Impegno civico e governanti senza indennità. Quel non so che di populismo che bene non fa

 


Da un appello semplice e fermo di una lettrice, lo spunto per alcune riflessioni. Lodevole l’impegno diretto degli amministratori in casi di particolare degrado, ma che non diventi norma. E sulle indennità non percepite da sindaco e assessori: chi offre tempo e risorse per il bene comune deve essere ripagato. Altrimenti si scade nel bieco populismo.

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di Giuseppe Ruffino

Una lettera ci è giunta in redazione. A scrivere Benedetta Sirchia, residente in Contrada Paterna. La lettrice inizia col precisare di essere stata «incaricata dagli altri residenti della zona a fare un appello» e spiega subito che «gli abitanti di Contrada Paterna hanno iniziato, per l’ennesima volta, a togliere gli alberi che sono cresciuti nella sede stradale di Via dei Romani». Quindi prosegue: «Oggi, l’Amministrazione comunale con il Sindaco Maniaci hanno provveduto, con una motopala ed alcuni operai, a rimuovere tutte le erbacce e a dare una prima pulita a tutta la strada invasa anche da innumerevoli rifiuti». Infine conclude, rivolgendosi alle «persone che da anni trovano comodo lasciare i rifiuti in Contrada Paterna e, più precisamente, in Via dei Romani. Con grande sforzo degli abitanti e dell’amministrazione stiamo bonificando il sito. Si pregano i suddetti signori a fare in modo che resti pulito! Grazie». Più civile di così – aggiungiamo noi – non si può!

 

 

Ma i nostri occhi, nel contempo, cadono sulla copertina de l’Espresso” fresca di stampa oggi (domenica) in edicola, che fa la parodia a Lenin e alla Rivoluzione bolscevica. «Avanti populismo» … alla riscossa. Non c’è che populismodire: è l’emblema di un vento (politico-culturale) che più che mai soffia in Italia (Roma docet), in Europa, nel mondo. Si vede un Trump, capelli laccati, che indica con l’indice teso l’Avvenire. E ci rendiamo conto, fatte le debite differenze, che neanche Terrasini sfugge al corso dei tempi. D’altronde, come potrebbe? Non che nel passato non ci siano stati a Terrasini esempi smaglianti di sindaci populisti. I più accesi, senza dubbio a pari merito, l’indimenticabile Vincenzo Lo Piccolo (Patricola) e Manlio Mele; il meno sicuramente Claudio Catalfio.

Ma, al di là dei riferimenti storici, qualcuno potrebbe anche dire: ma cosa c’entra tutto questo con l’appello della nostra Lettrice? E invece c’entra nella misura in cui il Sindaco, gli amministratori in genere, col loro non comune senso del “fare” si pongono al fianco degli operatori eceologici (quando non sono essi stessi a sostiuirli del tutto). In altre occasioni il nostro giornale ha evidenziato criticamente questa pratica. Ma non si è mai contenti, si dirà? Il fatto è che, quasi senza accorgersene loro, e accorgercene noi, si scivola verso la promiscuità di compiti e ruoli, innescando aspettative deformate se non addirittura false: ciò che è elementare e ordinaria amministrazione, finisce così con l’apparire agli occhi dei cittadini un fatto straordinario se non addirittura esaltante.

E non per nulla questo super attivismo del sindaco e dei suoi più diretti collaboratori, almeno un risultato positivo, sul piano politico, lo ha conseguito: quello di “prosciugare” la … sorgente (ora ci vuole!) a quei movimenti e gruppi politici che soltanto di questo si alimentano.

