L’INCONTRO DEL SINDACO CON I CITTADINI OCCASIONE PER MEDITARE E GUARDARE AVANTI

 


Piazza Duomo, 16 giugno 2017, ore 21:30.
Ampia partecipazione alla manifestazione organizzata dal Sindaco e dalla Giunta per fare un primo bilancio sull’attività amministrativa a un anno dall’insediamento.
Ma già nella mattinata di ieri era giunta conferma di un pesante provvedimento disciplinare adottato dal Sindaco nei confronti di un Capo area del Comune. 

MANIFESTAZIONE SINDACO

Ieri sera in Piazza Duomo

Chi ha seguito ieri sera con animo distaccato, cioè senza preconcetti, la  manifestazione organizzata dal Sindaco e dalla Giunta per fare un primo bilancio con i cittadini sull’attività amministrativa a un anno dall’insediamento, ha avuto la sensazione che di tutto si è trattato, tranne che di una “celebrazione”. Infatti la celebrazione (che pure sarebbe stata comprensibile nel contesto, fra l’altro, di un’ottima scenografia) è presto scemata verso fatti concreti e misurabili sotto il lieve incalzare di domande efficacemente poste da Franco Cascio e Vanessa Leone.

cittadini in piazza con maniaci sindacoÈ inutile nasconderlo o giravi intorno. Si può essere guardinghi e critici come noi del giornale, o avversari quanto e come si voglia, ma i fatti sono fatti: fatti concreti affastellati in 12 mesi, parecchi e spesso di qualità tanto da indurci a rivedere al rialzo la votazione affibbiata ieri in un nostro commento.

In questo quadro, tutto sommato promettente, sarebbe ingiusto pretendere tutto e subito, anche se, ad onor del vero, di più si sarebbe potuto e dovuto fare, ad esempio, per la complessa questione relativa al futuro assetto civile, legale e culturale da imprimere al centro storico (anche questo un tema, sia pur blandamente, toccato ieri sera).

Ma al di là dei risultati conseguiti – che ripetiamo – sono numerosi in ogni ambito, dall’igiene (differenziata e prossimo ARO) all’ambiente (si veda Furi e “pennelo” a mare), dalla cultura (Biblioteca, arredo urbano, ecc.), al gruppo legale interno (fonte di risparmio notevole per l’Ente), quel che che abbiamo veramente misurato ieri sera è il cambio di passo rispetto al recente passato: una nuova sensibilità e un diverso modo di approcciarsi ai problemi e ai cittadini caratterizzano questa fase amministrativa del paese.

Certo, non dimenticando le sfasature dei primi momenti (chiosco-villa) e le incertezze-lentezze in itinere (centro stoccaggio-compostaggio), non ci stancheremo di ricordare la necessità di rivedere il PRG rimasto ad ammuffire negli armadi dei tecnici comunali, che sta alla base di tutte le questioni in campo (argomento trascurato ieri sera).
Noi in quanto giornale seguiremo passo dopo passo l’evolversi degli eventi e le nuove emergenze che via via si presenteranno, alla soluzione delle quali saremo tutti chiamati.

Ma a chiusura di questi primi 365 giorni non si può non citare un atto forte intervenuto nella vita amministrativa da ascrivere a questa amministrazione. Un atto di quelli mai assunti nella storia amministrativa di Terrasini. Qualcuno l’ha definito “atto coraggioso”. Può darsi, ma il “coraggio” è ben altra virtù che, quando e se sarà il momento, sarebbe opportuno sfoderarlo (tutti) per altre questioni.

Ci si riferisce alla sospensione di un mese dal servizio – predisposta dal segretario generale Cristofaro Ricupati su precisa indicazione del sindaco – del capo area all’urbanistica arch. Girolamo Aldo Carano cui dovrebbe seguire, a breve, analogo provvedimento nei confronti di un altro capo area. Tuttavia ieri sera, durante l’incontro con i cittadini, il sindaco – come era giusto che fosse – non ne ha fatto il minimo cenno.

L’arch. Carano – è opportuno ricordarlo – è da parecchio tempo al centro di forti polemiche fra le Associazioni ambientaliste di Terrasini, di esponenti politici e di buona parte dell’opinione pubblica a causa di alcune scelte di carattere urbanistico, non ultimo il caso realtivo al “mostro” di Piazza Titì Consiglio dove avrebbe dovuto sorgere il “mercato del contadino”.

Ma da cosa nasce oggi questo provvedimento disciplinare che colpisce uno dei centri più delicati, se non il più delicato, del Comune? Per capirlo riprendiamo alcuni passaggi di un articolo di Antonio Catalfio pubblicato su “Il Vespro” il 9 maggio scorso.


«All’indomani della posa della prima pietra dei nuovi loculi in convenzione col Circolo Democratico, si scatena una durissima polemica dopo che il consigliere d’opposizione Dario Giliberti posta su un social foto imbarazzanti di resti di estumulazioni lasciati a cielo aperto in attesa di smaltimento in quanto rifiuti speciali. Scattano i primi provvedimenti disciplinari. “Indegni” è il commento del consigliere Dario Giliberti che attacca il sindaco e l’assessore al ramo Angelo Cinà: “Sono immagini sconcertanti che richiedono da parte dell’amministrazione scuse pubbliche e un’assunzione di responsabilità a tutti i livelli, non la solita arroganza di chi continua a vendere fumo”.
Risponde il Sindaco Giosuè Maniaci: “Facciamo chiarezza e rinfreschiamo la memoria a qualche smemorato che oggi grida allo scandalo e alla vergogna. Facciamo chiarezza dicendo che quelle foto che tanto hanno fatto clamore su Facebook mettono in mostra resti di bare dopo estumulazione e NON contengono resti umani così come qualcuno in assoluta mala fede ha voluto fare credere ai concittadini! Facciamo chiarezza dicendo che questi resti periodicamente si sono accumulati dal 2013 e niente hanno a che fare con la presenza dei nostri cari in quelle bare! Certo si tratta di una circostanza grave per la quale saranno presi provvedimenti disciplinari nei confronti dei responsabili! [……………]
[……………]. Intanto si apprende che sono partiti i primi provvedimenti disciplinari nei confronti dei due custodi del cimitero terrasinese: 10 giorni di sospensione dal servizio. Ma si attendono altri provvedimenti per i quali il sindaco attende relazione dettagliata».


Giosuè Maniaci, erede di una famiglia poltica d’altri tempi – come lui stesso ha sottolineato –  sa bene quali sono le incertezze, i vuoti ma anche le positività che hanno caratterizzato questi primi 365 giorni. Dipende soprattutto da lui trasformare le ombre in luci (il che non sarà agevole), non dimenticando mai il contatto diretto e trasparente col popolo e il confronto leale con le opposizioni da cui potrà trarre la necessaria energia per i restanti tre anni di amministrazione.


 

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