VECCHI DI PIAZZA DUOMO

 


Piazza Duomo, un affresco a volo d’uccello, ricordi …  Lei, Giulia, così la ricorda la nostra Piazza e nonostante la sua giovane età ne ha visti cambiamenti repentini e convulsi in questi anni. Almeno lei ha fatto in tempo a fissarne l’essenziale prima dell’inevitabile oblio. I nostri Vecchi  – sembra chiedersi – li vediamo ancora seduti in Piazza? No, sono stati espulsi. Ma, a ben riflettere, non c’è inizio né fine in tutto questo, poiché la vita è un perpetuo fluire come una grande giostra senza un “prima” e senza un “dopo”.

giostra

 

di Giulia Randazzo

 

Piazza Duomo, fine anni 80. Nei pomeriggi di mezza estate, sotto le fronde dei ficus che davano tregua dall’afa di luglio, alcune sedie iniziavano ad essere radunate in diversi punti.

Sotto il negozio della signora Giulia “Bellicapiddi” vi era uno dei gruppi più consistenti e rumorosi. Un altro, all’altezza dell’allora Circolo Kennedy, dove  sedevano seri e attenti i suoi frequentatori, ma anche più in fondo, poco prima del bar di “Pinnuni”, le sedie diventavano più numerose e più forte il vociare, perché lì aveva sede il circolo degli artigiani.

orologio

Scendevi per una passeggiata nel torrido pomeriggio estivo, ma alle 16.30 raggiungevi a fatica il tuo bar preferito per la briosce col gelato perché venivi fermata da una valanga di simpatiche domande degli amici del nonno: u zzu Carru, u zzu Totino, u zzu Ninu, che con i loro affabili volti e le fragorose risate riempivano la piazza di storie antiche, ascoltate da noi bambini, curiosi di conoscere aneddoti di un mondo lontano e fascinoso.

I vecchi della piazza, e poi giù giù fino a quelli della marina e del porto. Erano questi il fulcro del paese, detentori di una sapienza fatta di mani ruvide e rughe pesanti in volto, ma anche di sorrisi leggeri e coinvolgenti. Nei loro racconti pomeridiani, dopo la tradizionale adunata di sedie, aleggiavano perlopiù ricordi della guerra ma ci si scaldava anche, quando si toccava l’argomento politico, causa talvolta di divertenti quanto passeggere sfuriate  per opinioni contrastanti.bar piazza

A volte, dai diversi gruppetti, veniva richiamato per questo o quel favore Tano, lo ricorderete un po’ tutti! Era davvero uno spettacolo vedere come i nostri vecchi animavano la piazza, vissuta in pieno nel suo senso originario di luogo di incontro e ritrovo di generazioni lontane fra loro.

E adesso? Pochi irriducibili continuano a popolare non i marciapiedi ma, ora, i freddi gazebo della Piazza, per lo più per discernere di politica paesana, ma è uno sparuto gruppo di soliti noti non così anziani in fondo, forse troppo impegnati a criticare l’amministratore di turno per pensare ad un interscambio con i giovani che vivono la piazza.

Gli anziani anzi, i vecchi (preferiamo questo termine rispetto al più politically correct  “anziano”), con una vita da raccontare al primo che gli capiti a tiro, hai la fortuna di incontrarli solo nelle sale di aspetto del medico curante, o il giorno delle analisi di laboratorio. Lì, alle 7.30 del mattino, è tutto un brulicare di aneddoti e acciacchi, di riguardosi saluti “vossia binirica” e di sincere ed interessate domande al prossimo. U zzu Paolinu, da tutti salutato con grande rispetto, ci tiene a mettersi in mostra  per allietare gli astanti e mostrare che, nonostante il bastone e la coppola, lui ancora riesce a muoversi con disinvoltura!

