FELICE, PRETE MITE E GENTILE

 

VASTA COMMOZIONE PER LA SCOMPARSA DI PADRE FELICE RUSSO.
LA TOCCANTE TESTIMONIANZA DEL DIACONO SALVO ZANCA

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Foto di Antonio Mattina

La Comunità si stringe commossa intorno al feretro del Parroco spentosi dopo lunghe sofferenze nella notte di venerdì 10 giugno. Era nato a Balestrate 65 anni fa.
Il singolare percorso spirituale di un uomo che da operaio scelse di farsi prete.

Il Sindaco di Terrasini Giosuè Maniaci, interpretando i sentimenti dell’intera cittadinanza, esprime il cordoglio alla famiglia per la scomparsa  – si legge in un comunicato – di «una persona buona e sempre disponibile verso il prossimo, che ha retto per tanti anni con grande impegno e spirito cristiano la comunità parrocchiale della marineria. Un grande uomo di fede che, con umiltà e generosità, è sempre stato attento alle esigenze dei più bisognosi e dei più deboli e rispettoso nei confronti dell’intera cittadinanza terrasinese».
IL PROGRAMMA DELLE ESEQUIE

Abbiamo chiesto al Diacono SALVO ZANCA, che anche per questo ringraziamo, una testimonianza in ricordo del Parroco mite e gentile dei Pescatori, che da 26 anni guidava la Chiesetta “Maria SS. Della Provvidenza” che sovrasta il porto peschereccio.

 

 

di Salvo Zanca

 

«Ringrazio il Signore per tutto quello che mi ha dato, per avermi fatto vivere la notte ed il giorno, la terra ed il cielo. Per avermi fatto vivere l’esperienza del figliol prodigo, facendomi gustare la bellezza del suo amore di Padre accogliente e misericordioso».

Queste poche parole rappresentano quella che potremmo definire l’ultima omelia di don Felice Russo, parroco della Parrocchia Maria SS. della Provvidenza di Terrasini. Parole pronunciate su un letto d’ospedale da un vero sacerdote di Cristo, pienamente consapevole di ciò che gli sarebbe accaduto. Sono parole semplici perché padre Felice era un uomo semplice ma, nel contempo, sono parole profonde, piene di senso, perché se c’era una caratteristica che apparteneva proprio a quest’uomo di Dio era quella di trasmettere, con estrema semplicità, concetti davvero profondi.

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Poche parole attraverso cui padre Felice si mostrava, ancora una volta, grazie alla grande umiltà che possedeva, in tutta la sua umanità. Un’umanità fatta di esperienze liete (il giorno) e tristi (la notte), di momenti alti (il cielo) e momenti in cui emergevano i limiti della natura umana (la terra). Ma ciò che per lui contava, e di cui lui ha veramente fatto esperienza, era la grandezza e la bellezza dell’amore di Dio, che sempre lo ha accompagnato in tutta la sua esistenza.

Di questo amore padre Felice è stato prodigo testimone. Lo ha fatto conducendo una vita dedicata interamente alla parrocchia. Chi lo ha conosciuto sa che il suo unico interesse era pensare alla sua comunità parrocchiale, alle celebrazioni, agli incontri di catechesi, ai pellegrinaggi, ai momenti di agape fraterna che lui, con molta gioia ed entusiasmo, offriva ai suoi parrocchiani o a coloro che gli chiedevano di organizzare degli eventi nella sua parrocchia.

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Primi anni Cinquanta. Pescatori prima della costruzione del porto. Sul costone la Chiesa Maria SS. della Provvidenza.

Aveva un grande senso dell’ospitalità. Non dimenticava mai le sue origini, il periodo dell’emigrazione in Germania, l’esperienza di operaio, il ritorno nella sua terra, i benefici ricevuti in vista dell’ordinazione sacerdotale. È da questi ricordi che lui traeva la forza per essere sempre generoso,  sempre pronto ad aiutare chi era in difficoltà, sempre attento ai bisogni degli altri.

Aveva grande sensibilità per le vocazioni sacerdotali e seguiva con amore paterno il percorso dei seminaristi. Anche verso il ministero diaconale aveva grande sensibilità, nonché per la ministerialità in genere, mostrando una grande apertura verso il ruolo dei laici che lui amava tanto coinvolgere e responsabilizzare nelle varie attività parrocchiali.

Nei confronti dei suoi confratelli sacerdoti si sentiva sempre l’ultimo e li guardava tutti con sincera ammirazione, esaltandone le loro qualità. Spesso diceva di sé non so fare niente non accorgendosi invece di tutto ciò che, con la grazia di Dio, riusciva a compiere. Chi lo ha veramente conosciuto sa che non si trattava di una finta umiltà o di un escamotage per ricevere consensi o lodi. Lui era davvero cosi.

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L’interno della Chiesa della Provvidenza

In virtù della sua amicizia con Dio era capace di offrire, sia durante le omelie che in altri momenti, delle sagge analisi degli eventi contemporanei. Riflessioni illuminate e lungimiranti. Individuava la causa dei tanti disastri umanitari nel progressivo allontanamento della società da Dio ma mai (e sottolineo mai) le sue riflessioni si concludevano con un triste finale. Nella sua visione della vita la speranza trionfava sempre, l’amore di Dio trionfava sempre. Tanto è vero che fra i tanti proverbi o le tante massime che amava citare nei suoi discorsi ce n’era una, in particolare, che spesso ricorreva: «per aspera ad astra», ossia, attraverso le asperità si giunge alle stelle. Già, è proprio la via che ha percorso padre Felice negli ultimi giorni della sua esistenza terrena, una via dolorosa che ha condotto abbracciato alla sua croce. Una croce su cui poi è salito e da cui ha spiccato il volo verso il cielo, vivendo così ciò che lui stesso ci insegnava: «la croce è il trampolino di lancio verso il cielo».

A noi il compito di raccogliere la sua eredità, a noi il compito di non lasciarci sopraffare dal dolore, a noi il compito di ricordare sempre che in Cristo Gesù non esiste sconfitta, anche quando il dolore di una grande perdita diventa lancinante e tutto sembra finito.

La via dell’esistenza a volte può diventare davvero irta e tortuosa, per niente facile ma, come direbbe padre Felice…. figlioletto caro… per aspera ad astra.


IL PROGRAMMA DELLE ESEQUIE:

Domenica 12 giugno: alle ore 12:30 il feretro arriverà a Terrasini nella Parrocchia della Provvidenza dove sarà allestita la Camera ardente;
alle 18:30 verrà celebrata (sempre nella Chiesa della Provvidenza) la prima messa funebre. Seguirà una veglia di preghiera.
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Lunedì 13 giugno: alle 10:30 partirà il corteo funebre verso la Chiesa Madre dove sarà celebrata alle 11:00 la messa presieduta da S.E.R. Mons. Michele Pennisi, Arcivescovo di Monreale.

Dopo la messa la tumulazione al cimitero di Balestrate, suo paese natio.


 


 

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