L’ANTENNA AZZOPPATA

25 METRI. QUESTA L’ALTEZZA DI UN VERO E PROPRIO TRALICCIO PER LA TELEFONIA MOBILE CHE AVREBBE DOVUTO SVETTARE NEI CIELI DI CONTRADA SERRA. E TUTTO GRAZIE AL PROVVIDENZIALE “SILENZIO-ASSENSO” DEGLI UFFICI COMUNALI PREPOSTI.

ANTENNA

Poi, però, qualcosa si è inceppato allorché, in fase di realizzazione, hanno cominciato a interessarsene il “Forum Ambiente Cala Rossa”, alcuni cittadini della zona e un consigliere di opposizione. In paese se ne parlava da giorni.
«Ma in mano a chi siamo?!» si chiedono ora sgomenti gli stessi che avevano appena accennato alla protesta.

Un assessore, messo sotto accusa diversi anni fa dai cittadini per un caso analogo (da qui scaturì poi la necessità di un “Regolamento” ad hoc), durante una Seduta consiliare dichiarò: «Cari consiglieri, dobbiamo metterci d’accordo innanzitutto con noi stessi: se vogliamo i cellulari, dobbiamo accettare le antenne che trasmettono il segnale, altrimenti gettiamoli nella spazzatura».  Un consigliere (non ricordo chi fosse) rispose più o meno che non si poteva fermare il progresso e che, con un po’ di buona volontà, e applicando le norme, si potevano conciliare entrambe le cose: ridurre al minimo le onde elettromagnetiche e continuare a usare i telefonini.

Per questo fu redatto e approvato un buon “Regolamento” (delibera consiliare n.62 del 7/10/2004 riguardante “l’installazione di impianti per la rete di telefonia cellulare”) che, fra le tante cose, impediva che si potesse nel presente di allora, e nel futuro di oggi e di domani, installare antenne di telefonia in territorio contrassegnato con le sigle “Zona A, B, C”.

delibera traliccio

Il traliccio di oggi sarebbe dovuto sorgere, appunto, in “zona C“. Perché è fortunatamente fallita la sua erezione?
Lo abbiamo già accennato. In particolare il consigliere Fabio Viviano, una mattina della metà di marzo di quest’anno, si reca negli uffici tecnici del Comune per chiedere copia di tutta la documentazione prodotta dalla società installatrice. Non tutta la documentazione è però immediatamente disponibile e così, un paio di giorni dopo, ritorna a chiedere. Ma il resto della documentazione promessa  -lo informano-  è stata avocata dal Sindaco in persona. Una cosa però è certa: da quel momento il traliccio è stato “azzoppato”. STOP ai lavori, sopralluogo dei Vigili e, pare, della Guardia Forestale per alcuni alberi abbattuti per far posto al traliccio.

QUESTI IN SINTESI I FATTI, MA C’È DELL’ALTRO.
La prima domanda-riflessione che sorge spontanea è la seguente: perché il sindaco dispone che gli atti relativi gli siano consegnati?
Una possibile risposta (la più benevola) potrebbe essere che egli, fino a quel momento, non era stato informato di quanto stava accadendo in Contrada Serra.

Le giustificazioni dell’ufficio preposto? Nel passaggio delle consegne da un capo servizio a un altro è sfuggito che occorreva rispondere entro i termini di legge alla richiesta della Società telefonica. Dunque, chi tace acconsente!

Gran bel principio quello del “silenzio-assenso”, ma non sempre applicabile, altrimenti potrebbe configurarsi l’“omissione” in atti d’ufficio. Infatti 11 anni fa -come già detto- perchè mai il Consiglio comunale, presa coscienza del grave pericolo che simili antenne rappresentavano e rappresentano per la salute dei cittadini, avrebbe predisposto e approvato un “regolamento”? E i regolamenti vanno applicati, altrimenti che fa, abbiamo scherzato?

La vicenda però, anche questa emblematica di un certo clima che si respira da alcuni anni a Terrasini, a ben riflettere va ben aldilà delle onde elettromagnetiche. Ma di questo scriveremo presto in un prossimo articolo.

 

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