Piazza Duomo: un passo avanti e due indietro

 


Dopo i primi buoni propositi “lanciati” in campagna elettorale e nei primi giorni di vita di questa amministrazione comunale, ci si aspettava di più su un’inversione di marcia, e invece permane l’invivibilità nella Piazza-discoteca.

bar

di Giuseppe Ruffino

 

Una partenza sprint. Poi un rallentamento. Un cambio gomme, un guasto al motore. Chissà. Fatto sta che allo slancio iniziale  – la piazza sgombra, il recupero di alcuni spazi –  sembra esser subentrata l’inerzia e ci si chiede  – e soprattutto si torna a chiedere –  come sia possibile che le Istituzioni dello Stato poste a tutela e a salvaguardia della civile convivenza, non riescano a frantumare il cerchio prevaricatore della lobby dei bar, che ormai spadroneggia in Piazza Duomo.

Vero è che quello della regolamentazione della piazza non è l’unico problema di un’amministrazione che siede da poco più di un mese al governo del paese. Ma è altrettanto vero che è un peccato che il percorso intrapreso dal sindaco  – linea decisa e ferma per ridare dignità a un centro storico negli ultimi anni alla mercé dell’anarchia più assoluta  –  si sia pressoché arenato quando invece bisognava battere il ferro proprio mentre era caldo.

Il nostro giornale lo ripete da tempo. È  proprio a partire dalla Piazza (sembra un dato marginale, ma non lo è affatto) che potrà o no riaffermarsi il Primato Turistico del nostro paese. La ripetizione di spettacoli di dubbio gusto, chiassosi e scoordinati, le luci da night club d’antan, le casse fuori dagli ingressi dei bar che sparano bassi da fare tremare i muri, i monitor e le tv piazzate dappertutto come un’enorme discoteca.

Si stenta forse ancora a comprendere che una vera inversione di tendenza deve partire proprio da una “rivoluzione”, decisa e coraggiosa, a costo di scontentare chi crede di essere il padrone (o chi gliel’ha fatto credere) di Piazza Duomo. D’altronde non c’è rivoluzione che non lasci scontenta una minoranza. Intanto però quella minoranza tiene sotto scacco un’intera comunità e lo sviluppo ordinato del paese. La legge di una “parte” non può prevaricare su tutto e tutti, perché il danno non riguarda solo i residenti del centro storico (a cui va sempre la nostra solidarietà), ma si finisce per compromettere definitivamente il vero sviluppo turistico-economico cui Terrasini legittimamente aspira.

Lungimiranza impone che bisogna seminare oggi per raccogliere domani. E invece, perdurando questo stato di cose, è inevitabile che si sclerotizzi un malinteso senso di intrattenimento fracassone.

La piazza è di tutti” cui abbiamo creduto e sperato, non può e non deve rimanere solo uno slogan confezionato in campagna elettorale. Per questo ci crediamo e speriamo ancora.

Ne abbiamo parlato fino alla nausea di quanto accade nei fine settimana in Piazza Duomo e nel centro storico adiacente, con riflessi macroscopici (ordine pubblico) sul resto del centro abitato. Non è solo una questione di quiete, ma anche di vera e sana economia basata sul rispetto delle norme occupazionali. Si pensi, ad esempio, agli addetti che servono ai tavoli, per lo più giovani sottopagati. È questo il “volano” dell’economia di cui parlava il sindaco uscente? È economia questa? Forse lo è, ma per una ristrettissima categoria che introita lauti guadagni e poco distribuisce.

Si aspettavano le direttive della Sovrintendenza per il ridimensionamento degli spazzi scandalosamente occupati dai tavoli? Bene, sono arrivate, e ora?! Ma per il resto è il sindaco, la massima autorità in fatto di ordine pubblico, che deve intervenire con i mezzi previsti, le ordinanze, e farle rispettare (VV.UU.), senza riguardi per nessuno, a iniziare dalle amplificazioni per finire agli orari.

emblema comune sfumato

Cosa si aspetta, che passi l’estate?
Eppure non è poi così difficile individuare i divieti da inserire in un’ordinanza che possa mettere definitivamente la parola fine al degrado a cui assistiamo da troppo tempo e che, soprattutto, possa ridare al centro storico (perché ricordiamo che il problema non è solo la piazza) la dignità che merita:
1) basta emissione di musica (se si può definire tale quella che i bar emettono) se non in maniera soffusa e di gradevole ascolto;
2) basta fari a led colorati da night club;
3) basta tv e schermi piatti tra i tavoli dei bar. Insomma, atti semplici, che vadano verso il ristabilimento della dimensione umana, che consenta, stando seduti a un tavolo, di gustare una granita e di “ascoltarsi” vicendevolmente.

Decoro, ordine ed eleganza. Sono questi i requisiti che deve avere il centro storico di un paese che vuole definirsi turistico. Altrimenti, una volta e per tutte, affibbiamo definitivamente a Terrasini l’etichetta di paese dormitorio e di villeggiatura (l’indirizzo dato dalle scorse amministrazioni) e non ne parliamo più.
Ma che nessuno si azzardi ancora a citare il termine turismo solo per riempirsi la bocca.


 

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4 comments on “Piazza Duomo: un passo avanti e due indietro
  1. Bellissimo articolo. Grazie da parte di tutti noi che abitiamo nel Centro storico e un grazie particolare da me.

  2. E siamo sempre alle solite,dopo tanto proclamo la solita fumata nera…speriamo non ci siano condizionamenti esterni che impediscano cio’ che di buono era stato promesso.Bisogna continuare a martellare su questa strada,Terrasini deve tornare quella spendida cittadina dove si respira il mare con I suoi splendidi tramonti,e non una discoteca a cielo aperto.Buona giornata.

  3. Scappato da terrasini x quattro bar che si improvvisano di TUTTO pur di fare soldi, tutela x il cittadino?
    Nessuna!
    Rispetto?
    Nessuno!
    Nessun controllo, anarchia pura.
    Propongo di dare in comodato d'uso gratuito un alloggio alle famiglie dei gestori bar, curioso di vedere cosa potrebbe succedere

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