PIAZZA DUOMO, CHE FINE HA FATTO L’INVERSIONE DI MARCIA? (video intervista)

 


Nel pomeriggio di venerdì 16 si è svolto nell’Aula consiliare del Comune l’ennesimo incontro fra il Sindaco dott. Giosuè Maniaci  – affiancato dall’assessora al turismo Carla Garamella –  e una nutrita rappresentanza di residenti organizzati nel “Comitato Cittadino del Centro Storico”. Oggetto del confronto, così come formalmente richiesto dal Comitato, l’esame della controversa Ordinanza n.130 dell’11/11/2016, che regolamenta l’occupazione del suolo pubblico e le emissioni sonore.

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E invece il confronto – a sentire alcuni cittadini – si è disperso in mille rivoli. Di tutto si è quindi parlato tranne, ovviamente, di un’altra recente delibera di Giunta, la n. 92 del 13/12/2016, che riguarda «l’assegnazione diretta di suolo pubblico per l’installazione di un chiosco per la somministrazione di bevande e alimenti presso la Villa San Giuseppe».
Si pensava fossero solo voci, una bufala messa in giro da qualche buontempone. E invece no, la delibera c’è. E tanto c’è che ve la pubblichiamo giù in basso. Non è un fotomontaggio. Insomma, in parole povere, torna il Mostro di Piazza Titì Consiglio (ricordate?!) sotto forme e modalità diverse.

Ieri, favoriti dalla splendida serata, siamo stati in giro in Piazza Duomo e nelle sue adiacenze. L’albero, le bancarelle per la sagra del limone (ottima iniziativa, dobbiamo darne atto), i suggestivi presepi “sotto” l’Arco di Via Di Stefano e quello semovente nell’ex Antiquarium. E poi lungo l’elegante Via Madonia con i disegni sull’asfalto e la mostra della pittrice Tiziana Massa in un caffè letterario; l’orchestrina di strada … la gente … gli amici. Insomma un’atmosfera silenziosa, pacata, raccolta: una volta tanto a dimensione umana, degna d’essere condivisa. E commentavamo nei vari crocicchi fra amici di quanto sappia essere attraente Terrasini; di quanto sia essenziale la Piazza nelle sue forme. Peccato però … quelle baracche plastificate! Giudizio negativo unanime esprime il “però”, che tuttavia resta compresso, inespresso. Chissà perché.

Ma torniamo all’incontro fra l’amministrazione e i cittadini di venerdì 16. Presente, fra gli altri, il sig. Nicola Serra, rappresentante del Comitato “Attività del Centro Storico” (leggasi bar) di recente  formazione. Il compito? Collaborare con l’amministrazione sul piano dell’autoregolamentazione (orari, emissioni sonore e quant’altro). Importante iniziativa sarebbe questa, se non fosse che suggella lo statu quo presente da un lustro almeno. E così questa Piazza Duomo, un tempo luogo fisico di aggregazione sociale, crocevia di scambio e confronto, si tramuta in “non luogo”, grazie alla definizione magico-burocratica “struttura provvisoria” (che poi diviene stabile nel centro abitato come sulla costa).

Non si riesce a venirne fuori, come nel labirinto di Minosse. Cos’è che lo impedisce? Quale ingranaggio mentale rende inamovibile il “brutto”? Tutto resta sostanzialmente immutato – checchè ne dica l’assessora -, tranne qualche metro di suolo pubblico detratto ad ogni bar. E le direttive della Sovrintendenza sulla presenza invasiva e permanente delle tende a ossigeno?

Lo si è detto e ripetuto. C’è forse un solo modo per sfuggire al Minotauro in agguato nel Labirinto: ritessere con coraggio e fermezza il filo culturale turistico-amministrativo che ridia anima ai “non luoghi”. Riacciuffare il filo smarrito del senso della misura e dell’equilibrio fra le legittime esigenze degli esercenti e il legittimo diritto alla serenità dei residenti. Questo si vuole. Si chiede troppo? È così difficile raggiungere l’equilibrio invocato?

In questo senso la PIAZZA (ma non solo la piazza) può essere la cartina di tornasole per capire se un’amministrazione, qualunque essa sia, venda fumo o arrosto. Il sindaco ci ha mostrato le preoccupate lettere inviate al Prefetto, ai Carabinieri di Carini e al Commissariato di Polizia di Partinico in cui si descrive con toni allarmati lo stato dell’ordine pubblico nel Centro storico, fino a invocare la “convocazione del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza”. Bene, qualcosa di simile era stato richiesto anche nel recente passato dal precedente Sindaco. Qualcosa è cambiato, non c’è dubbio, grazie anche a una maggiore presenza e attenzione dei (numericamente insufficienti) Carabinieri diTerrasini e di alcune volanti (sporadiche) della Polizia di Stato. Ma il vero cuore del problema resta un altro: invertire la marcia nel centro storico e non solo. Questa Giunta, nella quale nonostante tutto continuiamo a credere, ne sarà capace?

Che delusione rispetto alle speranze intraviste sei mesi orsono! E già, perchè in questo panorama desolante, costellato da orribili tende permanenti e amplificatori da stadio, plana sulla Villa comunale S. Giuseppe la delibera di Giunta di cui si è detto. Si concede a un privato, con affidamento diretto, l’installazione di un chiosco di mq 85,55. Che precisione millimetrica!
C’è chi si affanna a dire che occorrerebbe un bando pubblico per la concessione dello spazio e non “l’affidamento diretto”. Per noi non è questo il punto se è vero come è vero che il Centro storico, essendo da tempo giunto a saturazione, non avrebbe più bisogno di altri bar.

Intanto, mentre ci si è fin troppo attardati sulla “Piazza”, problemi ben più corposi premono alle porte.

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L’INTERVISTA AD ALCUNI CITTADINI E ALL’ASSESSORA AL TURISMO CARLA GARAMELLA (riprese di Vito Cardinale)


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2 comments on “PIAZZA DUOMO, CHE FINE HA FATTO L’INVERSIONE DI MARCIA? (video intervista)
  1. L’articolo si commenta da sé. Descrive in modo inoppugnabile e ampio la situazione che si è venuta a creare da qualche anno a terrasini E adesso anche questa vergogna di un chiosco tra la chiesa Madre ed il convento delle Suore dove ci sono le scuole e il nido per i più piccini. Già le Suore e le famiglie dei bambini, qualche tempo fa avevano richiesto per iscritto la presenza della Polizia municipale per la sicurezza dei loro bimbi, essendo la villa meta preferita di giovinastri ed i loro cani di razza Pittbull, a volte lasciati liberi e senza museruola. Le Suore hanno dovuto fare installare anche telecamere di sicurezza. Andare quindi a collocare un chiosco proprio alla Villa dedicata a San Giuseppe, un luogo quasi sacro per la vicinanza con le maggiori strutture della Chiesa a terrasini, è stata una scelta inopportuna !!! Strano che il nostro Sindaco richieda l’aiuto del Prefetto per la sicurezza del paese e poi, in netto contrasto, prenda decisioni che mettono ancora più in crisi il paese !

  2. Si. E’ vero, per chi non lo sapesse. Il suolo demaniale inserito nel piano comunale per la collocazione di Chioschi, edicole, e anche cartelloni pubblicitari, deve essere messo ad asta pubblica, in quanto appartiene al paese. Non si tratta di suolo privato. Si fa un vero e proprio contratto, dove si stabilisce, tra l’altro il prezzo di locazione, migliore offerente, e il tempo di concessione. Ma tutte queste cose sono in anteprima scritte nella delibera con la quale si decide di indire l’asta pubblica.

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