CARRETTI, CARROZZE E FINIMENTI. Ecco il Piccolo Grande Museo Di Nunzio Chirco “Maranzano” (video)

 


chirco 2Vi sono tesori nascosti fra le nostre contrade. Vanno cercati, scoperti e valorizzati poichè spesso rappresentano significative testimonianze di antiche forme del lavoro, espressione genuina della nostra cultura popolare.

Uno di questi tesori “scoperti” appartiene a Nunzio Chirco “Maranzano”, il postino ancora in servizio che, in un certo senso, ha rallentato il tempo. Il suo è il risultato di una ricerca costante e paziente sostenuta da sogni, obiettivi e passione che – quest’ultima soprattutto – ha origini lontane.
Quel piccolo grande museo realizzato con le sue stesse mani è, dunque, l’orgoglio di una vita, di un uomo semplice che non rinnega le sue origini, ma anzi le esalta, vantando l’antico mestiere di carrettiere dei suoi avi.

Un piccolo museo?  Ma quando mai …! Un grande museo perché non è fatto soltanto di “cose” (che già sarebbe tanto), ma anche di fatica e sacrifici che trasudano amore, bellezza e cultura. Anche per questo vale la pena visitarlo. Si trova nel preciso “confine” fra i territori di Cinisi e Terrasini, in Contrada “Piano Cavoli”, e vi si arriva per una trazzera polverosa che fiancheggia un tratto del Furi. (Giu.Ru)


 Note di Maria Anastasi


Apriamo il servizio, proponendovi una bellissima poesia di Stefano Venuti composta nel 1976.


la poesia di venuti

 

Dice Nunzio Chirco di riconoscersi bambino in quei versi, soprattutto nella prima parte. E chissà se è proprio a lui che si ispirò l’artista e politico cinisense. Nunzio sin dall’nfanzia segue, osserva e … conserva nel cuore e nella mente le dure giornate del padre carrettiere (fra i più provetti del paese, MimidduMaranzanu) e dello zio Pippinu.
E proprio di Nunzio scrive ancora Venuti: «[…]La vita del padre ha per Nunzio un fascino particolare. Il carretto con le tecniche di costruzione, il carretto come mezzo di trasporto e di sostentamento […]».

Alla morte del padre e dello zio si fa strada in Nunzio l’esigenza di raccogliere oggetti, finimenti, parti di carretti, foto e quant’altro faccia parte di quel mondo ormai tramontato. E così, giorno dopo giorno, anno dopo anno finisce col collezionare un gran numero di oggetti. Da lì l’idea di realizzare una specie di picolo museo, una esposizione che non è altro che un tributo alla vita di sacrifici dei suoi avi.

Poi, intorno ai trent’anni, Nunzio conosce il Prof. Migosi, che frequentava la stalla dello zio Pippinu. Il professore, che è un cultore di carretti e carrozze, nota subito la passione del giovane e con lui instaura una solida amicizia.

Scompare il Professore, ma Nunzio ha ormai la strada tracciata. Allarga le sue conoscenze e arricchisce la raccolta di nuovi “pezzi”. Oggi cura come e più di prima il suo gioiello perchè sa che, così facendo, fermerà il tempo fin quando e quanto può.


IL SERVIZIO VIDEO DI VITO CARDINALE


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