FILIPPO PAGANO: DALLA NASA AL LIBRO DI LUCIO LUCA

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CI SCRIVE LUCIO LUCA, IL VICE CAPO DELLA REDAZIONE ESTERI DE “LA REPUBBLICA”.
SCRIVE DI AVER LETTO IL NOSTRO SERVIZIO DEL 18/9 DEDICATO ALL’ING. FILIPPO PAGANO, IL PICCOLO GRANDE UOMO CHE PER TANTI ANNI HA LAVORATO PER LA NASA E DI VOLERLO INSERIRE NEL SUO LIBRO DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE. RINGRAZIAMO SINCERAMENTE LUCIO LUCA NON SOLO PER LA SENSIBILITÀ NEL DARE RISALTO AD UN NOSTRO ILLUSTRE CONCITTADINO, MA ANCHE PER AVER VOLUTO ONORARE CON LA SUA FIRMA UN “PERIFERICO” GIORNALE ON LINE COME TERRASINI OGGI.

Ecco cosa scrive:

Caro direttore,
sono tornato a Terrasini dopo diversi anni grazie a un articolo che ho avuto la fortuna di leggere sul tuo sito e per questo voglio anzitutto ringraziarti.

Vivo da molto tempo a Roma e poter rivedere i luoghi dell’infanzia, quelli dove ho trascorso splendide giornate estive ancora impresse nella mia memoria, è stato sicuramente un privilegio.

Sono ritornato a Terrasini per incontrare una persona straordinaria che volevo assolutamente inserire nel mio libro di prossima pubblicazione che racconta le storie di alcuni siciliani che hanno avuto successo negli Stati Uniti.

Grazie all’articolo di “Terrasini oggi” ho conosciuto Filippo Pagano, l’ingegnere che per 50 anni ha lavorato per la Nasa vivendo in prima persona momenti passati alla storia come le missioni di Apollo 11 e Apollo 13. L’ingegner Pagano ha collaborato con Neil Armstrong, il primo uomo a sbarcare sulla Luna, era presente nelle drammatiche ore in cui tutto il mondo seguiva con apprensione le sorti dei tre astronauti dell’Apollo 13, c’era purtroppo anche quando – era il 1986 – la missione dello Shuttle si concluse appena 73 secondi dopo il decollo con l’esplosione del Challenger in diretta tv e la morte di sette giovani astronauti.

Ho trascorso qualche ora con Filippo Pagano, che a 86 anni rappresenta davvero un pezzo di storia degli Stati Uniti, dell’Italia e in particolar modo di Terrasini, la sua terra natale. Sono orgoglioso di averlo conosciuto e spero di riuscire a raccontarlo al meglio nel libro “Dall’altra parte della Luna” (un titolo che avevo pensato ben prima di intervistare Pagano ma che adesso suona quasi profetico) che spero di poter presentare anche a Terrasini tra qualche mese.

Ho deciso di scrivere questa lettera al sito perché mi ha colpito una considerazione letta nel vostro articolo. All’ingegner Pagano la città di Terrasini non ha ancora pensato di consegnare una targa, un riconoscimento per quanto “nonno Filippo” ha fatto nella sua lunga e fortunata carriera. Vorrei semplicemente associarmi alla vostra considerazione e lanciare, nel mio piccolo, un appello al sindaco. Non molti comuni possono vantare un concittadino così illustre e prestigioso come l’ingegnere Pagano. Consegnargli un attestato di stima e di gratitudine da parte del suo paese mi sembra doveroso.

Spero che questo appello possa essere sottoscritto dai cittadini di Terrasini e che l’amministrazione comunale possa farlo suo al più presto. L’ingegner Pagano lo merita.

Un caro saluto e grazie per l’ospitalità
Lucio Luca
(vice capo della Redazione Esteri
“La Repubblica”)

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