“FUORI DAL CORO”

 


penna-e-calamaioFUORI DAL CORO. Maurizio Castellano un nostro affezionato lettore esprime una sua personale riflessione. Questo Giornale è aperto al contributo di tutti. E la sua opinione, che qui volentieri pubblichiamo, ne è un esempio.

 


spettacolo solidarietà

 

Spero non l’abbia a male l’amico Sergio Misuraca se prendo in prestito il titolo del suo bel film. La ragione è  che quando si pensa o ci si esprime fuori dalla pubblica comune opinione, si è fuori dal coro. Qualcuno, a questa mia asserzione, potrebbe dirmi che esprimere le proprie idee  è giusto. In fondo siamo in democrazia.

solidarietà 1L’altro giorno mi è capitato di vedere il video di Fiorello, al quale, poi, vari dibattiti in tv hanno dato risalto. Fiorello non si proponeva come il solito simpaticone, non commentava scherzosamente come fa sempre, ma con una espressione seria, sistemando nervosamente i capelli,  metteva in guardia tutti noi.

Fiorello ci metteva in guardia da cosa? Si vedeva che ciò che avrebbe detto di lì a poco  lo turbava e non lo avrebbe detto a cuor leggero. Questa, almeno, è stata la mia impressione. Insomma ci metteva in guardia dalle tante manifestazioni che cantanti e altri generi di spettacolo volevano proporre ed organizzare a favore dei terremotati.

Più di una volta ha ripetuto che non tutte le manifestazioni sono chiare, che anche lui è stato invitato più volte ad intervenire ma che ha sempre rifiutato.
È stato chiaro, non c’è dubbio, nell’affermare che queste manifestazioni di solidarietà talvolta (non sempre, per carità!) sono maliziose e inoltre, chi le organizza, afferma solitamente che tutti i proventi andranno ai terremotati, ma che in verità non è vero, non tutti: occorre pagare il palco, la luce, insomma mettere su tuta l’organizzazione. Quei soldi raccolti, alla fine delle detrazioni, si riducono di molto.


 

 

 


E allora – ha continuato Fiorello – stiamo attenti. Piuttosto è meglio scegliere una onlus nota per essere sicuri che  tutti i nostri soldi arriveranno veramente ai terremotati. Occorre, prima, informarsi bene.
solidarietà 2Alla fine, molto bonariamente, ha detto che se si vuole donare, non c’è bisogno di «fare tutto questo ambaradan. Il nostro contributo lo possiamo dare in silenzio». Infatti  si stanno organizzando molte manifestazioni pro  “terremoto Centro Italia”. C’è il solito anchorman nostrano, che propone una matriciana in tutti i ristoranti e trattorie, il cui ricavato andrà ai paesi terremotati . Insomma ancora una volta, attraverso il solito sms si chiede a noi italiani una donazione solidale.

In fondo si parte dal presupposto che gli Italiani sono sempre generosi e comunque queste sono occasioni in cui alcuni  mettono a posto la propria coscienza.

I giocatori di calcio danno una loro maglietta da mettere all’asta. I cantanti offrono una loro serata, e via così. Ma, alla fine, viene da chiedersi cosa hanno fatto di straordinario se non quello di cantare una canzone e poi andarsene, o regalare una propria maglietta autografata?

Non ha forse dato di più chi, in silenzio, ha mandato i suoi due euro e ogni giorno ha difficoltà per comprare qualcosa da mangiare?

Diciamolo allora: il rischio di pubblicizzare i propri prodotti attraverso questi meccanismi sta sempre dietro l’angolo.  Nelle tragedie sorge così il sospetto che ci sia sempre qualcuno pronto a sfruttare la generosità della propria gente, o il buonismo di tanta gente. E noi per liberarci la nostra coscienza da ciò che avremmo potuto fare e non abbiamo fatto, digitiamo sul nostro telefonino il numero della nostra offerta.

Anche da noi, a Terrasini, si stanno organizzando manifestazioni pro terremotati.  Curioso, però, che si organizzino spettacoli, si provi pietà (giustamente) per questa gente oggi terremotata, e poi, durante l’anno, non si abbia la stessa pietà per gli indigenti, per gli ultimi del nostro paese.
Non basta, a mio avviso, che ogni mese venga loro recapitato un pacco di viveri dalla nostra Caritas  o dalla S. Vincenzo per sopravvivere.

copertina solidarietàPensavo, piuttosto, se non fosse il caso (sempre che sia possibile) istituire un “Numero Solidale” anche a Terrasini per … Terrasini: donare in silenzio, senza che “la tua sinistra sappia quel che fa la destra”!

Maurizio Castellano


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