Se poi a tutto ciò si somma il rifiuto dello “stipendio” da parte della Giunta e della Maggioranza in Consiglio (ma solo fino a dicembre), il quadro è completo. Tutto questo – a nostro modo di pensare – ha un nome semplice e pericoloso insieme: populismo, ossia  il virus della democrazia la quale, invece, per essere credibile e operativa, piaccia o meno, ha i suoi costi e i suoi ruoli. E anche se, come nel caso di Terrasini, siamo convinti che non si tratti di comportamenti  calcolati, ci conferma egualmente l’idea che il populismo iniettato ieri dal berlusconismo, oggi ereditato all’ennesima potenza da petulanti movimenti, ha avuto e sta avendo i suoi effetti negativi. Si può riscuotere simpatia e consenso nell’immediato (Roma docet), ma alla lunga, quando l’urgere dei veri problemi vengono al pettine, quanto reggerà?
Il fatto è che il populismo nei suoi vari aspetti e misure, si sconfigge se se ne prende coscienza e, soprattutto, dando risposte chiare e trasparenti ai reali problemi che angustiano le comunità.

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Via dei Romani in C.da Paterna durante le pulizie straordinarie

Il sindaco, gli assessori, i consiglieri (il riferimento è generale) si fanno eleggere per assolvere a ruoli ben precisi, in cui le energie fisiche e mentali vanno impiegate per elaborare e indicare scelte amministrative da mettere in atto attraverso gli uffici competenti. Il sindaco e gli assessori elaborano, gli operai spazzano, riparano … I vigili regolano il traffico … gli architetti disegnano progetti che l’amministrazione indica loro. Per far questo occorre impegno, intelligenza, capacità di coordinamento e, soprattutto, tempo.

Così accade che un assessore, che rifiuta la remunerazione prevista per legge, avrà grandi difficoltà a campare se gestisce, ad esempio, un esercizio commerciale. Due sono le possibilità: trascurare la propria attività (dovrà, magari, assumere un dipendente che lo sostituisca nelle ore di assenza), o dimettersi. Ne consegue che l’assessore non solo svolgerà male il proprio impegno istituzionale, ma anche quello privato, rimettendoci pure di tasca (pagare il dipendente). Lo stesso vale per il sindaco che,  da dipendente pubblico, rinunciando allo “stipendio” di sindaco, dovrà continuare a svolgere l’attività lavorativa per campare la famiglia. Impossibile svolgere serenamente e bene l’uno e l’altro. Assurdità inacettabili che potevano andar bene nell’Ottocento.

Il legislatore, quando a suo tempo fissò la remunerazione degli amministratori pubblici, è a questo che pensava. Poi sono venuti gli eccessi, è vero, gli aumenti indebiti (come nel recente caso di Alcamo) o l’inopportuna richiesta di “buona uscita” dell’ex sindaco, pur se verosimilmente legittima (ma non sempre ciò che è legittimo suona giusto alle orecchie dei cittadini). Ma sono queste odiose “forzature” che vanno combattute sia sul piano etico che su quello politico-economico (e diremmo più sul primo che sul secondo). E invece il populismo demagogico imperante in questi decenni, ha fatto di tutta l’erba un fascio.

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Il bel messaggio contenuto in una locandina dell’attuale amministrazione

Per concludere: gli elettori devono chiedere conto agli amministratori del lavoro svolto non sulla base di un evanescente e incontrollabile volontariato (forse neanche Giorgio La Pira era arrivato a tanto), ma sulla base dei veri cambiamenti conseguiti (isole ecologiche, discariche, mezzi, raccolta differenziata vera, depurazione, politica culturale, biblioteca, scuole … e chi più ne ha, più ne metta). Il sindaco e gli assessori, che partecipano alla pulizia di un qualsiasi sito, danno sicuramente vita a un atto simbolico (non politico in senso stretto); lanciano un segnale ai cittadini. E lì finisce se il servizio di raccolta dei rifiuti e la pulizia dellle strade non funzionerà a dovere (atto politico). Non vogliamo, tuttavia, essere fraintesi: il sindaco in questi mesi si è largamente impegnato sul piano politico-amministrativo, producendo risultati di tutto rispetto. Ma quell’insidia resta se non lo si regola con tatto e misura.

