LA SCUOLA AL CENTRO. Intervista Ai Dirigenti Delle Nostre Scuole, a Un Mese Dalla Ripresa Delle Attività

festa 3Col presente servizio (video) inauguriamo una sorta di “Sportello Scuola” a disposizione di tutti, genitori e docenti in primo luogo, ma anche, perché no, di giovani studenti. Chiunque, quindi, se lo vorrà, potrà inviare le proprie osservazioni, evidenziando pregi, disfunzioni, disguidi o, magari, avanzando proposte tendenti a migliorare la nostra scuola primaria, fondamentale per la crescita culturale e civile dei nostri giovani.

servizio di Sabrina Vitale

«La Scuola pubblica italiana, in quanto fondamentale Istituzione democratica dell’Istruzione e della Cultura, oggi come non mai è attraversata da profonde trasformazioni».

Bella frase questa, ma quanto mai lapalissiana.

Infatti le società tutte, e con esse le istituzioni che ne sono a fondamento, in ogni tempo sono sempre segnate da trasformazioni più o meno profonde. Ogni epoca ha vissuto il proprio presente come schiacciato fra il passato e il futuro: da qui l’incessante “gioco” di sfide. Ci sono dunque sempre stati e sempre ci saranno i grandi innovatori da una parte e gli altrettanto grandi conservatori dall’altra. L’odierna sfida (in atto da almeno un decennio) è quella dell’alfabetizzazione tecnologica e dell’informatica (a tutti -docenti soprattutto- consigliamo di consultare i fondamentali contributi del Prof. Massimo Dolce pubblicati in questo “Spazio Scuola”).

Oggi, nella tumultuosa “evoluzione” di mezzi e tecniche dell’apprendimento, si inserisce però una nuova e diversa criticità (soprattutto economica), che ne condiziona il rettilineo fluire e ne complica gli esiti.

I mutamenti, peraltro, sono facilmente avvertibili sia nel linguaggio (l’altro giorno, a esempio, una mia ex giovane collega ha usato il termine “sclerato” per indicare cosa accade a un bambino dopo cinque ore di permanenza in classe), sia nei rapporti interpersonali (fino a un decennio fa era impensabile darsi del “tu” col direttore didattico). Si tratta di forme? Forse, ma sotto ogni forma c’è sempre la sostanza.

Non vi è alcun dubbio (e qui concludo) che la Scuola nazionale si trovi oggi a raccogliere una nuova grande sfida alla quale nessuno, men che mai la scuola terrasinese, può sottrarsi, pena l’esclusione dal processo generale (l’attuale governo credo ne abbia sufficiente consapevolezza).
Speriamo che il vino non diventi aceto.

(GiuRu)

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