Ciò che salta all’occhio nelle sale d’attesa è quanto disinteressati e mosci siano alle prime luci del mattino proprio quelli che hanno meno anni sulle spalle. Loro, anzi, mi ci metto anche io, sguardo puntato al cellulare e alle notifiche dei social network, scansano annoiati i discorsi dei nonnetti, degni davvero della nostra attenzione: avremmo solo da imparare dai nostri vecchi, noi, che con un Iphone da 800 euro in mano ci crediamo padroni del mondo.

Che futuro può essere quello che ci si prospetta se con un colpo di spugna dimentichiamo ciò che siamo stati, se releghiamo i nostri vecchi nelle sale d’attesa, nelle case di riposo, curati dalle badanti (quando ci sono).
Sono pozzi di memoria da cui attingere ogni giorno, fonti di tradizioni dimenticate che, se rispolverate e portate alla luce, darebbero solo lustro al nostro paese.

Oggi le luci blu, rosse, gialle e verdi sono proiettate ovunque nel rettangolo di Piazza Duomo, rendendo psichedelica e francamente fuori luogo perfino la facciata della Chiesa Madre. Stravolto è il suo aspetto originario e quando si era in tempo per un grosso rifiuto a queste modifiche radicali, nessuno ha posto un veto.

foto-anticaOggi tutto sembra studiato a tavolino per attirare ragazzi da ogni paese dando loro ciò che cercano (leggi alcool e … alcool) con la scusa di creare posti di lavoro e costruire una grande macchina turistica di sballo e di movida.

Ma voi li immaginate i nostri nonnetti in questa girandola di vuote luci al neon rosse? Non c’è spazio per loro e presto, come in una grande giostra, prima di quanto si possa immaginare, non ce ne sarà neanche per noi.

Ma forse, loro, non hanno perduto nulla. Noi di sicuro molto!


Commenta su Facebook

LEGGI ANCHE

5 comments on “VECCHI DI PIAZZA DUOMO
  1. Un delicato quanto amaro affresco di una Piazza Duomo di Terrasini che,purtroppo, non c’é piu’ .

    • Non è vero che che gli “amarcord” come dice Lei, lasciano il tempo che trovano. I ricordi, le tradizioni non vanno dimenticate, ma anzi, salvaguardate. Le tradizioni sono l’anima di un popolo di un paese che non possono essere disconosciute, per chi o per che cosa. I tempi cambiano, in questo ha ragione, ma i cambiamenti non devono assolutamente cambiare l’ identità, l’anima di un paese. Ma Lei, mi dica in verità, questi che lei vede, sono cambiamenti che aiutano la gente e il paese a crescere ? Io non credo.

  2. FORSE MI SONO SPIEGATA MALE.SEMPLIFICANDO..I “POZZI DI MEMORIA E SAGGEZZA”SPESSO NOI GIOVANI COL TELEFONINO SEMPRE IN MANO LI ABBIAMO ACCANTO MA SIAMO NOI,ORA,A NON SAPER PIÙ ASCOLTARE LA SAGGEZZA DEI “VECCHI”,CHE SIANO ESSI NONNI,GENITORI,INSEGNANTI,SACERDOTI..PROPRIO PERCHÉ COMUNICARE E ASCOLTARE SONO CAPACITÀ PERDUTE ORMAI.INTERESSARSI VERAMENTE A CHI È “ALTRO”DA NOI È PIÙ COMPLICATO CHE DIPINGERE UN AFFRESCO NOSTALGICO.

  3. I VECCHIETTI COMUNQUE IN PIAZZA CI VANNO ANCORA..NON COME NEGLI ANNI 80 SICURAMENTE MA QUESTA ESTATE TUTTE LE MATTINE LI VEDEVO LI INTENTI A CHIACCHERARE..SUONARE E CANTARE PURE!

Comments are closed.

Leggi articolo precedente:
copertina-chiosco
“NO AL CHIOSCO” NELLA VILLA COMUNALE. PARTE LA PETIZIONE

  La petizione, avviata nei giorni scorsi dal Comitato Cittadino "NO al chiosco nella Villa Comunale", è indirizzata al sindaco...

Chiudi