diventata in pochi anni, la sesta biblioteca di Sicilia. Rinunciai da Presidente della Biblioteca persino alla stanza personale e del Consiglio, condividendola con quella della Direttrice, che fu d’accordo.

La Sezione Ragazzi si rinnovò completamente nelle pubblicazioni, ormai obsolete, centinaia di bambini affollavano ogni giorno le sale della Biblioteca, mentre il patrimonio librario passò dai 12.000 libri rimasti, ad oltre 20.000 in pochi anni. La rinascita della Biblioteca fu possibile grazie alla sinergia tra Consiglio di Biblioteca e amministrazione Carrara che stanziò somme mai più dedicate alla Biblioteca. L’Assessore ai Beni Culturali di allora era l’attuale Sindaco Massimo Cucinella, che adottò le disposizioni finanziarie per permettere le nuove realizzazioni. Tranne un’infelice tentativo dell’amministrazione di allora di avere una stanza per l’amministrazione in Biblioteca, scelta a dire il vero, pensata per poco tempo e ritirata con educazione e rispetto per la nuova struttura che stava sorgendo.

Di importanza straordinaria fu la nuova istituzione della Sezione Universitaria, con capitolo di acquisto a parte. Prima i desiderata degli studenti venivano vagliati durante l’anno, con la conseguenza che un libro arrivava in biblioteca con notevole ritardo. Scelsi il sistema delle gara aperta: non si individuava prima il testo da acquistare, ma le somme da impegnare. Questo metodo venne applicato all’acquisto dei desiderata della sezione universitaria e delle novità librarie.

Fu una scelta rivoluzionaria, i libri arrivavano in tempo reale in biblioteca, sia i testi universitari specialistici, sia le novità librarie. Si aggiudicò la gara una delle più moderne librerie di Palermo, la Modus Vivendi. Il risultato fu l’enorme entusiasmo della cittadinanza verso la biblioteca che raggiunse vette eccelse di frequentazione, sia di bambini che di adulti. Lo stesso metodo venne applicato anche ai giornali e riviste: gara aperta e quotidiani in biblioteca sin dal mattino, prima con gli abbonamenti arrivavano anche giorni dopo! Oltre il Giornale di Sicilia, scelsi di acquistare anche La Sicilia, la Repubblica, Il Giornale, e la Gazzetta dello Sport e il Mediterraneo. Giornali di Sinistra e Destra erano rappresentati, e il lettore poteva farsi davvero un’idea completa e critica su quello che accadeva in Sicilia e nel mondo. Le riviste, prima limitate a Panorama e l’Espresso, si moltiplicarono: National Geographic, Gardenia, Casa Bella e Domus, riviste specializzate d’architettura, Focus, La tecnica della Scuola, Archeo, Le nuove Effemeridi, Ad, Ville e Giardini, oggi di tutto questo non esiste più nulla!

La fondazione della Sezione Multimediale, fu la scelta di modernità e prestigio. Fu la seconda sala multimediale dopo Villa Trabia a Palermo. Quattro postazioni multimediali nella sala centrale del piano superiore, mentre nella sala lettura del primo piano venne installato un moderno video proiettore sharp con sistema di amplificazione dolby surround. Internet entrava in biblioteca consentendo a chi non poteva permettersi una connessione e financo un computer, di interagire con il mondo, diventando cittadino attivo e consapevole. Al contempo si risistemava la sezione Discoteca, riparando il vecchio impianto con l’acquisto di nuove casse e di cd musicali e interattivi. Oggi la sezione Discoteca non esiste più perché un’ amministrazione decise di trasferirvi l’Ufficio Turismo.

Due nuove sezioni librarie vennero istituite: la Sezione Storia dei Comuni d’Italia e la Sezione Dialettologia e Linguistica Italiana, con l’intento di fare sviluppare in senso specialistico la Biblioteca richiamando lettori e visitatori di tutti i paesi. Venne sperimentato per la prima volta dalla Direttrice Moceri il Prestito Interbibliotecario e il nuovo sistema di Catalogazione Sebina.

