Il Nocella, le istituzioni, i cittadini e il j’accuse della Mannino

 


Caso Nocella. Il blitz della Mannino si trasforma in un lancio di accuse verso tutto e tutti.  Il consigliere Fiorenza: “Campagna elettorale con 4 foto, mentre c’è chi lavora seriamente”. Il comandante La Manna: “Mai tirati indietro nei controlli”.

nocella copertina


di Franco Cascio


Il reportage giornalistico della parlamentare Claudia Mannino non fa una grinza. Aggiungere parole è pure superfluo. I video e le immagini parlano abbastanza chiaro. Reportage che comunque avrebbe potuto fare chiunque, senza scomodare un parlamentare che, invece (anche se come ammette lei stessa la competenza sul Nocella è regionale), dovrebbe preoccuparsi di affrontare maggiormente il problema nelle sedi deputate.

 

L’on. Claudia Mannino, ricordiamolo, è una delle protagoniste dello scandalo delle firme false del M5S. I maliziosi potrebbero affermare che la sua attività sul territorio sia solo un tentativo di ricostruirsi una credibilità, in bilico dopo la brutta storia che l’ha vista coinvolta. Noi non lo pensiamo, anche perché non è certo una novità il fatto che l’attività “politica” dei parlamentari grillini non si sporga mai oltre la denuncia con foto e video sui social. La Mannino parla poi di interrogazioni parlamentari che, come è noto, lasciano il tempo che trovano e servono sostanzialmente a smuovere attenzione su un problema, non certo a risolverlo.

Ma c’è un passaggio del suo lungo intervento che lascia perplessi. Quello in cui la pentastellata accusa l’immobilismo della cittadinanza (che secondo la Mannino non sarebbe indignata) e della politica locale. Falso. Singoli cittadini e associazioni ambientaliste, stampa (a cominciare dai redattori di questo giornale), hanno sempre posto l’attenzione sulla triste realtà del Nocella. Così come quando parla dell’immobilismo della politica locale, “senza dignità” secondo la Mannino. Falso anche quello. Scrive la consigliera Arianna Fiorenza del PD, in risposta al post della Mannino: «Signora Mannino forse non sa (o non vuole saperlo?) che l’amministrazione di Terrasini è stata l’unica, senza precedenti, ad attenzionare il problema, attivando un protocollo d’intesa con gli altri comuni dei paesi limitrofi. Pertanto è totalmente falso quanto da lei affermato (“nessuna amministrazione locale mi risulta abbia investito decisamente per risolvere questo problema”…). Come da lei denunciato, dopo tempo questi sversamenti sono avvenuti nella giornata di ieri (giovedì per chi legge, ndr). Il sindaco sta già denunciando l’accaduto, recandosi dalle forze dell’ordine, continuando la linea intrapresa. Pertanto la prego di informarsi bene prima di scrivere qualunque cosa. C’è chi si fa la campagna elettorale denunciando sui social o scattando 4 foto in loco e c’è chi lavora seriamente, stilando protocolli d’intesa e denunciando tutto alle forze dell’ordine».

Anche riguardo l’accusa dell’assenza delle istituzioni ci sarebbe da fare qualche appunto. Scrive il comandante della Guardia Costiera Stefano La Manna, tirato in ballo dalla Mannino: «Gentile On. Mannino, personalmente non mi sembra che l’amministrazione che rappresento si sia tirata indietro da fare controlli e accertamenti, anzi ad oggi siamo gli unici che hanno posto sotto sequestro un oleificio, andando a limitare il problema dello svernamento nel nocella delle acque di lavorazione delle olive. Ad oggi il nocella almeno sino all’ultimo punto ispezionandole prima della foce, risulta pulito. La guardia costiera di Terrasini e la Polizia Municipale di Trappeto sono anni che in determinati periodi, anche a rischio della propria incolumità, risalgono i torrenti in parola.  Purtroppo parliamo di un territorio vasto con troppi accessi da strade facilmente accessibili, due torrenti il puddastri e il nocella, almeno due depuratori comunali (Partinico e Montelepre) oltre che depuratori di imprese private (Cusumano e Bartolini). L’impegno che metteremo sarà il solito senza se e senza ma, perché teniamo
anche noi alla salvaguardia del Mare e del territorio
».

La Mannino fa il suo dovere di esponente politico, ne ha tutto il diritto, per carità. Ma utilizzare un grave problema ambientale come quello del Nocella per mera propaganda o per cercare di rifarsi un’immagine dopo lo scandalo firme false, lanciando accuse agli “altri” – assenti, immobili – come se lei fosse il deus ex machina della situazione, è a dir poco grottesco. Anziché assumere questo atteggiamento di accusa nei confronti di tutti (i grillini accusano sempre gli altri, ma quando sono accusati loro, apriti cielo), sarebbe opportuno invece assumerne uno propositivo e volto alla collaborazione con tutti gli enti coinvolti, ognuno secondo le proprie competenze. Di paladini questa terra ne ha già le tasche abbastanza piene.


 

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