Biblioteca Comunale, Enogastronomica e Magari Letteraria

In un precedente articolo avevamo fatto riferimento a una delibera di Giunta introvabile nell’archivio del sito comunale. Riguardava l’istituzione del “Circolo ricreativo Culturale” a Palazzo Cataldi, sede della Biblioteca comunale (delibera n. 19 del 27/2/2013).

BANCONE

Nel caotico archivio, di difficilissima consultazione (dipende dalla impostazione del sito -ci dicono- che dovranno risistemare), non si era riusciti a individuarla. Avevamo pensato male (e poi perché? a volerci ben pensare è del tutto irrilevante nelle sue conferme!). Qualcuno ci ha sussurrato che c’è ed è viva e vegeta. L’abbiamo rintracciata (basta cliccare sul link di cui prima).

Intanto ci hanno inviato alcune foto del “bancone” all’ingresso (detto più elegantemente “front office”) che accoglierà i lettori (?!) .
Si inaugura così, per la prima volta in Europa, una nuova tipologia di ritrovo culturale. Dopo i “caffè letterari” (che sono spesso cosa seria), d’ora in poi ci saranno anche le “enogastronomie letterarie”.
Vi pare cosa da poco?! Voi che ne dite?

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2 comments on “Biblioteca Comunale, Enogastronomica e Magari Letteraria
  1. devo dire che il “bancone” è di buona fattura e non comprendo l’ennesima polemica sterile di un uomo insoddisfatto…. non so se pubblicherete questo commento.. io ci provo a dire la mia in una testata “libera”
    Rosetta Burgio

    • Gentile Signora Burgio, non ci si è mai soffermati nei nostri articoli in questioni estetiche e neanche nel merito della ristrutturazione in sè dell’immobile, sul quale, anzi, sono sempre stati espressi da parte nostra apprezzamenti poiché andava eseguita senza alcun indugio. I nostri forti dissensi si sono alimentati in occasione di altre operazioni a dir poco discutibili (si veda la mostruosità di Piazza Titì Consiglio, per la quale, anche in quella occasione non siamo mai entrati nel merito della ristrutturazione estetica, nè della destinazione-mercatino da noi, al contrario, ritenuta interessante). La Biblioteca comunale “Claudio Catalfio”, con la sua storia, come ben documentato dagli articoli di Antonio Catalfio, ha sempre rappresentato un simbolo preciso, un punto di riferimento culturale per la nostra Comunità; simbolo e storia stravolti in buona misura da un personale tecnico-amministrativo che nulla sa del nostro territorio (buoni tecnici/architetti sono quelli che sanno entrare in sintonia con la cultura dei luoghi ancor prima che col doppio centimetro). Per concludere, ben altro sito si sarebbe potuto e dovuto individuare per l’allocazione del “percorso enogastronomico” o, quanto meno, ridurne l’occupazione degli spazi. Tutto qui per quanto mi riguarda. Per quanto concerne la mia “insoddisfazione” non di uomo, ma di cittadino consapevole, che come tutti ha dirittto di esprimere liberamente i propri dissensi, ha totalmente ragione la Signora Burgio, sono del tutto insoddisfatto così come lo sarebbero i miei avi terrasinesi dinanzi a tanta mediocrità e superficialità.
      Giuseppe Ruffino

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