Antonio Catalfio negli anni Novanta durante la visita di una scolaresca in Biblioteca

Antonio Catalfio negli anni Novanta durante la visita di una scolaresca in Biblioteca

Un ringraziamento va al personale della Biblioteca che lavorò in quegli anni come in una missione: oltre alla direttrice Moceri, che coordinò i lavori ripulendo anche personalmente i libri dalle muffe e preparando tutte le innovative delibere e gare d’acquisto, a Mariella Lo Grasso, che catalogò gran parte degli acquisti iniziali, Riccardo Salvia (laureato in Lettere Classiche con master in gestione delle biblioteche) che si occupò della catalogazione e del sistema Sebina, Laura Moceri, generosa impiegata sempre pronta ad aiutare i lettori in sala, Angela D’Angelo, Giusi Croce, Anna Maria Galati, Lucia Rubino, Antonina Cicala, funzionario della Pubblica Istruzione, ma sempre disponibile a dare supporto ai servizi di Biblioteca, Ilde Cascio, Giovanna Viviano, Enza Trupiano, Vito Aluia e Antonello Anselmo, Stella Ciullo e Susanna Giacona.

Tra le iniziative culturali di quegli anni, La Mostra di estemporanea di pittura Mixtum, con l’assessore ai Beni Culturali Massimo Cucinella, il recital di poesie di Peppino Impastato, di Gaspare Cucinella e Diego Sammartino, l’adesione alla Missione Arcobaleno in Albania con i lettori che versarono una quota simbolica per il prestito dei libri a favore di quelle popolazioni.

ALCUNE CONSIDERAZIONI SUI NUOVI ASSETTI DELLA BIBLIOTECA

Nelle polemiche che si sono acuite in questi giorni per i lavori in Biblioteca ed il trasferimento di alcune collezioni a Torre Alba bisogna fare alcune considerazioni. Bisogna dare merito al sindaco Massimo Cucinella per aver ottenuto un finanziamento per la ristrutturazione della Biblioteca, che era indifferibile. Ma la scelta del centro ricreativo e culturale collegato al Gal (Gruppo azione Locale Golfo di Castellammare) non è condivisibile perché toglie spazi alla biblioteca stessa: un sacrificio che deve essere indiscutibilmente temporaneo. Inesistente su questa vicenda la voce del Consiglio di Biblioteca. Come detto precedentemente in un articolo dove si scongiurava la voce che la sezione Ragazzi e l’Emeroteca fossero trasferite a Torre Alba, è opportuno che la Sezione Ragazzi rimanga nella saletta al piano terra, mentre i locali per il centro ricreativo culturale potrebbero essere allocati nella sala che dà sul retro della biblioteca con accesso per disabili, magari trasferendo l’archivio storico. Il centro avrebbe quindi due ampie stanze, più un front office all’ingresso della Biblioteca.

Mi sembra una soluzione condivisibile. Sulla ipotesi di vendita prodotti del territorio, già tempo addietro Carano aveva smentito questa voce. In ultima ipotesi sarebbe opportuna una conferenza cittadina sulla Biblioteca Claudio Catalfio che rilanci definitivamente questa struttura in decadenza da tempo: stanziamento per l’acquisto di libri pari a zero, una sala lettura usata come sede di conferenze e anche manifestazioni di partito, mentre le scrivanie di lettura, situate nel progetto originario al centro della sala, vengono ammassate a ferro di cavallo, contro ogni logica estetica e funzionale.

Bisogna inoltre trasferire gli uffici e dare una degna sistemazione, anche esterna alla sede, dell’Archivio Storico. Potrebbe essere l’ex ufficio di Collocamento in via Papa Giovanni XXIII. Un incontro pubblico, che illustri i lavori di ristrutturazione e del centro ricreativo, e dove, senza isterismi, si dibatta del presente e del futuro dell’Istituzione Culturale appare la scelta migliore da fare adesso.

Una biblioteca civica è il fulcro primario per la Cultura di una comunità, strumento irripetibile di autoformazione e crescita, è inutile girarci attorno, al centro di tutto sta il Libro, la sua manutenzione, gli acquisti regolari, gli stanziamenti della Giunta e del Consiglio Comunale: sarebbe interessante far divenire la Biblioteca un’Istituzione Culturale autonoma, dove il Comune, per statuto fornisca gli strumenti finanziari e le risorse umane, nomini il Consiglio di Amministrazione e non più interferisca sulla sua attività. Un Consiglio e un Presidente che garantiscano la pluralità degli interessi e della formazione, affinché il cittadino diventi “Cittadino consapevole e libero”.


In basso i link dei primi due articoli pubblicati nel 2014 sul nostro giornale con i quali denunciammo all’opinione pubblica ciò che stava accadendo intorno alla Biblioteca.

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