Biblioteca: Grazie a Quella Lettera …

 

Chissà se è solo un caso o se la data che riporta la lettera  – 5 maggio –  è invece un messaggio, non tanto subliminale, che l’autore o l’autrice ha voluto aggiungere a quella missiva così già tanto carica di contenuti. «Ei fu, la Biblioteca Comunale di Terrasini. Ei fu».

biblioteca copertina

 

   – di Franco Cascio –

Delle traversie che hanno interessato la massima istituzione culturale del paese si è scritto e detto tanto. Ma forse non abbastanza per trasmettere ai cittadini terrasinesi la portata del danno che è stato perpetrato nei confronti di ciò che da più di quarant’anni rappresenta il fiore all’occhiello di Terrasini. Una Biblioteca che tanti centri ci invidiano e che poco o nulla ha da invidiare a quelle di parecchie medio-grandi città. Non abbastanza perché, come abbiamo scritto, non si è mai registrata una voce di dissenso forte e chiara, una interrogazione, una petizione, una pubblica denunzia. Anzi, le uniche voci di cui la comunità culturale terrasinese ha dovuto prendere atto – e con non poco imbarazzo – sono state quelle di un non terrasinese, il Presidente del GAL Pietro Puccio, che si è lasciato scappare qualcosa come «i beni comunali devono essere utilizzati per le necessità dei cittadini». Parole che – a dire dell’ex sindaco di Capaci ed ex Presidente della Provincia – “giustificherebbero” la scellerata decisione di sfruttare alcuni locali di Palazzo Cataldi – sede esclusiva della Biblioteca Comunale – per ospitare il Centro Unico di Prenotazione dell’Asp 6, come se non esistessero altri siti. A parte che non è chiaro per quale motivo il presidente del Gal vada oltre le proprie competenze, con un’invasione di campo del tutto inopportuna, con tutto il rispetto per il signor Pietro Puccio, stimato ex amministratore, ma di certo non in possesso di quell’autorevolezza e di quello spessore tali da consentirgli valutazioni sui beni culturali del paese e sulla loro gestione e finalità.

Alla lettera che abbiamo deciso di pubblicare – e che abbiamo fatto nostra – ci auguriamo possa seguire una levata di scudi da parte dell’opinione pubblica terrasinese e da chiunque abbia a cuore le sorti della Biblioteca Comunale e, più in generale, dello stato della Cultura a Terrasini, non da ora alla mercé di uomini che hanno dimostrato una risicatissima sensibilità culturale.

Così come una levata di scudi ci auguriamo possa verificarsi per la tutela di tutto il patrimonio artistico, storico, ambientale, monumentale di Terrasini, negli ultimi anni visibilmente compromesso da una politica turistica buona sicuramente per le borgate (mangia, bevi, ridi e balla), ma non per un paese come Terrasini che merita sicuramente ben altro.

La piazza di Terrasini lottizzata (deturpata) e offerta in comodato d’uso a chi non ha perso tempo a trasformarla in uno spazio-discoteca a cielo aperto; il lungomare come un suk, terra di nessuno in mano ai venditori ambulanti di merce contraffatta. Sono gli esempi più emblematici, oltre a essere lo specchio del degrado in cui Terrasini si è cacciata e da dove farla uscire non sarà affatto facile.

 

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2 comments on “Biblioteca: Grazie a Quella Lettera …
  1. Come si fa a rimanere insensibili al grido di dolore che che da più parti del paese, giunge a noi, a difesa di un passato e della sua tradizione culturale, che per colpa di qualcuno, rischia inesorabilmente la fine. A questo qualcuno, ricordiamo che noi ci batteremo affinchè questo scempio non accada, e lotteremo per ridare un nuovo splendore a questo paese così martoriato. La nostra completa solidarietà per qualsiasi iniziativa che verrà intrapresa a salvaguardia della cultura del paese di Terrasini.

  2. Sono felice che qualcuno ogni tanto si ricordi della cultura, ma sono dispiaciuto del fatto che questo interesse non sia sempre percepibile nelle occasioni in cui la voce comune si dovrebbe levare alta in difesa di "tutto il patrimonio culturale". Negli ultimi anni abbiamo assistito impotenti, rassegnati, distratti, indolenti, disinteressati ad avvenimenti come l'espianto forzoso dei Ficus della piazza e il crollo della Torre Toleda. Dove eravate? Dove eravamo? La Biblioteca ce l'hanno scippata da tempo affidandola a mani incompetenti e disinteressati alla sua sorte. L'unica cosa a cui si sono mostrati interessati è il palazzo con la sua possibilità di ingoiare finanziamenti e offrire spazi per gli usi più vari. Ma la cultura, da tempo non abita più li e dubito che voglia tornarci.

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