LA SEDIA ROTTA DI L’ABBATI MELI -video-

 

copertina sedia

Quanti, nonostante tutto, provano ancora AMORE per i simboli della storia del nostro paese, si mettano d’ora in poi il cuore in pace: la Seggia di l’Abbati (così come tante altre testimonianze storiche del nostro territorio) non la vedranno più. È stata distrutta diversi anni fa da un pugno di balordi. Per verificarlo ci siamo fatti guidare sul posto da ANDREA BARTOLOTTA del “Forum Ambiente Cala Rossa”.


Immagine 2Dunque, accadeva anche di peggio nel passato: altro che frasi scritte con la vernice sulle rocce della Grotta Perciata o della Grotta Salina di Cinisi. Le scritte alla fine si cancellano, ma le ferite di una distruzione restano.

C’era un lontano sentore dell’episodio vandalico, ma ci eravamo sempre illusi che non fosse così finchè uno di quei “fessi” che “nonostante tutto si ostinano ad amare”, non ci ha condotto sul punto preciso per farci constatare con i nostri occhi e col nostro obiettivo.

Due o tre giovinastri armati forse di spranghe di ferro, che si arrampicano fra le “tenere” falesie della Grotta Perciata verso un punto preciso per distruggerlo, non è una scena piacevole da immaginare, capire e raccontare.

Eppure è accaduto! Quali saranno mai i profondi meccanismi belluini che a un certo punto scattano nelle menti associate nella dissociazione? Non mossi da certo fanatismo religioso (sarebbe quasi naturale accostarlo alla distruzione di Palmira); non mossi da odio verso il Poeta e la poesia dialettale (già sarebbe qualcosa) … Niente di tutto questo, ma solo la sublimazione della bestialità primordiale: distruggere per distruggere, e basta.

Nel servizio-video pubblicato il 28 ottobre intitolato Grotta Perciata: La sedia e lo sfregio eravamo andati alla ricerca della Sedia, ma giunti sul posto eravamo stati colpiti dalle ormai famose scritte sulle ineguagliabili falesie che contornano la grotta. Eravamo rimasti disorientati perché non riuscivamo a individuare la Seggia, basandoci sui nostri ricordi di molti anni fa. Così credemmo di averla trovata e la inquadrammo con insistenza, ma in cuor nostro sapevamo che quella non era la vera Sedia. Infine ci rivelarono la verità.

ECCO IL SERVIZIO-VIDEO CON ANDREA BARTOLOTTA. CI SCUSIAMO PER LA QUALITÀ DEL SONORO IN MOLTI TRATTI PESSIMA MA ERA UNA GIORNATA MOLTO VENTOSA CHE HA INCISO SULLA RICEZIONE AUDIO.

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One comment on “LA SEDIA ROTTA DI L’ABBATI MELI -video-
  1. Nulla è frutto del caso, nemmeno l'opera dei vandali. Cosa distingue infatti la loro opera sconsiderata dalla barbarie scientifica di alcuni uomini che in varie epoche hanno amministrato la nostra Terrasini? Chi ha consentito che si costruisse all'angolo di piazza Duomo quel brutto palazzetto che deturpa lo scenario offerto dalle altre costruzioni per le quali si esiggono giustamente restauri filologici? Chi ha estirpato i Ficus che facevano parte dell'arredo storico di piazza Duomo e che una legge recente ora protegge? Chi continua a consentire che nel centro storico le facciate vengano deturpate dalle ventole dei condizionatori? Chi ha consentito che a Villa San Giuseppe si installasse una ridicola gru che funge da terminale della fontana e che mal si integra con il con il contesto architettonico circostante? Non certamente "i cosiddetti vandali" ma chi da dove passa non fa più crescere nemmeno l'erba……..

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