Franco Cascio
in un bel
l’articolo pubblicato su questo giornale il 21/7/2015, scriveva fra l’altro a proposito della sovrapposizione di compiti e ruoli fra amministratori e amministrati: «[…] tende a svilire, più di quanto non lo sia già, il senso delle Istituzioni, dove non si distinguono più i compiti di chi amministra e di chi è amministrato, dove la gestione della “cosa pubblica” non si basa più su un sistema democratico di ruoli che garantisce l’ordine, ma sull’iniziativa del singolo, che rischia di generare caos […]».
Crediamo faccia anche al caso nostro.


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5 comments on “Impegno civico e governanti senza indennità. Quel non so che di populismo che bene non fa
  1. Solo in parte d’accordo con l’articolo..e comunque l’assenza di retribuzione /indennità è solo fino a Dicembre…

    • Credo stia soprattutto qui (rifiuto della indennità FINO A DICEMBRE e non per tutto il mandato) uno degli aspetti fondamentali delle considerazioni espresse. Ovviamente è più che lecito non condividere in toto o in parte l’articolo. Mi preoccupa e mi allarma il silenzio non il dissenso chiaramente espresso come in questo caso. Grazie!

  2. Sopra quel pulpito il vento deve essere forte, comunque prof. Ruffino, quando leggeremo un articolo che ci parla della mafia a Terrasini? della gestione dei beni sequestrati in questo comune? dovessi farmi un’idea di questo paese tramite i vostri articoli, mi sembra di capire che non c’è mafia nè mafiosi a Terrasini, quindi è normale la curiosità: fate finta di niente, c’è una scelta editoriale dietro oppure proprio la mafia non esiste?
    spero che questa richiesta non venga sbeffeggiata e liquidata come populismo, purtroppo ‘sto popolo non è mai contento, sta sempre a lamentarsi e ormai non fa più notizia, come la mafia o la massoneria, è la normalità, normalità populista.

    • Caro Amico,

      siamo già morti democristiani (sembri un giapponese).

      Comunque, a parte l’ironia, tante volte si è pensato di riprendere il “filo-mafia” (perchè a Terrasini la mafia c’è, e come non potrebbe!), ma non è facile, si rischia di scrivere banalità … genericità, la solita solfa retorica, perchè se non si è in possesso di fatti precisi e concreti si finisce proprio lì. Per fare giornalismo d’inchiesta (perchè di questo si tratta) occorrono mezzi e collaboratori, che una piccola redazione come la nostra non si può permettere se non reggendosi sul purissimo volontariato (facciamo i salti “mortali” … non democristiani). Sarebbe magnifico, tuttavia, conoscere il tuo VERO NOME E COGNOME in modo da contattarti per una eventuale collaborazione sul tasso di mafiosità a Terrasini poiché mi pare di intuire che sei abbastanza ferrato.

  3. I giornali li leggo per ricevere notizie (se ne avessi qualcuna la proporrei a lei o a chi di dovere, per fortuna sono abbastanza lontana) proprio da questo banale proposito nasceva la mia domanda, perché sia a livello nazionale sia in questo articolo locale si concentrano gli sforzi nella critica al fantomatico populismo, che è un po’ come il sesso degli angeli e possiamo riempire quotidiani, settimali e mensili con genericità, banalita e la ormai solita solfa, mentre noto poca/nessuna attenzione verso temi più importanti, forse più difficili da trattare perché reali.
    Non mi scandalizza così tanto che degli amministratori, a qualsiasi livello, decidano di dedicarsi alla politica per passione e non per un tornaconto (economico e non) personale, ma comunque sia, un giornale potrebbe/dovrebbe certamente dedicare il suo spazio ad altri argomenti più interessanti rispetto alla critica verso un gesto che, comunque sia, ha il merito di smarcare i politici attuali dai loro infausti predecessori.

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